Padova ospita il Digital Security Festival: al Bo un confronto su AI, sicurezza e fiducia

Il 4 novembre l’Archivio Antico dell’Università di Padova accoglie una tappa del festival nazionale dedicata ai rischi e agli usi dell’intelligenza artificiale.

02 novembre 2026 01:10
Padova ospita il Digital Security Festival: al Bo un confronto su AI, sicurezza e fiducia -
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La sfida non riguarda soltanto la tecnologia, ma il rapporto quotidiano che cittadini, imprese e istituzioni hanno con gli strumenti digitali. A Padova, mercoledì 4 novembre, questo tema sarà al centro di una nuova tappa del Digital Security Festival, in programma all’Archivio Antico del Palazzo del Bo.

L’appuntamento, promosso con il patrocinio dell’Università degli Studi di Padova, metterà al centro un nodo sempre più attuale: quanto possiamo fidarci dell’intelligenza artificiale quando entra nei processi decisionali, nella gestione dei dati e nella difesa informatica. L’ingresso è gratuito, ma con registrazione obbligatoria e disponibilità limitata di posti.

Per la città si tratta di un incontro che porta nel cuore dell’Ateneo un confronto di rilievo nazionale su cybersecurity e innovazione, dopo le precedenti tappe del festival in altre sedi italiane. L’accesso è previsto dalle 14:30, mentre l’avvio dei lavori è fissato per le 15 in via VIII Febbraio 2.

A Padova il Digital Security Festival interroga la fiducia nell’intelligenza artificiale
A Padova il Digital Security Festival interroga la fiducia nell’intelligenza artificiale

Il tema scelto per la tappa padovana

Il titolo dell’incontro, “Fiducia sotto attacco”, sintetizza bene la linea del pomeriggio. L’idea di fondo è che l’intelligenza artificiale possa essere allo stesso tempo una risorsa per rafforzare i sistemi di difesa e un fattore che apre vulnerabilità nuove, con effetti diretti sulla credibilità delle informazioni e sull’affidabilità dei servizi digitali.

Nel dibattito entrerà anche la questione del limite della delega alle macchine, un interrogativo che accompagna l’intera edizione 2026 del festival. Il filo conduttore sarà quindi il ruolo del controllo umano in un contesto in cui gli strumenti automatici sono sempre più presenti.

Relatori e programma del pomeriggio

A condurre l’appuntamento sarà Gabriele Gobbo, vicepresidente del festival. I saluti iniziali sono affidati alla professoressa Monica Fedeli, prorettrice con delega alla Terza missione e ai rapporti con il territorio dell’Università di Padova. L’apertura dei lavori è prevista con Marco Cozzi, presidente della manifestazione, mentre l’introduzione sarà curata da Ettore Guarnaccia, evangelist del festival.

Tra gli interventi più attesi c’è quello del professor Mauro Conti, docente dell’Università di Padova e delegato ai rapporti con le imprese, oltre che responsabile del corso di laurea magistrale in Cybersecurity, IEEE Fellow e vice direttore del CINI Cybersecurity National Lab. Il suo keynote, “Me, Myself and AI. Intelligenza artificiale difensiva, offensiva e avversaria”, porterà all’attenzione del pubblico alcuni risultati del gruppo di ricerca SPRITZ, dagli attacchi in grado di estrarre dati sensibili fino alle tecniche di prompt injection applicate ai modelli linguistici usati nella revisione scientifica.

È previsto inoltre un ospite internazionale annunciato come sorpresa, inserito nel programma della giornata al Bo.

A Padova il Digital Security Festival interroga la fiducia nell’intelligenza artificiale
A Padova il Digital Security Festival interroga la fiducia nell’intelligenza artificiale

Dalla sanità digitale alle AI di frontiera

Dopo la pausa, il calendario proseguirà con Stefania Iannelli, Account Executive di Armis e componente di Women for Security, che affronterà il tema dello Zero Trust e della tracciabilità delle informazioni. Nel suo intervento saranno richiamati casi che vanno da PHP2Shell fino all’episodio OpenAI-Hugging Face.

Spazio poi a Corrado Lanera, ricercatore dell’Università di Padova, con un focus dedicato alla sanità digitale tra biobanca, analisi federata e federated learning. A chiudere la sequenza degli speech sarà Dario Zandolin, CISO di AFAST e Senior Manager di Accenture Security, con una riflessione sull’evoluzione della Frontier AI e sull’impatto che può avere sui tempi di risposta delle organizzazioni, con particolare attenzione al settore bancario di fascia intermedia.

Il confronto finale sarà affidato a una tavola rotonda con Paolo Zanoni di VEM, Giovanni Landi di Scriba AI e Marcello Demeglio di TIM. L’obiettivo dichiarato del festival resta quello di tenere insieme innovazione, verificabilità e supervisione umana.

Le informazioni utili per partecipare

La tappa padovana rientra nel percorso nazionale del Digital Security Festival, nato nel 2019 su iniziativa di Marco Cozzi e Gabriele Gobbo per promuovere la cultura della sicurezza digitale. Dopo l’appuntamento al Bo, il tour 2026 proseguirà in altre città, tra cui Cervignano del Friuli, Treviso, Verona e Torino.

Per partecipare all’incontro del 4 novembre è necessario registrarsi gratuitamente attraverso i canali ufficiali del festival. L’appuntamento padovano si presenta come un’occasione di interesse non solo per addetti ai lavori e studenti, ma anche per chi vuole capire come l’intelligenza artificiale stia cambiando il rapporto tra fiducia, dati e protezione digitale.

A Padova il Digital Security Festival interroga la fiducia nell’intelligenza artificiale
A Padova il Digital Security Festival interroga la fiducia nell’intelligenza artificiale

Tra i sostenitori dell’edizione figurano aziende e realtà del settore tecnologico e della sicurezza informatica, insieme a partner associativi e istituzionali che accompagnano il percorso del festival nei diversi territori coinvolti.

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