Marghera torna nel dibattito nazionale, Semenzato spinge: «Servono certezze per chi investe»

La deputata di Noi Moderati richiama il nodo imprese dopo il riferimento di Meloni a Porto Marghera e rilancia il ruolo dell’area sul fronte delle terre rare.

14 ottobre 2026 17:26
Marghera torna nel dibattito nazionale, Semenzato spinge: «Servono certezze per chi investe» -
Condividi

Porto Marghera rientra nel confronto politico nazionale e, per Venezia, il passaggio non è secondario. Dopo il richiamo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del prossimo Consiglio europeo, la deputata veneziana Martina Semenzato invita a trasformare l’attenzione istituzionale in una prospettiva concreta per il territorio.

L’esponente di Noi Moderati, capogruppo in Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, legge quel riferimento come un segnale politico preciso: secondo Semenzato, il Governo ha riportato l’area industriale veneziana dentro una strategia che guarda anche agli equilibri europei.

Il nodo degli investimenti

Nel suo intervento, la parlamentare mette al centro soprattutto le condizioni necessarie per attrarre aziende. Il punto, osserva, non è soltanto individuare un sito con potenzialità industriali, ma creare un quadro affidabile per chi vuole insediarsi o ampliare la propria presenza produttiva.

Per Semenzato, a Marghera il problema da superare resta quello delle lentezze amministrative e dell’incertezza che negli anni hanno frenato più di un progetto. Da qui la richiesta di tempi più rapidi, regole definite e procedure meno complicate, con un coordinamento stabile tra Governo, Regione, Comune e Autorità portuale.

La partita europea delle terre rare

Nel ragionamento della deputata entra poi il tema delle terre rare, considerate uno snodo decisivo per l’industria dei prossimi anni. Si tratta di materiali strategici per settori come mobilità elettrica, semiconduttori, tecnologie medicali ed energia, in un contesto in cui l’Europa dipende ancora in larga parte da forniture esterne.

In questo quadro, l’ipotesi di assegnare a Venezia un ruolo nella messa in sicurezza di queste risorse viene definita da Semenzato una scelta di prospettiva. L’idea è che Porto Marghera possa diventare uno dei punti su cui costruire una maggiore autonomia industriale e strategica.

Perché Marghera resta un’area chiave

La parlamentare insiste anche su un elemento che, a suo giudizio, distingue l’area veneziana da molte altre realtà italiane: la presenza ravvicinata di spazi produttivi, banchine e collegamenti logistici. Un insieme di caratteristiche che, nella sua lettura, rende Marghera particolarmente adatta a ospitare filiere avanzate e nuovi insediamenti.

Da qui anche un messaggio più ampio sul profilo economico della città. Semenzato sottolinea che Venezia non può essere letta soltanto attraverso il turismo, ma anche come luogo in grado di produrre innovazione, occupazione qualificata e opportunità per i giovani che scelgono di restare nel territorio.

Il passaggio politico, quindi, non viene presentato come un punto d’arrivo. Per la deputata veneziana, il riferimento del Governo a Porto Marghera apre piuttosto una fase in cui occorre trasformare l’interesse nazionale in decisioni operative, restituendo fiducia alle imprese che intendono puntare su quest’area.

Segui Veneto Today