Lavoro sotto il sole, il Veneto fissa lo stop nelle ore più pesanti

Dal 17 giugno al 31 agosto 2026 divieto tra le 12.30 e le 16 per alcune attività all’aperto quando le mappe di rischio segnalano livello alto.

17 giugno 2026 13:24
Notizia verificata · Fonte: regione.veneto.it · Vedi fonti
Lavoro sotto il sole, il Veneto fissa lo stop nelle ore più pesanti -
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Con l’arrivo della fase più calda dell’estate, in Veneto cambia l’organizzazione del lavoro all’aperto nei comparti più esposti. La Regione ha varato un’ordinanza che impone una pausa nelle ore centrali della giornata quando gli indicatori segnalano condizioni pericolose per chi opera direttamente sotto il sole.

Il provvedimento, firmato dal presidente della Regione Alberto Stefani, resterà valido dal 17 giugno al 31 agosto 2026 e punta a ridurre i rischi legati a stress termico, colpi di calore ed eccessiva esposizione alla radiazione solare.

Quando scatta il divieto

La sospensione delle attività è prevista dalle 12.30 alle 16, ma non in modo automatico ogni giorno. Scatterà nelle aree del territorio veneto e nelle giornate in cui il sistema previsionale Worklimate, sviluppato da INAIL e CNR, indicherà un livello di rischio alto.

La misura riguarda in particolare chi svolge mansioni fisicamente impegnative all’esterno, con esposizione diretta ai raggi solari. L’ordinanza interviene quindi nei casi in cui, anche adottando le precauzioni previste dalla normativa, il caldo continui a rappresentare un pericolo concreto.

I comparti coinvolti in Veneto

I settori interessati sono quelli dove il lavoro si concentra più spesso in spazi aperti e con margini ridotti di protezione dalle temperature elevate: agricoltura, florovivaismo, cantieri edili esterni e attività nelle cave.

Si tratta di ambiti molto presenti anche nel tessuto produttivo veneto, dove nei mesi estivi la continuità delle lavorazioni si scontra sempre più spesso con giornate caratterizzate da afa, sole forte e carico fisico elevato. La scelta della Regione va proprio nella direzione di limitare l’esposizione nelle fasce più critiche.

L’ordinanza non sostituisce gli obblighi già in capo alle aziende sul fronte della sicurezza, ma aggiunge un vincolo specifico legato alle condizioni meteo e al rischio calore.

Le eccezioni previste

Restano fuori dal blocco le attività legate alla pubblica utilità, agli interventi di protezione civile e alle operazioni necessarie a tutelare la pubblica incolumità. L’esclusione vale per le amministrazioni pubbliche, per i concessionari di servizi pubblici e per gli eventuali appaltatori coinvolti.

Anche in questi casi, però, la tutela dei lavoratori non viene meno. L’indicazione è quella di adottare comunque misure organizzative e soluzioni di sicurezza adeguate a contenere gli effetti del caldo. Rimangono inoltre validi gli accordi aziendali che garantiscono protezioni uguali o più favorevoli.

Come dovranno organizzarsi le aziende

Nel quadro richiamato dalla Regione rientrano anche le linee di indirizzo approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome l’11 giugno 2026. Il punto centrale è semplice: ridurre, e quando possibile evitare, le attività nelle ore più gravose dal punto di vista termico.

Tra le misure indicate ci sono una diversa distribuzione dei turni, la rotazione del personale, tempi più contenuti di permanenza al sole e l’attenzione alle valutazioni della sorveglianza sanitaria aziendale. Per molte imprese venete questo significherà controllare quotidianamente le previsioni di rischio e adattare il lavoro di conseguenza.

Gli strumenti da consultare fino a fine agosto

Per verificare quando il rischio diventa elevato, l’ordinanza richiama il progetto Worklimate e il Portale Agenti Fisici, strumenti usati per leggere l’impatto delle condizioni meteo sull’attività lavorativa in base all’esposizione e allo sforzo richiesto.

La validità del provvedimento si estenderà fino al 31 agosto 2026. Per imprese e addetti si apre quindi un’estate in cui la gestione del lavoro all’aperto dovrà tenere insieme produttività e protezione della salute, con particolare attenzione alle ore in cui il caldo può trasformarsi in un fattore di rischio reale.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 17 giugno 2026

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