Pieve di Soligo chiude il festival con Pergolesi: applausi lunghi in Duomo per lo “Stabat Mater”
Finale partecipato per “La Musica nel Sacro” 2026: nel Duomo di Santa Maria Assunta omaggio a Francesco Fabbri e successo per Piccola Orchestra Veneta e Corale Barbisano.
Il saluto finale del pubblico, in piedi nel Duomo di Pieve di Soligo, ha segnato la chiusura più intensa per l’edizione 2026 di “La Musica nel Sacro”. L’ultimo appuntamento della rassegna ha portato al centro della serata lo “Stabat Mater” di Giovanni Battista Pergolesi, accolto da un consenso caloroso al termine dell’esecuzione.
Nella chiesa di Santa Maria Assunta, luogo simbolico per la comunità pievigina anche per la presenza delle spoglie del beato Giuseppe Toniolo, si è concluso così un percorso culturale sviluppato tra luglio e ottobre in diversi luoghi dell’Alta Marca UNESCO. Il concerto finale è stato affidato alla Piccola Orchestra Veneta con i suoi Solisti, guidati dal maestro concertatore Giancarlo Nadai.
Il finale a Pieve tra musica sacra e memoria civile
La serata aveva anche un significato ulteriore per il territorio. L’appuntamento era infatti inserito nel cammino “Fabbri 50” e dedicato a Francesco Fabbri, figura centrale per Pieve di Soligo. Il 2026 coincide con i cinquant’anni dalla sua nomina a ministro della Marina mercantile, mentre nel gennaio 2027 cadrà il mezzo secolo dalla morte, avvenuta il 20 gennaio 1977 quando aveva 55 anni.
In apertura, con la presentazione affidata a Elisa Nadai, è intervenuta la Corale Barbisano, oggi diretta da Andrea Corazzin. Il gruppo corale, che proprio quest’anno celebra 45 anni dalla fondazione, ha proposto cinque pagine del proprio repertorio, accompagnate da brevi letture. Tra queste anche “Preghiera” di Roberto Padoin, eseguita in ricordo dello stesso Fabbri.
Particolarmente partecipato anche il momento conclusivo condiviso da orchestra e coro con “Dolce Sentire” di Ortolani/Campello, proposto come omaggio a San Francesco nell’ottocentesimo anniversario della sua morte. Un passaggio che ha raccolto l’attenzione della platea e preparato l’ovazione finale.
Le voci soliste e il racconto del Duomo
Lo “Stabat Mater”, composizione del 1736 tra le più note del repertorio sacro, è stato interpretato con le voci di Iara Ferrari, soprano, ed Elisabetta Farris, mezzosoprano. Il pubblico ha premiato la prova delle due soliste e dell’ensemble strumentale, apprezzando una lettura intensa di un’opera musicalmente complessa e di forte impronta spirituale.
Come avviene abitualmente nella rassegna, il concerto è stato affiancato anche da un approfondimento sul luogo ospitante. A metà serata la storica dell’arte Cristina Chiesura, dell’Istituto Diocesano Beato Toniolo. Le vie dei Santi, ha illustrato storia, arte e valore religioso del Duomo di Pieve di Soligo, soffermandosi sulla sua fisionomia architettonica e sul legame con la devozione popolare locale. Ha ricordato inoltre la posa della prima pietra nel 1906, ricorrenza che nel 2026 tocca i 120 anni.
Nove tappe tra luglio e ottobre nell’Alta Marca
Il concerto pievigino ha messo il punto a una programmazione articolata in nove date, ospitate tra le diocesi di Vittorio Veneto e Padova. Il festival ha toccato il Castello Vescovile di Vittorio Veneto, il santuario della Madonna del Carmine a Miane, la chiesa di San Vigilio a Col San Martino, la chiesa di San Francesco a Cison di Valmarino, l’abbazia di Follina, la cappella del Sacro Cuore del Seminario di Vittorio Veneto, la chiesa di San Gregorio a Valdobbiadene, la chiesa dei Frati Cappuccini a Conegliano e infine Pieve di Soligo.
Un percorso che ha unito musica, spiritualità e valorizzazione del patrimonio artistico, con una risposta di pubblico significativa lungo tutta la stagione. La chiusura in Duomo ha confermato il radicamento della manifestazione in un’area che intreccia paesaggio, fede e iniziative culturali diffuse.
La rete che sostiene il progetto culturale
Nei saluti istituzionali sono stati espressi ringraziamenti ai musicisti, ai partner e a quanti hanno collaborato alla riuscita dell’edizione 2026. Sono intervenuti la presidente dell’IBT Annalina Sartori, l’arciprete monsignor Luigino Zago e l’assessore alla cultura Eleonora Sech; nelle battute finali hanno preso la parola anche Federico Della Puppa, site manager dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, e il direttore scientifico IBT Marco Zabotti.
Il festival è stato promosso dall’Istituto Diocesano Beato Toniolo. Le vie dei Santi all’interno del progetto “Armonie - Musica per il paesaggio, Musica nel paesaggio”, insieme all’Associazione musicale Toti Dal Monte - Piccola Orchestra Veneta. L’iniziativa rientra inoltre nel programma di Conegliano Valdobbiadene Città Italiana del Vino 2026-27, con il sostegno di IPA Terre Alte della Marca Trevigiana e dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, oltre al patrocinio della Diocesi di Vittorio Veneto.
Tra i soggetti che hanno contribuito alla manifestazione figurano Banca Prealpi San Biagio come main sponsor, Latteria Soligo, Consorzio Tutela Prosecco Superiore DOCG, Home Cucine, Dal Ben SpA, Loran, gruppo Eclisse - De Faveri e Sogno Veneto. Accanto a loro anche collaborazioni territoriali ormai consolidate come Vite Illustri Pieve di Soligo - VIP, Eventi Venetando e l’Associazione Amici della Musica di Valdobbiadene, a conferma di una rete locale che continua a sostenere il festival.