Pieve di Soligo, nel Duomo il ricordo della guarigione di Francesco Bortolini a vent’anni dal caso legato a Toniolo
Celebrazione religiosa, incontro pubblico e preghiera sulla tomba del Beato Giuseppe Toniolo per una ricorrenza molto sentita nel Quartier del Piave.
Nel Duomo di Pieve di Soligo si è rinnovato uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità locale: il ricordo della guarigione di Francesco Bortolini, a vent’anni da quella vicenda che nel territorio viene collegata all’intercessione del Beato Giuseppe Toniolo.
La giornata, organizzata dalla Parrocchia del Duomo insieme all’Istituto Diocesano Beato Toniolo - Le vie dei Santi e sostenuta dal comitato nazionale per la canonizzazione, ha riunito fedeli, associazioni e rappresentanti del territorio attorno a una memoria che, nel Quartier del Piave, conserva un forte significato religioso ma anche civile.
Bortolini, imprenditore di Pieve di Soligo, era presente in chiesa. Accanto a lui familiari, amici e molte persone arrivate non solo dalla diocesi di Vittorio Veneto, ma anche da altre zone del Trevigiano e da Codroipo, in provincia di Udine.
Una ricorrenza che resta viva in paese
Il riferimento è a quanto accadde nel 2006, dopo una grave caduta avvenuta durante una festa a Barbisano. In quei giorni, secondo quanto ricordato durante le celebrazioni, le condizioni dell’uomo apparivano disperate ai medici dell’ospedale di Conegliano. La comunità si raccolse allora nella preghiera rivolta a Toniolo, sepolto proprio nel Duomo pievigino.
Da quel passaggio prese forma una devozione rimasta molto radicata nel tempo. La ricorrenza di quest’anno ha riportato al centro non solo il ricordo personale di Bortolini, che all’epoca aveva 33 anni, ma anche il legame tra la figura del Beato e la storia recente della cittadina.
La celebrazione nel Duomo e il richiamo alla canonizzazione
Il momento più solenne del pomeriggio è stato la messa concelebrata nel Duomo, presieduta da monsignor Giuseppe Nadal, allora arciprete e testimone diretto dei fatti di quei giorni. Nella sua omelia ha ripercorso il giugno del 2006, ricordando anche il dossier medico e teologico predisposto per il Dicastero delle Cause dei Santi su richiesta di monsignor Massimo Magagnin, vice postulatore della causa.
Al termine della funzione, i presenti si sono spostati verso la tomba del Beato Giuseppe Toniolo all’interno della chiesa. Qui la preghiera si è concentrata anche sul cammino verso la canonizzazione, che richiede il riconoscimento di un secondo miracolo.
Alla celebrazione hanno partecipato anche monsignor Luigino Zago e don Luca Soldan, insieme alle autorità locali e a numerosi fedeli. Durante la funzione è stato letto pure un messaggio del vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Riccardo Battocchio, che ha espresso vicinanza e apprezzamento per l’iniziativa.
Il confronto del mattino tra fede, educazione e impegno sociale
Prima della celebrazione religiosa, la mattinata si era aperta al Patronato Careni con una tavola rotonda all’Oratorio Beato Toniolo. A introdurre e coordinare i lavori è stato Marco Zabotti, direttore scientifico dell’Istituto Beato Toniolo.
Per i saluti iniziali sono intervenuti monsignor Zago, Annalina Sartori per l’IBT, Enrico Ioppo per l’Azione Cattolica diocesana di Vittorio Veneto e il vicesindaco di Pieve di Soligo Giuseppe Negri. Al confronto hanno poi preso parte Matteo Filippetto, Cristina Franceschi, Silvio Pasqualetto e Stefano Uliana, davanti a una platea composta anche da rappresentanze associative e istituzionali del territorio.
Dagli interventi è emersa una lettura condivisa della figura di Toniolo: una testimonianza considerata ancora attuale, capace di parlare ai giovani, al mondo educativo e alla vita pubblica. Un messaggio che a Pieve di Soligo continua a intrecciare spiritualità, cultura e attenzione al tessuto sociale.
Il saluto finale della comunità
Nel suo intervento, monsignor Nadal ha sottolineato come in questi due decenni il nome del Beato sia stato al centro di molte iniziative, a Pieve di Soligo e in altre realtà italiane, non solo sotto il profilo devozionale ma anche attraverso percorsi culturali, artistici e formativi legati ai temi sociali ed economici cari a Toniolo.
La giornata si è chiusa con un momento conviviale negli spazi esterni del Duomo. Prima sono stati consegnati ai relatori alcuni volumi dedicati a Toniolo e bottiglie di Conegliano Valdobbiadene Docg offerte dalla Cantina Colli del Soligo; poi il brindisi finale, preparato dalla Pro Loco di Pieve di Soligo con il gruppo Alpini locale, ha accompagnato la conclusione di una ricorrenza che per la città resta parte della propria memoria collettiva.
Tra fede, testimonianza e partecipazione popolare, Pieve di Soligo ha così riletto una pagina che continua a segnare l’identità del territorio e il legame con il Beato Giuseppe Toniolo.