Padova, all’Arcella torna la campagna informativa sulle droghe mentre cresce il disagio tra gli studenti
Nel report al Parlamento aumenta la quota di minorenni che dichiara uso di sostanze. Nel quartiere padovano riparte la distribuzione di opuscoli.
Nel quartiere Arcella riparte una nuova iniziativa di prevenzione rivolta ai cittadini, in un momento in cui i numeri nazionali riportano al centro il tema del consumo di sostanze tra i più giovani. A Padova i volontari di Mondo Libero dalla Droga tornano infatti con una distribuzione gratuita di materiali informativi, collegata alla Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di sostanze stupefacenti.
Il contesto è quello fotografato dalla relazione annuale al Parlamento del Dipartimento per le politiche antidroga: nel 2025 quasi 350mila studenti minorenni in Italia hanno detto di aver assunto almeno una sostanza illegale. Rispetto all’anno precedente il dato è in crescita e coinvolge, secondo il report, il 23% della popolazione scolastica minorenne.
Il quadro richiama da vicino anche il territorio padovano, dove il lavoro di informazione nei quartieri prosegue da tempo e si concentra soprattutto sui rischi legati alla sottovalutazione del fenomeno tra adolescenti e famiglie.
Il quadro emerso dal report nazionale
La fascia d’età più esposta resta quella tra i 15 e i 19 anni. Nella relazione viene segnalata una ripresa nei consumi di oppiacei, stimolanti e allucinogeni, mentre la cannabis continua a essere la sostanza più diffusa, nonostante un lieve arretramento. Restano inoltre stabili elementi di forte preoccupazione come la presenza della cocaina e la circolazione di nuove sostanze psicoattive.
Tra i punti più delicati indicati dagli esperti c’è la possibilità di reperire con facilità online ketamina, nuovi oppioidi e cannabinoidi sintetici. A questo si aggiunge il poliabuso, cioè l’assunzione di sostanze diverse in combinazione, un comportamento che rende ancora più complessa la lettura del disagio giovanile.
Un altro fronte riguarda gli psicofarmaci usati senza prescrizione. La relazione parla di circa 180mila minorenni, pari all’11%, con un’incidenza che interessa le ragazze in misura quasi doppia rispetto ai coetanei maschi. È un segnale che chiama in causa non soltanto la dipendenza, ma anche forme di gestione autonoma del malessere.
Nel documento trova spazio anche il ruolo del web e dei social, considerati canali sempre più influenti nell’avvicinamento alle sostanze e nella diffusione di messaggi che ne attenuano la percezione del rischio. Da qui il richiamo a non ignorare comportamenti che possono apparire secondari, come l’uso di fumo, alcol o prodotti presentati come innocui.
L’attività a Padova e nei quartieri della città
Dentro questo scenario si inserisce l’appuntamento organizzato all’Arcella, dove i volontari distribuiscono gli opuscoli gratuiti “La Verità sulla Droga”. L’obiettivo dichiarato è offrire informazioni accessibili ai residenti e creare occasioni di confronto che coinvolgano non solo i ragazzi, ma anche adulti e famiglie.
L’iniziativa, spiegano i promotori, non è episodica. Il gruppo porta avanti da anni un’attività costante sul territorio e riferisce di avere raggiunto, nell’ultimo anno, oltre 20 quartieri cittadini con campagne rivolte alla popolazione.
Prevenzione anche nelle scuole
Accanto ai banchetti informativi nelle zone della città, il progetto prosegue anche negli istituti scolastici. Il materiale distribuito rientra nel programma educativo gratuito “La Verità sulla Droga”, promosso dalla Fondazione internazionale per un Mondo Libero dalla Droga.
Il gruppo annuncia inoltre nuove conferenze gratuite dedicate agli effetti delle sostanze, con l’intenzione di rafforzare il lavoro di prevenzione direttamente nei luoghi frequentati dagli studenti. In una fase in cui i dati nazionali mostrano un aumento del coinvolgimento dei minorenni, la scelta è quella di insistere sull’informazione capillare e sulla presenza nei quartieri padovani.
Per Padova il passaggio centrale resta proprio questo: trasformare i numeri del report in un’occasione di attenzione concreta sul territorio, puntando su famiglie, scuole e comunità locali come primo argine culturale al consumo di sostanze.