Padova investe sul design: nuova casa per SID nel distretto dell’innovazione
In via Masini apre il nuovo hub della Scuola Italiana Design dentro Galileo Visionary District: 2.400 metri quadrati tra formazione, ricerca e impresa.
Nel quadrante padovano dove si concentrano startup, ricerca e formazione avanzata, da oggi c’è un nuovo tassello destinato a pesare sul sistema dell’innovazione locale. In via Masini 8 è stata presentata la nuova sede di Scuola Italiana Design all’interno del Galileo Visionary District, un intervento promosso dalla Camera di Commercio di Padova con un investimento complessivo di 3 milioni di euro.
La struttura si estende su 2.400 metri quadrati ed è stata pensata per ospitare non solo le attività didattiche della scuola, ma anche funzioni legate alla sperimentazione e al rapporto con il tessuto produttivo. L’idea, emersa durante la presentazione, è quella di un luogo capace di dialogare con la città oltre che con studenti e professionisti del settore.
SID porta ogni anno a Padova più di 300 iscritti, con una rete costruita nel tempo insieme a oltre 300 tra imprese, startup e agenzie. Attorno alla scuola ruotano inoltre 50 docenti e 20 persone impegnate nelle attività di ricerca del SID Design Center. Un percorso che ha avuto un passaggio importante nel 2023, quando il Ministero dell’Università e della Ricerca ha equiparato il diploma accademico di primo livello in Design e Comunicazione a una laurea triennale.
Tra i numeri richiamati nel corso dell’inaugurazione c’è anche quello sull’occupazione: secondo i dati diffusi dalla scuola, nove diplomati su dieci trovano entro un anno un lavoro coerente con gli studi compiuti. Nel tempo, l’istituto ha formato oltre 2mila professionisti oggi impiegati in ambiti che vanno dal prodotto al digitale, fino alla comunicazione e alla ricerca creativa.
Un polo che mette insieme scuola, startup e materiali innovativi
La nuova sede non ospita soltanto Scuola Italiana Design. Negli stessi spazi trovano posto anche StartCube, incubatore e acceleratore d’impresa presente nel Galileo Visionary District dal 2016, e Matech, centro specializzato nei materiali innovativi e nelle attività di analisi e consulenza per l’ingegneria dei materiali.
Per Padova significa rafforzare un’area che concentra soggetti diversi ma complementari: formazione, nuove imprese, trasferimento tecnologico e collegamento con il mondo produttivo. Gli immobili restano di proprietà della Camera di Commercio, che prevede di recuperare l’investimento in 12 anni attraverso il canone di locazione versato da SID.
Durante il taglio del nastro erano presenti, tra gli altri, Paolo Giopp, presidente dell’hub Galileo Visionary District, Antonio Santocono, presidente della Camera di Commercio di Padova, Margherita Cera, assessora comunale all’Innovazione, Catia Ventura per Fondazione Cariparo, Mauro Conti per l’Università di Padova ed Emiliano Fabris, direttore di Scuola Italiana Design. Nella stessa occasione è stato presentato anche il nuovo comitato scientifico della scuola, formato da Giovanna Castiglioni, Sebastiano Zanolli, Matteo Ragni e Laura Traldi.
Al progetto ha contribuito anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con circa 300mila euro destinati a progettazione, arredi e allestimenti. La Fondazione è inoltre tra i soci fondatori del Parco Scientifico Tecnologico Galileo spa - Galileo Visionary District.
Gli ambienti: aula magna, spazi espositivi e biblioteca specializzata
La sede è organizzata con aule, laboratori, aree per il lavoro condiviso e spazi pensati per eventi e confronto pubblico. Uno degli ambienti centrali è lo Spazio Memphis, un grande open space dedicato a studio, progettazione e condivisione, che ospita anche la biblioteca.
Il patrimonio librario supera i 2.500 volumi su design, comunicazione e innovazione tecnologica. Tra le raccolte presenti c’è anche l’archivio storico di DOMUS, con più di 500 volumi a partire dal 1963. Accanto a questo, la scuola conserva una sezione dedicata ai portfolio e ai progetti realizzati dagli studenti dal 2015 in poi, oltre a un archivio di prototipi in formato fisico e digitale.
L’aula magna può accogliere fino a 130 persone ed è destinata a conferenze, lezioni, talk e presentazioni. Le due aule digitali sono invece dedicate rispettivamente alla comunicazione visiva e al graphic design da un lato, e al product design dall’altro, con strumenti professionali e soluzioni di intelligenza artificiale generativa per la visualizzazione.
Nel complesso rientrano anche spazi espositivi per valorizzare i lavori degli studenti, l’aula Oliviero Toscani attrezzata per fotografia e video, e due chiostri pensati come luoghi di incontro e relazione.
Il legame con le imprese e la giornata aperta al pubblico
Uno degli elementi più sottolineati resta il rapporto diretto con le aziende. Nel percorso formativo, infatti, gli studenti lavorano su brief reali commissionati dai partner, confrontandosi con esigenze concrete, tempi di sviluppo e obiettivi di mercato. È questa impostazione, secondo i promotori del progetto, a rendere SID una realtà riconoscibile nel panorama nazionale.
L’apertura della nuova sede è stata accompagnata da un programma aperto al pubblico con visite, incontri e mostre. Tra i progetti esposti anche lavori sviluppati per marchi come Chicco, Carraro e De Longhi, a conferma di un dialogo stretto tra didattica e sistema produttivo.
La giornata si conclude negli spazi di Piazza Zanellato con la SID Design Night, appuntamento gratuito dedicato all’incontro tra cultura del progetto e sperimentazione musicale. Tra gli ospiti annunciati ci sono Fabio Novembre e Sarafine, per una serata che allarga l’inaugurazione dal piano istituzionale a quello cittadino e culturale.