Portogruaro rilancia l’ortopedia d’eccellenza: rientra Turchetto, specialista dell’anca conservativa

All’ospedale del Veneto orientale torna il chirurgo formato con Reinhold Ganz: focus su giovani pazienti e interventi che puntano a evitare la protesi precoce.

05 maggio 2026 03:20
Portogruaro rilancia l’ortopedia d’eccellenza: rientra Turchetto, specialista dell’anca conservativa -
Condividi

Per molte famiglie del Veneto orientale, e non solo, Portogruaro continua a essere un presidio sanitario da tenere d’occhio quando si parla di patologie dell’anca in età giovane. L’ULSS4 ha infatti comunicato il ritorno del chirurgo ortopedico Luigino Turchetto, figura legata a una pratica altamente specialistica che mira a salvaguardare l’articolazione naturale senza arrivare subito alla sostituzione con una protesi.

La notizia riguarda un ambito di nicchia ma di grande impatto clinico: la chirurgia conservativa dell’anca, settore nel quale l’ospedale portogruarese si è ritagliato negli anni un ruolo riconosciuto anche fuori regione. Il rientro di Turchetto rafforza quindi una linea di attività che distingue la struttura nel panorama veneto.

Un reparto che guarda ai pazienti più giovani

Questo tipo di chirurgia è rivolto soprattutto a bambini, adolescenti e adulti giovani, in generale tra gli 8 e i 40 anni, in particolare nei casi di displasia dell’anca. L’obiettivo è intervenire prima che la situazione degeneri con un’usura importante dell’articolazione, condizione che potrebbe aprire la strada a un’artrosi anticipata e, più avanti, alla necessità di una protesi.

Per chi è ancora in crescita o comunque ha un’età troppo bassa per una soluzione protesica, la possibilità di conservare l’anca naturale rappresenta un passaggio decisivo. È proprio su questo terreno che Portogruaro ha costruito una competenza specifica, diventando uno dei pochi centri italiani in grado di proporre questo approccio.

Il ritorno di uno specialista formato con Ganz

Turchetto è tra i pochi chirurghi in Italia ad applicare la tecnica sviluppata da Reinhold Ganz, nome di riferimento internazionale nella chirurgia dell’anca. La sua esperienza è legata a interventi che puntano a correggere difetti strutturali o congeniti dell’articolazione, cercando di rinviare il più possibile il ricorso a impianti artificiali.

Secondo quanto riferito dall’ULSS4, il suo rientro non avrà soltanto un peso sul piano operatorio. Il valore aggiunto riguarda anche la formazione interna, perché la presenza di uno specialista con questo percorso può contribuire alla crescita professionale dei giovani ortopedici del reparto.

I numeri di un’attività selezionata

Non si tratta di interventi frequenti o standardizzati. È una chirurgia destinata a casi scelti con attenzione, che richiede esperienza, presa in carico accurata e una filiera clinica ben organizzata. I dati diffusi dall’azienda sanitaria lo confermano: tra il 2022 e il 2024 a Portogruaro sono stati eseguiti 22 interventi di chirurgia conservativa dell’anca.

Nel 2025 gli interventi registrati sono stati 8, mentre dall’inizio del 2026 se ne contano già 2. Numeri contenuti, ma coerenti con un’attività ad alta specializzazione che non appartiene alla routine ospedaliera e che si concentra su situazioni complesse.

Perché Portogruaro richiama pazienti anche da fuori Veneto

Negli anni il reparto ha attirato persone dal Veneto orientale, da altre regioni italiane e anche dall’estero. A rivolgersi alla struttura sono state spesso famiglie con figli molto giovani, alla ricerca di una soluzione capace di evitare un intervento più invasivo in età precoce.

Uno degli aspetti clinici più rilevanti di questa metodica è il recupero post-operatorio: in molti casi il paziente può riprendere a muoversi nei giorni successivi all’intervento con l’uso di stampelle, senza necessità di dispositivi esterni di stabilizzazione, sempre seguendo le indicazioni del personale sanitario.

Il direttore generale dell’ULSS4 Carlo Bramezza ha sottolineato il significato del ritorno di Turchetto, mentre il direttore dell’Ortopedia di Portogruaro Stefano Saggin ha richiamato il valore di una pratica eseguita in pochissimi centri italiani. Per il territorio si tratta di un segnale preciso: mantenere a Portogruaro competenze rare significa offrire ai pazienti un riferimento vicino, qualificato e riconoscibile anche su scala nazionale.

In questa prospettiva, il rientro dello specialista consolida una vocazione già presente nell’ospedale del Veneto orientale: quella di affiancare all’attività ordinaria un settore di eccellenza dedicato a chi ha bisogno di cure molto specifiche, con l’obiettivo di proteggere la funzionalità dell’anca il più a lungo possibile.

Segui Veneto Today