Mestre entra nel caso del diesel contaminato: segnalazioni anche sul Terraglio

Dopo i primi episodi tra Belluno e Treviso, emerge anche un caso a Mestre. Adiconsum parla di problema diffuso e chiede verifiche lungo la filiera.

13 luglio 2026 17:27
Mestre entra nel caso del diesel contaminato: segnalazioni anche sul Terraglio -
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Il caso non riguarda più soltanto l’asse tra Bellunese e Trevigiano. Tra le segnalazioni raccolte negli ultimi giorni compare infatti anche Mestre, con un rifornimento effettuato sul Terraglio finito al centro di uno dei nuovi guasti denunciati dagli automobilisti.

È questo l’elemento che sposta l’attenzione anche sul Veneziano nella vicenda del gasolio contaminato, dopo una serie di problemi meccanici che, secondo le diagnosi riferite da Adiconsum Treviso Belluno, avrebbero un denominatore comune: la presenza di acqua e altre impurità nel circuito del carburante.

Il nodo veneziano nelle nuove denunce

Agli sportelli dell’associazione dei consumatori sono arrivate quattro ulteriori segnalazioni documentate. Oltre ai casi registrati tra Belluno e Trichiana e a un rifornimento effettuato a Sappada, uno degli episodi riguarda proprio il Terraglio a Mestre.

La comparsa di un caso nell’area veneziana allarga così la geografia del problema, che non appare più confinato alle prime zone da cui erano emerse le denunce. In piena estate, con spostamenti intensi tra città, litorale e montagna, il tema tocca un bacino molto più ampio di utenti.

Cosa avrebbero trovato i meccanici

Secondo quanto riferito nelle verifiche tecniche eseguite sui veicoli, nei filtri e nei serbatoi sarebbero stati rilevati acqua e sostanze contaminanti. In uno degli episodi più seri, quello di un’auto fermatasi nella galleria di Segusino, sarebbero comparse anche alghe.

Per chi guida un diesel, contaminazioni di questo tipo possono tradursi in danni a filtro, pompa, iniettori e impianto di alimentazione, con costi di riparazione elevati e tempi di fermo non brevi. Per questo le segnalazioni vengono seguite con particolare attenzione dagli automobilisti che hanno fatto rifornimento negli stessi giorni.

Perché non si guarda a un solo distributore

Uno dei punti evidenziati da Adiconsum è che i casi non sarebbero concentrati su un impianto preciso né su un solo marchio. Nelle denunce raccolte compaiono infatti realtà diverse: pompe bianche, operatori di media dimensione e grandi marchi della distribuzione.

Da qui l’ipotesi avanzata dall’associazione: il problema potrebbe essersi generato prima dell’arrivo del carburante al distributore, quindi nella catena logistica o nei depositi di stoccaggio. Una lettura che, se confermata, allargherebbe il perimetro della vicenda ben oltre il singolo punto vendita.

La richiesta di Adiconsum

Stefano Bellotto, presidente di Adiconsum Treviso Belluno, invita a non trasformare la vicenda in un’accusa automatica contro il gestore dove è stato fatto il pieno. L’associazione sostiene che anche alcuni impianti potrebbero trovarsi, in questa situazione, tra i soggetti danneggiati.

Per questo è stata chiesta l’apertura di un confronto con i professionisti del settore e con le associazioni di categoria, con due obiettivi indicati come prioritari: chiarire l’origine della contaminazione e accelerare i ristori per chi ha subito danni all’auto.

Le cautele per chi teme un danno dopo il rifornimento

Chi sospetta un collegamento tra il pieno effettuato e il guasto del veicolo dovrebbe conservare subito lo scontrino, la diagnosi dell’officina, eventuali fotografie del filtro o del carburante e tutta la documentazione sulle riparazioni. Annotare data, ora e luogo del rifornimento può risultare decisivo.

Adiconsum ha fatto sapere di aver già attivato il proprio supporto legale per assistere i cittadini che si stanno presentando agli sportelli. Intanto, con il caso emerso anche a Mestre, il tema entra a pieno titolo anche nel territorio veneziano e resta da capire se si tratti di episodi circoscritti o del segnale di una criticità più ampia nella distribuzione del diesel.

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