Padova, guida pratica a FéMO 2026: cosa si prenota e quali eventi sono a ingresso libero
Dal 4 al 7 novembre il festival diffuso dedicato a creatività digitale e intelligenza artificiale anima quattro spazi cittadini con laboratori, incontri e una videoinstallazione aperta senza iscrizione.
A Padova il nodo non è il costo del biglietto, perché FéMO 2026 è gratuito, ma capire subito quali appuntamenti richiedono una registrazione. Nel calendario del festival, infatti, quasi tutte le attività hanno capienza limitata e vanno prenotate singolarmente, mentre una proposta resta accessibile liberamente.
Per chi sta organizzando le giornate dal 4 al 7 novembre, la distinzione più utile è semplice: la videoinstallazione Progetto MEDEA si può visitare senza iscrizione, laboratori e incontri invece prevedono un modulo dedicato per ciascun evento. Non esiste quindi una registrazione unica valida per tutta la manifestazione.
La nona edizione del Festival dell’Espressione Multimediale, intitolata “Cosa AI fatto?”, si muove in più luoghi della città: PGLab, Centro Culturale Altinate San Gaetano, Cinema Rex e Sala Fornace Carotta. Un formato diffuso che allarga il pubblico, ma che rende ancora più importante controllare sede, orario e modalità di accesso prima di spostarsi.
La differenza da conoscere prima di scegliere
Il programma curato da Progetto Giovani Padova mette insieme esperienze molto diverse tra loro: attività pratiche, visioni, confronto pubblico e iniziative pensate anche per il mondo della scuola. Proprio per questo la gratuità non va confusa con l’ingresso automatico.
I laboratori, in particolare, funzionano con piccoli gruppi e tempi definiti. Chi è interessato deve selezionare l’appuntamento sul calendario ufficiale e compilare il modulo collegato a quel titolo specifico. Aspettare l’ultimo momento può significare trovare i posti già esauriti.
Fa eccezione Progetto MEDEA – 2026, videoinstallazione immersiva a cinque schermi di Iago Riet, con configurazione e allestimento di Stefano Bolognini. L’accesso è libero nella Sala Acquario del Centro Culturale Altinate San Gaetano, in via Altinate 71, nella fascia oraria indicata dal programma.
Gli appuntamenti da segnare tra il 4 e il 7 novembre
L’apertura di mercoledì 4 novembre è al PGLab di piazza Caduti della Resistenza 3, con AI da ricamare – Dall’idea al punto, dalle 16 alle 19. Il laboratorio, condotto da Laura Maria Di Benigno, accompagna i partecipanti da un’idea iniziale alla sua trasformazione in immagine e poi in traccia per il ricamo attraverso Inkscape. È una proposta pensata per chi preferisce sperimentare in prima persona.
Giovedì 5 il festival si distribuisce su più registri. Al Centro Culturale Altinate San Gaetano, nello Spazio 35, Nuovi artigiani digitali è rivolto alle scuole secondarie di secondo grado di Padova che hanno già aderito. Nello stesso pomeriggio, dalle 15 alle 19, nello stesso complesso cittadino si può invece visitare liberamente Progetto MEDEA.
La sera di giovedì il programma si sposta al Cinema Rex, in via Sant’Osvaldo 2, per Cortocorrente – Storie brevi dal presente, sesta edizione della rassegna di cortometraggi legata al servizio Punto Video e ai laboratori PGLab. Anche in questo caso il posto va richiesto tramite il modulo previsto per l’evento.
Venerdì 6 torna protagonista il PGLab con Realizzare un cortometraggio in AI – Una full immersion, dalle 15 alle 18, laboratorio condotto da Salvatore Frisina e costruito sul percorso che va dalla scrittura al montaggio. In serata, alle 20.30, la Sala Fornace Carotta di via Siracusa 61 ospita L’AI non potrebbe mai…, con Edoardo Zaggia, Alberto Sacco di Katia Podcast ed Enrica Zaggia.
Sabato 7 il blocco più fitto di appuntamenti torna al Centro Culturale Altinate San Gaetano. Dalle 9.30 alle 12 c’è AI in movimento con Nicole Mastrodicasa; dalle 12 alle 13.30 spazio a Se l’AI fa il lavoro dei junior, chi saranno i senior di domani?, con Alessandro Pittoni e Marco Vadori; dalle 15 alle 18 chiude Zoey non esiste. La sua musica sì, laboratorio guidato da Emilio Bottazzi.
Come orientarsi nel festival senza sbagliare prenotazione
Per chi vive a Padova o arriva in città per uno o due eventi, il modo più pratico per costruire il proprio percorso è partire dall’esperienza cercata. Chi vuole un ingresso flessibile può puntare sulla videoinstallazione al San Gaetano; chi preferisce un’attività manuale o creativa può scegliere tra ricamo, animazione, video e musica; chi cerca un confronto pubblico può orientarsi sugli incontri serali o sul dibattito dedicato al lavoro.
Va tenuto presente anche che alcuni appuntamenti non sono aperti indistintamente a tutti, come quello riservato alle scuole. Allo stesso modo, una conferma ricevuta per un laboratorio non vale per un altro evento della rassegna, nemmeno se si svolge nella stessa giornata o nella stessa sede.
Il riferimento utile resta quindi il calendario di Progetto Giovani Padova, dove verificare ogni volta data, fascia oraria, luogo e modulo di iscrizione dell’attività scelta. Per FéMO 2026, più che cercare un ticket, conviene muoversi per tempo sul singolo appuntamento che interessa davvero.