Pinot Grigio delle Venezie, stretta sulle rese per la vendemmia 2026: scelta che pesa anche sul Veneto

Il Consorzio ha deciso nuovi limiti produttivi per il 2026. La denominazione, che coinvolge in modo centrale il Veneto, punta su equilibrio di mercato e qualità.

21 maggio 2026 20:54
Pinot Grigio delle Venezie, stretta sulle rese per la vendemmia 2026: scelta che pesa anche sul Veneto -
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Per il Pinot Grigio delle Venezie il 2026 sarà segnato da una nuova linea di contenimento produttivo. La decisione, assunta dall’Assemblea dei Soci del Consorzio e annunciata a Verona, riguarda da vicino anche il Veneto, che rappresenta una parte decisiva della filiera della denominazione insieme a Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento.

Il provvedimento stabilisce per la prossima campagna una resa massima di 160 quintali di uva per ettaro. All’interno di questa soglia, 30 quintali saranno destinati a stoccaggio amministrativo, uno strumento utilizzato per governare con maggiore precisione i volumi disponibili.

Una leva per dare stabilità al comparto

L’obiettivo indicato dal Consorzio è quello di mantenere un equilibrio tra produzione e mercato, cercando di difendere nel tempo il valore della denominazione. La gestione delle rese viene letta come una leva utile non solo sul piano quantitativo, ma anche per sostenere il posizionamento del Pinot Grigio DOC Delle Venezie sui mercati esteri, dove questa produzione continua ad avere un peso rilevante.

La scelta si inserisce in un percorso già avviato negli anni scorsi, fondato sulla programmazione dell’offerta. In questo quadro, la modulazione del potenziale produttivo serve a evitare squilibri e a preservare competitività, riconoscibilità del prodotto e prospettive di medio periodo per tutta la filiera del Nordest.

Il passaggio deciso dall’assemblea a Verona

Durante l’assemblea che si è tenuta nei giorni scorsi nel capoluogo scaligero, il Consorzio ha definito le misure da applicare alla vendemmia 2026. Il presidente Luca Rigotti ha sottolineato che la decisione conferma una linea condivisa di responsabilità nella gestione della denominazione e nella tutela del suo valore nel tempo.

Secondo Rigotti, la programmazione dell’offerta è oggi uno degli strumenti centrali per accompagnare la crescita del Pinot Grigio DOC Delle Venezie, rafforzandone stabilità commerciale e riconoscibilità. Un’impostazione che interessa direttamente il sistema vitivinicolo veneto, vista la dimensione della base produttiva coinvolta.

Riclassificazioni e controllo dei volumi

Nelle prossime settimane dovrà essere fissata anche la data limite per la riclassificazione orizzontale relativa alla campagna vitivinicola 2026-2027. Il meccanismo riguarda i quantitativi di Pinot Grigio in entrata provenienti da altre DOC territoriali con la stessa tipologia varietale.

Si tratta di un passaggio tecnico ma importante, perché permette di monitorare con maggiore attenzione volumi e giacenze, offrendo così al sistema strumenti più efficaci per calibrare le future misure di gestione in base alla disponibilità reale di prodotto.

Il peso della denominazione nel Nordest del vino

La DOC Delle Venezie conta oggi circa 27 mila ettari vitati distribuiti nell’area del Triveneto e rappresenta uno dei principali modelli di coordinamento del settore vitivinicolo italiano. Il Consorzio di tutela è nato nel 2017 proprio per riunire in un’unica denominazione una parte ampia della produzione del Nordest.

I numeri spiegano la portata del sistema: 6.141 viticultori, 575 aziende di vinificazione, 371 imprese di imbottigliamento e una produzione che arriva a circa 230 milioni di bottiglie. In questo scenario, la DOC Delle Venezie esprime l’85% del Pinot Grigio italiano e il 43% di quello mondiale, con il Veneto in prima linea in una filiera che punta ora a difendere qualità e tenuta del mercato anche per il 2026.

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