Portogruaro, Alzheimer e famiglie: alla Francescon il focus si sposta su chi assiste ogni giorno
Incontro con Ulss 4, associazioni e cittadini: al centro il peso dei caregiver, la rete territoriale e il progetto diffuso “Fili di Memoria”.
A Portogruaro il tema Alzheimer è stato affrontato partendo da un punto spesso meno visibile della malattia: la vita di chi accompagna ogni giorno un familiare nel percorso della demenza. Alla Residenza Francescon, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, quasi cento persone hanno partecipato a un pomeriggio di confronto dedicato non soltanto agli aspetti sanitari, ma anche al sostegno concreto alle famiglie.
L’iniziativa, organizzata con Ulss 4 e con l’Associazione Il Filo delle Donne, ha riportato l’attenzione su una questione che in Veneto coinvolge numeri rilevanti, con circa 70mila persone interessate. Il messaggio emerso con maggiore chiarezza è che la presa in carico non può essere lasciata al solo ambito clinico: serve un collegamento stabile tra servizi, volontariato e comunità locale.
Una domanda di aiuto che cresce nel territorio
Secondo Daniele Dal Ben, direttore della Residenza Francescon, le richieste che arrivano dai familiari sono in aumento. Nella gestione quotidiana della demenza, ha sottolineato, il peso ricade in larga parte sui caregiver, chiamati a reggere tempi, difficoltà pratiche e coinvolgimento emotivo. Per questo la risposta, ha osservato, deve allargarsi oltre la struttura sanitaria e diventare una responsabilità condivisa.
Nella stessa direzione l’intervento di Eddi Frezza, direttore dei Servizi socio-sanitari dell’Ulss 4, che ha richiamato la necessità di accompagnare le persone con Alzheimer tenendo insieme dimensione sanitaria, relazioni familiari e contesto di vita. Il supporto, quindi, non riguarda soltanto il paziente ma anche chi se ne prende cura, in un percorso che richiede collaborazione costante tra istituzioni e associazioni.
Prevenzione, movimento e relazioni sociali
Durante l’incontro è arrivato anche il contributo di Luca Valentinis, direttore dell’unità operativa complessa di Neurologia dell’Ulss 4 Veneto Orientale, che ha spostato l’attenzione sul fronte della prevenzione. Il richiamo è stato a mantenere nel tempo abitudini attive, sia per il corpo sia per la mente.
Tra gli esempi indicati ci sono attività semplici e accessibili: camminare, fare movimento, leggere o dedicarsi a giochi che stimolano il ragionamento. Accanto a questo, è stato evidenziato il valore della socialità, considerata un elemento capace di incidere sul benessere cognitivo e di contribuire a rallentare l’evoluzione dei disturbi, oltre a posticiparne l’insorgenza se coltivata nel corso degli anni.
Le voci dei caregiver e i drappi viola in città
Uno dei momenti più significativi del pomeriggio è stato affidato alle testimonianze dirette di due caregiver, che hanno raccontato al pubblico cosa significa convivere ogni giorno con la malattia di una persona cara. Un passaggio che ha dato concretezza ai temi discussi, riportando il confronto dalla teoria alla quotidianità delle famiglie.
A seguire è stata presentata la mostra “Fili di Memoria”, allestita lungo il Liston della Rsa. Il progetto nasce da un lavoro collettivo che ha coinvolto centinaia di volontarie e volontari nella realizzazione di 1200 mattonelle viola all’uncinetto, create utilizzando circa 400 gomitoli da 133 metri ciascuno. Una parte di questo materiale è stata poi assemblata in una quindicina di drappi da 80x110 centimetri.
L’iniziativa ha superato i confini della residenza ed è diventata visibile in diversi punti di Portogruaro: dai rivestimenti collocati alla Rsa alle installazioni sulle colonne dell’ospedale e della Casa di Comunità, fino alle sedi associative, ad alcuni negozi cittadini coinvolti con Confcommercio e alla sede universitaria di Infermieristica e Scienze dell’Educazione. Un laboratorio diffuso che ha portato il tema Alzheimer negli spazi della vita quotidiana.
Una comunità che prova a rendersi visibile
Doretta Filippi, vicepresidente dell’Associazione Il Filo delle Donne, ha spiegato che il lavoro sulle mattonelle viola è nato con l’obiettivo di mostrare una città partecipe e sensibile a un problema che non resta dentro le case delle famiglie. Il progetto ha messo insieme realtà diverse, unite dall’idea di trasformare un segnale simbolico in presenza concreta sul territorio.
Accanto alle attività svolte alla Residenza da giugno a settembre, il mercoledì pomeriggio, hanno aderito al percorso anche alcune delle realtà che fanno parte del Patto di Comunità per Portogruaro Comunità Amica della Persona Anziana, insieme ad APAL, Centro di Ascolto - Caritas, F.I.D.A.P.A., Croce Rossa Italiana e Filo d’Ancora di Caorle. Il totale delle persone coinvolte si avvicina a quota 200, segnale di una mobilitazione che prova a costruire attorno alla fragilità una risposta più ampia e riconoscibile.