Jesolo, al parco dell’ospedale una mattinata dedicata alla salute del cuore tra test, movimento e riabilitazione
All’ULSS4 incontro pubblico su prevenzione cardiovascolare, esercizio controllato e tecnologie riabilitative. Presenti anche i vertici regionali e locali.
Nel parco dell’ospedale di Jesolo la prevenzione cardiovascolare è uscita dagli ambulatori per diventare esperienza diretta, con una giornata aperta al pubblico costruita attorno a controlli, attività fisica guidata e informazione sui comportamenti utili a ridurre i fattori di rischio.
L’iniziativa, promossa dall’ULSS4 Veneto Orientale nell’ambito del progetto “Estate inForma”, ha riunito cardiologi, professionisti della cardiologia riabilitativa, Dipartimento di prevenzione, medici di medicina generale e realtà del volontariato. Presenti anche l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, il vicepresidente della Regione Veneto Lucas Pavanetto e i rappresentanti del territorio.
Il cuore della mattinata è stato il percorso dedicato ai circuiti cardiometabolici, pensato per affiancare valutazione clinica, movimento dosato e confronto con gli specialisti. Un format che punta non solo a seguire chi ha già affrontato problemi cardiaci, ma anche a intercettare situazioni di rischio prima che si trasformino in patologie più serie.
Un percorso pensato per chi deve ripartire, ma anche per chi vuole controllarsi
Il circuito cardioprotetto allestito nell’area verde dell’ospedale è rivolto a pazienti con patologie cardiache, a persone reduci da un evento cardiovascolare o da un intervento cardiochirurgico e, più in generale, a chi desidera verificare il proprio profilo di rischio.
Durante l’attività i partecipanti eseguono esercizi con intensità progressiva indossando sistemi di telemetria. I parametri principali vengono letti in tempo reale dall’équipe sanitaria, che può così adattare lo sforzo alle condizioni della persona in modo controllato. Il tracciato viene quindi utilizzato sia nel recupero successivo a un problema cardiaco sia come supporto alla prevenzione attraverso il movimento.
La tecnologia usata nella riabilitazione
Nel corso dell’open day è stato mostrato anche D-Wall, strumento già impiegato nella Cardiologia riabilitativa dell’ULSS4. Il sistema combina una parete digitale interattiva, una telecamera 3D e una piattaforma di forza per analizzare i movimenti del paziente mentre svolge gli esercizi.
Il vantaggio, spiegato durante la presentazione, è la possibilità di ricevere un riscontro immediato sulla corretta esecuzione e di costruire programmi su misura. Mobilità, tono muscolare, equilibrio e postura possono così essere allenati tenendo sotto osservazione anche la frequenza cardiaca durante il training.
Il confronto clinico e il messaggio sulla diagnosi precoce
La giornata non si è limitata alla parte divulgativa. Al Poliambulatorio dell’ospedale si è tenuta anche una sessione dedicata a casi complessi provenienti dalla cardiochirurgia, occasione di confronto tra i professionisti coinvolti nei percorsi di cura e lo stesso assessore Gerosa.
Nel suo intervento, Gerosa ha richiamato il peso degli stili di vita corretti, dei controlli periodici e dell’individuazione tempestiva dei segnali di rischio. In questa chiave, l’esperienza del parco cardioprotetto viene letta come uno strumento utile per rafforzare l’attenzione sulla prevenzione e sulla presa in carico precoce.
Il ruolo del presidio di Jesolo nel territorio
Tra i temi emersi anche quello del valore della rete sanitaria in un’area come il litorale veneziano, dove i servizi devono rispondere a un bacino che cambia molto tra residenti e presenza turistica. Lucas Pavanetto ha collegato proprio la qualità dell’assistenza alla capacità del territorio di offrire strutture adeguate e percorsi sanitari riconoscibili.
Il direttore generale dell’ULSS4 Carlo Bramezza ha indicato il parco cardioprotetto e la Cardiologia riabilitativa di Jesolo come esempio di integrazione tra prevenzione, trattamento e recupero. Sulla stessa linea il sindaco Christofer De Zotti, che ha definito l’ospedale un punto di riferimento per l’area jesolana e il progetto un segnale concreto di come innovazione e promozione della salute possano convivere nello stesso spazio pubblico.