Laguna di Venezia, blitz contro la raccolta illegale di vongole: sequestri e sanzioni
Controlli nelle acque tra Tessera, Dogaletto e Malcontenta: fermati tre pescatori, recuperati oltre due quintali di molluschi non tracciati.
Più di due quintali di vongole sottratte al mercato, una barca sequestrata e sanzioni per circa 7mila euro. È il bilancio di un’attività di controllo condotta nella laguna veneziana, dove i Carabinieri hanno intercettato una raccolta abusiva di molluschi in aree interdette.
Al centro dell’intervento c’è soprattutto il tema della sicurezza alimentare: il prodotto recuperato, oltre a provenire da tratti d’acqua considerati insalubri, non era accompagnato dalla documentazione sanitaria richiesta per la commercializzazione.
Verifiche nelle acque della laguna centrale
L’operazione è stata svolta dal Nucleo natanti del Comando provinciale dei Carabinieri di Venezia, impegnato nel monitoraggio delle acque interne e delle attività di pesca.
I controlli si sono concentrati nella fascia lagunare compresa tra Tessera, Dogaletto di Mira e Malcontenta. In quell’area i militari hanno individuato tre uomini su due natanti diversi mentre effettuavano il prelievo illecito di molluschi.
Secondo quanto accertato, le imbarcazioni risultavano equipaggiate con attrezzature non consentite per questo tipo di attività.
Irregolarità anche su licenze e mezzi
Nel corso degli accertamenti è emerso che uno dei pescatori non aveva né la licenza per la pesca né la patente nautica. Un elemento che ha aggravato il quadro delle violazioni contestate.
I Carabinieri hanno quindi disposto il sequestro di una delle due barche utilizzate e degli strumenti impiegati per la raccolta, compreso un motore adatto alla navigazione nei bassi fondali lagunari.
Per i tre pescatori il conto delle sanzioni amministrative arriva complessivamente a circa 7mila euro.
Prodotto non tracciato e rischio per i consumatori
Le vongole recuperate, dal valore commerciale stimato attorno ai 4mila euro, erano prive dei documenti necessari a certificarne la regolarità. Proprio l’assenza di tracciabilità, unita alla provenienza da zone vietate, le ha rese potenzialmente pericolose sotto il profilo sanitario.
Il controllo sulla filiera ittica resta uno dei fronti più delicati per un territorio come quello veneziano, dove la pesca e il commercio del prodotto lagunare hanno un peso rilevante e richiedono verifiche costanti.
Al termine delle operazioni i molluschi sequestrati sono stati rigettati in acqua, così da favorire il ripristino del loro ciclo vitale.