Più divise in Veneto, Anci saluta l’arrivo di 100 agenti: «Segnale atteso dalle città»

Per i sindaci veneti il rafforzamento degli organici risponde a una richiesta avanzata da tempo, soprattutto nei poli urbani della regione.

13 luglio 2026 19:10
Più divise in Veneto, Anci saluta l’arrivo di 100 agenti: «Segnale atteso dalle città» -
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Il tema della sicurezza torna al centro del confronto tra istituzioni in Veneto con l’annuncio dell’assegnazione di 100 nuovi agenti di polizia alla regione. Una misura che, nella lettura di Anci Veneto, rappresenta una risposta concreta alle sollecitazioni arrivate dai Comuni, chiamati ogni giorno a fare i conti con criticità sempre più evidenti nei contesti urbani.

A commentare il provvedimento è stato il presidente dell’associazione dei sindaci veneti, Mario Conte, che ha collegato il rafforzamento degli organici alla necessità di garantire una presenza più stabile dello Stato nelle città. Il nodo, per le amministrazioni locali, è quello di avere strumenti adeguati per affrontare un quadro sociale considerato più delicato rispetto al passato.

Una richiesta partita dai territori

L’incremento previsto per il Veneto arriva dopo il confronto dei giorni scorsi con il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni. In quella sede, ricorda Anci Veneto, era emersa la disponibilità del Governo a intervenire sul fronte del presidio del territorio, tema indicato dai sindaci come prioritario.

Per i Comuni, l’arrivo di nuovi agenti non è soltanto un dato numerico. Significa poter contare su una rete di controllo e presenza istituzionale più estesa, soprattutto nei centri maggiori, dove la domanda di sicurezza viene avvertita con maggiore forza da amministratori e cittadini.

Il giudizio di Mario Conte

Secondo Conte, il rafforzamento annunciato va letto come un’attenzione precisa verso il Veneto e verso le esigenze delle amministrazioni locali. Il presidente di Anci Veneto sottolinea che sicurezza e legalità restano elementi centrali per la tenuta delle comunità e per la qualità della vita nei quartieri.

Nella valutazione del sindaco di Treviso, i Comuni continueranno a svolgere il proprio ruolo, ma il sostegno dello Stato resta essenziale per dare continuità all’azione sul territorio. L’obiettivo, evidenzia, è mantenere saldo il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini, in una fase segnata da tensioni sociali che richiedono risposte coordinate.

Il peso della misura per le città venete

Il punto sollevato da Anci riguarda in particolare le aree urbane, dove la presenza delle forze dell’ordine viene considerata decisiva non solo sul piano della prevenzione, ma anche come elemento di rassicurazione per residenti, attività economiche e amministrazioni comunali.

Da parte dell’associazione regionale dei Comuni viene quindi espresso apprezzamento per il passo compiuto dal Governo e dal Ministero dell’Interno. L’auspicio è che questa assegnazione possa tradursi in un rafforzamento reale del presidio locale e in un percorso più ampio di consolidamento della sicurezza in Veneto.

La posizione di Anci Veneto è stata diffusa il 13 luglio 2026 da Padova, sede dell’associazione regionale, e rilancia un tema destinato a restare al centro del dibattito istituzionale nelle prossime settimane.

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