Padova porta a Cannes il piano per l’expo-tech del futuro: vetrina internazionale per il distretto dell’innovazione
Alla conferenza IASP la città presenta il rilancio dell’area fieristica e la nuova alleanza tra istituzioni, università e sistema produttivo.
Padova sceglie una platea globale per raccontare uno dei progetti urbani più ambiziosi dei prossimi anni: la trasformazione del quartiere fieristico nel cuore di un distretto dedicato a ricerca, impresa e servizi avanzati. La presentazione è arrivata a Cannes, alla 43ª IASP World Conference on Science Parks and Areas of Innovation, appuntamento internazionale dedicato agli ecosistemi dell’innovazione.
Per la città veneta, la partecipazione all’evento rappresenta un passaggio strategico: l’obiettivo è rendere riconoscibile all’estero il percorso avviato a Padova e rafforzarne l’attrattività verso investitori, imprese e talenti. Al centro della proposta c’è il cosiddetto “chilometro blu”, il progetto che punta a ricucire e rilanciare l’area fieristica dentro una visione più ampia di sviluppo urbano ed economico.
Una vetrina mondiale per il progetto padovano
Nel corso della sessione dedicata al tema “Tech for Humanity”, Padova ha illustrato il lavoro costruito negli ultimi mesi attorno al distretto dell’innovazione. A rappresentare il territorio sono stati l’assessora comunale all’Innovazione e alla Transizione digitale Margherita Cera, il presidente della Camera di Commercio Antonio Santocono e il vicedirettore generale di Interporto Padova Hall spa Paolo Pandolfo.
La proposta padovana nasce dalla collaborazione tra Comune, Camera di Commercio e Università di Padova. Il percorso, accompagnato dallo studio di PlusValue, ha coinvolto istituzioni, mondo della ricerca, aziende e società civile, con interviste, focus group, confronti con esperti internazionali e questionari che hanno raccolto oltre 1.400 risposte, in larga parte provenienti da piccole e medie imprese.
Il modello: meno edifici simbolo, più rete e servizi
Dalla consultazione è emersa una linea precisa: costruire un distretto capace di connettere energie già presenti sul territorio, con una guida pubblico-privata stabile e una struttura pensata per durare oltre i cambi di stagione politica. L’idea, in sostanza, è puntare su funzioni, relazioni e servizi prima ancora che su contenitori fisici.
È su questa base che Padova si presenta alla rete internazionale dei science park. La città può contare su un ecosistema già solido, con una concentrazione di startup innovative superiore alla media nazionale, circa 500 brevetti attivi dell’Università di Padova e più di 95 milioni di euro di investimenti pubblici attivati negli ultimi anni.
Area fieristica, congressi e logistica nella stessa partita
Uno snodo decisivo del progetto è la nascita di Interporto Padova Hall spa, frutto della fusione tra Interporto e Padova Hall. Il nuovo assetto viene indicato come uno degli elementi più forti del distretto, perché unisce la leva logistica a quella congressuale ed espositiva, con la possibilità di programmare interventi di lungo periodo.
Il piano guarda ai settori considerati più coerenti con il profilo della città: logistica, data economy e lifescience. Accanto a questi filoni sono previsti l’aggiornamento dei padiglioni, il rafforzamento di Padova Congress, nuovi spazi polifunzionali, servizi avanzati e un aumento degli eventi legati alle filiere strategiche del territorio. Il valore complessivo degli interventi annunciati supera i 60 milioni di euro entro il 2030.
Le parole delle istituzioni e l’obiettivo di attrarre investimenti
Secondo l’assessora Cera, la presenza a Cannes serve a posizionare Padova nella geografia internazionale dell’innovazione, valorizzando un ecosistema raccolto ma molto denso, in cui università, sanità, ricerca, imprese, dati e logistica convivono in pochi chilometri. Un contesto che, nelle intenzioni dell’amministrazione, può offrire nuove opportunità a giovani laureati e professionisti provenienti anche dall’estero.
Per Santocono, il lavoro portato avanti con le altre istituzioni cittadine mira a consolidare il profilo europeo di Padova, anche grazie alla nuova società nata dall’integrazione tra Interporto e Padova Hall. La conferenza IASP, in questa chiave, è letta come un’occasione concreta per presentare il progetto a soggetti interessati a investire sul futuro dell’area.
Dal fronte universitario, la prorettrice Monica Fedeli sottolinea il valore della collaborazione tra ateneo, istituzioni e imprese, indicando il distretto come uno spazio in cui la conoscenza può trasformarsi in opportunità condivise. Una lettura che rafforza l’idea di un intervento non limitato alla riqualificazione urbanistica, ma pensato come piattaforma per il sistema produttivo padovano e, più in generale, per il Nordest.
Anche il presidente di Interporto Padova Hall, Luciano Greco, insiste su questo punto: l’area fieristica, spiega, manterrà la propria vocazione espositiva ma verrà ripensata come hub multifunzionale, capace di ospitare eventi internazionali, startup e centri di ricerca. È questa la scommessa che Padova ha deciso di giocare a Cannes: trasformare un progetto locale in una proposta riconoscibile sulla scena globale.