Oppioidi sintetici, l’allerta arriva anche in Veneto: cos’è l’ISO e perché preoccupa
L’isotonitazene è indicato tra le sostanze più pericolose: può essere nascosto in altre droghe e aumentare drasticamente il rischio di overdose.
Nel mercato illegale delle droghe, il pericolo maggiore spesso è invisibile: una sostanza può essere venduta come altro, oppure finire mescolata a composti molto più forti. È in questo quadro che torna sotto osservazione l’isotonitazene, conosciuto con la sigla ISO, un oppioide sintetico descritto come estremamente potente e associato a un rischio molto elevato per chi lo assume senza sapere davvero cosa sta consumando.
L’attenzione riguarda anche il Veneto, dove i temi della prevenzione e dell’informazione sulle nuove droghe sintetiche vengono affrontati da tempo in scuole, incontri pubblici e iniziative sul territorio. Tra le città coinvolte nelle attività citate dall’associazione Mondo Libero dalla Droga compaiono infatti anche Padova e Verona.
Secondo quanto diffuso dalla stessa associazione, l’isotonitazene è stato segnalato negli Stati Uniti, in particolare nell’area di Washington DC e in stati come Indiana, Wisconsin e Illinois. Il dato che più colpisce è la sua potenza: in alcune segnalazioni viene indicato come fino a 20 volte più letale del fentanyl, mentre altre descrizioni parlano di una forza da 20 a 100 volte superiore.
Una sostanza difficile da riconoscere
Uno degli aspetti più critici è la forma con cui l’ISO può circolare. Può presentarsi come cristalli, polvere chiara o giallastra, ma anche sotto forma di pillole o compresse. Questo rende più semplice la sua presenza in sostanze vendute come eroina o cocaina, con un aumento netto del pericolo di overdose.
Il problema, in questi casi, è che chi acquista sul mercato clandestino può non avere alcun elemento per capire la composizione reale di ciò che sta assumendo. La possibilità che un oppioide così potente venga usato per “tagliare” altre droghe è uno dei motivi centrali dell’allarme.
Perché il confronto con il fentanyl pesa così tanto
Negli ultimi anni il fentanyl ha già cambiato il livello di attenzione internazionale sul fronte delle dipendenze. Viene ricordato come un oppioide sintetico molto più potente della morfina, nato in ambito medico ma poi finito al centro di numerosi casi di overdose.
Nel caso dell’isotonitazene, la preoccupazione cresce sia per l’intensità dell’effetto sia per le conseguenze più gravi associate al suo uso. La sostanza, sviluppata negli anni Cinquanta come antidolorifico, non ebbe seguito proprio per i rischi legati ai suoi effetti collaterali. Tra quelli indicati come più severi viene richiamato l’arresto respiratorio.
Un altro elemento che pesa è la rapidità con cui il mercato degli stupefacenti cambia composizione. Le sostanze sequestrate, secondo quanto viene segnalato, mostrano modifiche continue. In questo scenario i nuovi oppioidi sintetici rappresentano un’ulteriore soglia di rischio, non soltanto per chi fa uso di oppiacei ma anche per consumatori di altre droghe adulterate.
Prevenzione e informazione anche tra Padova e Verona
L’associazione Mondo Libero dalla Droga richiama anche il proprio lavoro sul versante informativo attraverso il programma “La Verità sulla Droga”, che comprende 14 opuscoli dedicati alle diverse sostanze. Nei materiali vengono illustrati composizione, nomi con cui circolano, effetti immediati e conseguenze nel tempo, insieme a testimonianze.
Le iniziative vengono proposte in diverse città italiane, con incontri nelle scuole, appuntamenti pubblici ed eventi sportivi. Tra i territori menzionati figurano anche Padova e Verona, inserite in una rete più ampia che comprende altri centri del Paese.
Il punto che emerge con più forza è la necessità di riconoscere il rischio delle sostanze adulterate: non riguarda solo gli oppiacei classici, ma anche psicostimolanti come la metanfetamina, per i quali le overdose possono aumentare quando vengono mescolati con oppioidi sintetici. Per questo l’attenzione sull’ISO non viene letta come un allarme distante, ma come un tema di salute pubblica che chiama in causa anche il lavoro di prevenzione sul territorio veneto.