Pmi venete tra costi in salita e investimenti: Confapi Treviso conferma Fraccaro alla guida
All’assemblea di Carbonera il rinnovo del presidente e un focus sulle priorità delle imprese: energia, competenze, digitale e sostegno agli investimenti.
Le piccole e medie imprese del Trevigiano continuano a muoversi in un contesto complicato, stretto tra bollette pesanti, materie prime costose e difficoltà nel reperire personale qualificato. Da questo scenario è partita l’assemblea di Confapi Treviso, che a Carbonera ha rinnovato la fiducia a Luca Fraccaro, confermato presidente per i prossimi tre anni.
L’incontro si è svolto a Villa Tiepolo Bassi nell’ambito di #MadeInVeneto e ha riunito più di 200 partecipanti tra imprenditori, professionisti e rappresentanti istituzionali. Non solo un passaggio associativo, quindi, ma un momento di lettura dello stato di salute del sistema produttivo locale.
Per le aziende della Marca, e più in generale del Veneto manifatturiero, i nodi restano quelli che da mesi incidono sulla competitività: rincari di gas, energia e carburanti, tensioni internazionali che pesano sull’export, approvvigionamenti più onerosi e carenza di figure tecniche specializzate.
Il confronto sulle priorità delle imprese
Ad aprire i lavori è stato Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto. Al centro del dibattito successivo una tavola rotonda con Luca Fraccaro, Eleonora Maria Mazzoli di Amazon Italia, Paolo Pietrobon di Fraccaro Spumadoro SPA e Claudio Stefani Giusti di Acetaia Giusti.
Nel confronto sono emersi alcuni dei temi che oggi attraversano il mondo delle Pmi: il peso dei costi energetici, il ruolo della trasformazione digitale, le strategie di tutela e promozione dei prodotti, l’impatto economico di Amazon in Veneto e la necessità di rendere più accessibili strumenti utili a stare sul mercato.
Fraccaro, nel ringraziare i soci per la riconferma, ha richiamato l’esigenza di interventi concreti per alleggerire la pressione dei rincari. Il riferimento è andato in particolare a comparti considerati strategici per l’economia trevigiana, come edilizia, legno-arredo, oreficeria e metalmeccanica.
Segnali di tenuta: una quota di imprese continua a programmare
Accanto alle difficoltà, dall’assemblea è arrivato anche un indicatore di tenuta. Secondo l’ultima rilevazione congiunturale di Confapi, il 30,9% delle Pmi industriali prevede nuovi investimenti nella seconda parte dell’anno.
La voce principale riguarda impianti e macchinari: il 63,6% delle imprese che investiranno indica questa direzione, con l’obiettivo di contenere i consumi energetici e aumentare l’efficienza produttiva. Un altro 23,8% guarda invece alla formazione e al reskilling del personale, mentre il 22,7% individua nella transizione digitale una leva di sviluppo.
Nel dibattito è stato ricordato anche l’interesse verso i bandi regionali dedicati al riposizionamento competitivo delle aziende. Tra questi è stato citato Il Veneto Artigiano 2026, misura che sostiene l’ammodernamento tecnologico attraverso contributi a fondo perduto.
Le richieste che arrivano dal territorio
Dal confronto di Carbonera è emersa una linea chiara: per programmare investimenti nel medio e lungo periodo, le imprese chiedono un quadro meno instabile. Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento della formazione tecnica collegata alle filiere produttive, il sostegno al Made in Italy e misure mirate per aiutare le realtà più piccole a reggere l’urto dei costi energetici.
Si tratta di un passaggio che riguarda da vicino il Veneto, dove la struttura economica resta fortemente legata a una rete diffusa di piccole e medie aziende. In questo quadro, la rappresentanza associativa prova a tenere insieme esigenze immediate, come il contenimento dei costi, e sfide di prospettiva, dalla digitalizzazione alla qualificazione del lavoro.
Nel corso dell’assemblea è stato inoltre richiamato il profilo di un tessuto produttivo che continua a cercare spazio anche su sostenibilità e attenzione ambientale, con produzioni a basso impatto e una valorizzazione delle specificità enogastronomiche locali. Tra i protagonisti delle videointerviste realizzate a margine dell’evento figurano, oltre a Fraccaro e Luca Zaia, anche Elena Donazzan, Paola Roma, Corrado Alberto e Marco Tenaglia.
La riconferma di Fraccaro arriva dunque in una fase in cui alle imprese non basta resistere: il tema, per il territorio trevigiano e per il Veneto, è riuscire a investire nonostante l’incertezza, mantenendo competitività e capacità produttiva in uno dei motori manifatturieri della regione.