Linea ferroviaria verso Trieste, il nodo dei cantieri resta aperto: critiche su tempi e coperture

Nel confronto sul potenziamento della Venezia-Trieste, Rosaria Capozzi segnala ritardi progettuali e risorse ancora assenti per diversi interventi in Friuli Venezia Giulia.

05 novembre 2026 20:24
Linea ferroviaria verso Trieste, il nodo dei cantieri resta aperto: critiche su tempi e coperture -
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Il collegamento ferroviario tra Venezia e Trieste torna al centro del dibattito, ma più che sui tempi di percorrenza la discussione si concentra sullo stato reale delle opere ancora da impostare. A riaccendere il confronto è stata la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosaria Capozzi, intervenuta dopo i lavori della IV Commissione dedicati al rafforzamento della tratta.

Per il Veneto il tema è particolarmente sensibile: la direttrice verso il Friuli Venezia Giulia è una delle infrastrutture chiave per i collegamenti passeggeri e per i flussi legati all'area metropolitana veneziana. Proprio per questo, le osservazioni emerse in Commissione riportano l'attenzione su ciò che manca ancora prima di arrivare a una vera accelerazione del progetto complessivo.

Che cosa manca lungo la direttrice

Secondo Capozzi, non sarebbero pronti i progetti necessari per eliminare tutti i passaggi a livello tra Venezia e Trieste. La consigliera ha inoltre richiamato l'assenza delle varianti collegate ai nuovi ponti sul Tagliamento, in territorio di Latisana, e sull'Isonzo.

Tra i punti sollevati c'è anche il capitolo più complesso legato al Carso. In base a quanto riferito dall'esponente M5S, non ci sarebbe ancora una soluzione definita alternativa all'ipotesi delle gallerie. Nel dibattito è stata citata anche l'idea di un collegamento subacqueo tra i porti di Trieste e Monfalcone, elemento che Capozzi ha usato per descrivere un quadro ancora molto lontano da una fase esecutiva compiuta.

Tempi di viaggio e costi: il confronto con l'alta velocità

Nel corso dell'audizione richiesta dalla stessa consigliera, Rete ferroviaria italiana avrebbe spiegato che il solo adeguamento tecnologico della linea consentirebbe di ridurre il viaggio di circa 15 minuti. Sempre secondo quanto riportato da Capozzi, nel tratto pianeggiante si potrebbe arrivare a una velocità di 200 chilometri orari.

La valutazione politica sollevata riguarda soprattutto il rapporto tra benefici e spesa. La consigliera sostiene infatti che questa soluzione avrebbe un costo molto più contenuto rispetto a un intervento di alta velocità piena, ipotesi che porterebbe la soglia massima a 250 chilometri orari.

Il divario sulle risorse tra Veneto e Friuli Venezia Giulia

Un altro passaggio evidenziato riguarda la diversa situazione dei finanziamenti. Per la stazione dell'aeroporto di Venezia, ha ricordato Capozzi, le somme sarebbero già tutte disponibili, compresi 359 milioni provenienti dal Pnrr.

Ben diversa, invece, la fotografia indicata per il Friuli Venezia Giulia. La consigliera parla di 1 miliardo e 700 milioni ancora mancanti per completare due interventi, rilanciando così una critica sulla governance del progetto e sulle responsabilità politiche legate ai ritardi accumulati.

Capozzi ha infine chiesto che Rfi non proceda su scelte progettuali senza un confronto con i territori coinvolti. Un tema che riguarda anche il Veneto, dove il potenziamento della linea verso Trieste viene seguito con attenzione per le ricadute sulla mobilità quotidiana e sui collegamenti strategici dell'intero corridoio adriatico.

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