Industria veneta, Donazzan rilancia da Praga: «Tutele mirate per acciaio ed energia»
L’eurodeputata veneta interviene agli Study Days ECR e chiede all’Europa strumenti calibrati per difendere i comparti strategici dalla concorrenza globale.
Per una regione manifatturiera come il Veneto, il confronto europeo su energia, acciaio e concorrenza internazionale ha ricadute immediate. Da Praga, dove il 30 settembre 2026 ha preso parte agli Study Days del Gruppo ECR, l’europarlamentare Elena Donazzan ha riportato al centro il tema delle difese commerciali per i settori considerati decisivi per la tenuta industriale.
L’esponente di Fratelli d’Italia, oggi vicepresidente della commissione Industria del Parlamento europeo, è intervenuta nel panel “No Continent for Old Economy: Reinventing Europe’s Competitiveness”, sostenendo che l’Unione non possa più affrontare il dossier dei dazi come una questione da escludere in partenza.
Nel suo ragionamento, il punto è la disparità con cui molte imprese europee si trovano a competere sui mercati internazionali. Donazzan ha osservato che fuori dall’Unione agiscono sistemi economici sostenuti direttamente dagli Stati, mentre in Europa i limiti agli aiuti pubblici riducono i margini di protezione per alcune filiere industriali.
Il peso del dibattito per il tessuto produttivo veneto
Il tema tocca da vicino anche il Veneto, dove la presenza di imprese manifatturiere rende particolarmente sensibili i costi dell’energia e l’accesso a materie e semilavorati strategici. Nel suo intervento, Donazzan ha richiamato la necessità di non lasciare scoperti comparti che incidono sulla competitività industriale del continente.
La posizione espressa a Praga punta a un approccio selettivo: non misure generalizzate, ma strumenti valutati in base alle caratteristiche di ciascun settore. L’obiettivo indicato è impedire che produzioni ritenute essenziali vengano progressivamente espulse dal perimetro industriale europeo.
Energia senza preclusioni ideologiche
Tra i dossier citati c’è quello energetico. Donazzan ha chiesto una linea il più possibile aperta sulle fonti da utilizzare, a condizione che le scelte siano accompagnate da tecnologie capaci di tenere insieme sostenibilità ambientale e sostenibilità economica.
Il messaggio, in sostanza, è evitare esclusioni aprioristiche in una fase in cui il prezzo dell’energia continua a incidere sulla competitività delle aziende. Per i territori a forte vocazione produttiva, il nodo resta centrale perché pesa direttamente sui costi di lavorazione e sulla capacità di stare sul mercato.
L’acciaio come base della manifattura europea
Un secondo capitolo riguarda l’acciaio, indicato da Donazzan come una filiera decisiva per l’industria europea. Nel suo intervento ha ricordato che misure di salvaguardia sono già state attivate anche sui prodotti derivati, nel tentativo di proteggere un comparto considerato strutturale.
Secondo l’europarlamentare, la difesa di questo settore non riguarda solo i produttori diretti, ma l’intera catena manifatturiera che dall’acciaio dipende. In questa ottica, la tenuta di una base minima di produzioni strategiche in Europa viene presentata come una condizione necessaria per l’economia del continente.
La richiesta avanzata da Praga è dunque quella di valutare eventuali dazi caso per caso, sulla base dell’impatto reale sui singoli comparti. Per Donazzan, è questa la strada per evitare che la concorrenza giudicata sleale, sul piano dei costi e delle regole, finisca per indebolire in modo irreversibile la capacità industriale europea.