Parco della Pace, a Vicenza la gestione divide la politica: Fratelli d’Italia chiama in causa Possamai

Interrogazione orale in Consiglio comunale dopo le critiche interne al centrosinistra sul futuro dell’area e sui costi della gestione diretta.

03 ottobre 2026 13:34
Parco della Pace, a Vicenza la gestione divide la politica: Fratelli d’Italia chiama in causa Possamai -
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Non è solo un confronto tra maggioranza e opposizione: sul Parco della Pace, a Vicenza, il terreno di scontro si è allargato fino a coinvolgere anche voci dello stesso centrosinistra. Ed è proprio su questa spaccatura politica che Fratelli d’Italia ha deciso di premere, chiedendo al sindaco Giacomo Possamai di chiarire pubblicamente quale modello intenda seguire per il futuro dell’area.

Al centro della contestazione c’è la scelta tra una conduzione diretta da parte del Comune e una formula affidata a una fondazione. Secondo FdI, non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di una decisione destinata a incidere sia sull’identità del parco sia sulle spese comunali, indicate dagli esponenti del partito in circa 600 mila euro all’anno nel caso della gestione in house.

A sollevare il caso sono Alessandro Benigno, presidente cittadino di Fratelli d’Italia Vicenza, e il consigliere comunale Valerio Sorrentino. Per entrambi, il punto politicamente più significativo è che le riserve più dure non sarebbero arrivate dai banchi dell’opposizione, ma dall’area che sostiene l’amministrazione.

Le parole di Dalla Pozza diventano un caso politico

Nel mirino di FdI è finita in particolare la posizione espressa dal consigliere regionale Antonio Dalla Pozza, già assessore al Parco della Pace, che ha criticato l’impostazione attribuita al sindaco sulla gestione dell’area. Un intervento che, agli occhi dell’opposizione, rende visibile una distanza interna al Partito Democratico vicentino su un dossier considerato strategico.

Benigno legge questa presa di posizione come il segnale di una maggioranza non compatta su una scelta che avrà effetti di lungo periodo. La contestazione, nella sua lettura, riguarda sia il metodo con cui si sta arrivando alla definizione del progetto sia il ruolo che il parco dovrebbe avere nel disegno urbano della città.

L’atto depositato in Consiglio

A tradurre la polemica in un passaggio istituzionale è stato Sorrentino, che ha presentato un’interrogazione orale rivolta direttamente a Possamai. Il consigliere chiede di sapere quale linea il sindaco intenda confermare e se condivida l’impostazione emersa dentro la giunta oppure le critiche arrivate da altri esponenti dell’area di centrosinistra.

Secondo quanto sostiene FdI, sul tavolo ci sarebbero visioni differenti e difficili da ricomporre. Da una parte un parco pensato come contenitore di attività e funzioni diverse; dall’altra l’idea di una regia più ampia, con maggiore attenzione alla vocazione ambientale dello spazio.

Vicenza, scontro politico sul Parco della Pace: FdI presenta un’interrogazione al sindaco

Nel testo dell’interrogazione, il nodo è anche politico: Sorrentino chiede se il sindaco intenda confermare la fiducia all’assessore Zilio e quale assetto amministrativo voglia imprimere alla gestione futura del Parco della Pace. La richiesta è quella di un indirizzo netto, senza ambiguità tra assessorati e senza sovrapposizioni di competenze.

Il peso economico e il confronto sul ruolo del parco

Per Fratelli d’Italia, la questione non riguarda soltanto i rapporti interni alla maggioranza. Il partito insiste sul fatto che il destino del parco coinvolga direttamente il bilancio comunale e il modo in cui verrà utilizzato uno dei principali beni pubblici cittadini nei prossimi anni.

Benigno, allargando il ragionamento, collega questa vicenda ad altre scelte amministrative contestate a Palazzo Trissino, sostenendo che il sindaco sia più efficace nella comunicazione che nella definizione delle strategie di lungo periodo. Tra gli esempi richiamati compaiono anche altri temi già entrati nel dibattito cittadino, come San Felice e la Tav a est.

La domanda politica, in sostanza, resta una: chi sta decidendo davvero il futuro del Parco della Pace. Con l’interrogazione già depositata, ora l’attenzione si sposta sulla risposta che arriverà in Consiglio comunale e sulla linea che il sindaco sceglierà di rendere esplicita davanti alla città.

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