Il Vespucci torna in laguna, visita istituzionale a bordo con Venturini

A Venezia incontro sulla nave scuola della Marina Militare: confronto con comandante, allievi ed equipaggio e omaggio simbolico tra città e veliero.

03 ottobre 2026 13:28
Il Vespucci torna in laguna, visita istituzionale a bordo con Venturini -
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Il ritorno dell’Amerigo Vespucci in laguna riporta a Venezia uno dei simboli più riconoscibili della tradizione marittima italiana. Nella mattinata di oggi il sindaco Simone Venturini è salito a bordo della nave scuola della Marina Militare per una visita ufficiale dedicata soprattutto a chi la vive ogni giorno: ufficiali, marinai e allievi.

L’appuntamento ha avuto un valore che per la città va oltre la semplice presenza del veliero in porto. Venezia si è ritrovata infatti davanti a un pezzo di storia del mare, legato non solo all’immagine del naviglio, ma anche alla formazione e al lavoro che ne rendono possibile la navigazione.

Il momento istituzionale sulla nave scuola

Ad accogliere il primo cittadino è stato il capitano di vascello Nicasio Falica, comandante dell’Amerigo Vespucci. All’incontro ha preso parte anche il contrammiraglio Domenico Guglielmi, alla guida dell’Istituto di Studi Marittimi e del presidio di Venezia.

Nel corso della visita c’è stato anche uno scambio di targhe tra il sindaco e il comandante, gesto simbolico che ha segnato l’incontro tra la città lagunare e la nave della Marina. Un passaggio formale, ma anche un modo per sottolineare il legame tra Venezia e il mondo della navigazione.

Durante la permanenza a bordo, Venturini ha ascoltato il racconto della vita sul Vespucci: la storia dell’unità, i ritmi dell’equipaggio, il percorso di addestramento degli allievi e l’impegno necessario per mantenere viva una tradizione che continua a parlare anche al presente.

Il valore delle persone dietro al simbolo

Il punto centrale della visita è stato il riconoscimento del lavoro quotidiano di chi opera sulla nave. Non soltanto l’immagine spettacolare del Vespucci all’arrivo, dunque, ma l’attività costante di chi lo custodisce, lo mantiene efficiente e ne tramanda il significato alle nuove generazioni.

Venturini ha spiegato di aver voluto incontrare personalmente equipaggio e allievi proprio per mettere al centro le persone che rendono possibile la vita di bordo. Nel suo intervento ha richiamato il valore dell’impegno, della formazione e della continuità che accompagna la storia del veliero.

Il sindaco ha evidenziato come siano proprio il lavoro e il percorso di crescita di chi naviga sul Vespucci a permettere alla nave di proseguire la propria storia, mantenendo intatti valori e tradizione.

Il motto all’ingresso e il legame con Venezia

Chi sale a bordo viene accolto da una frase incisa su una targa: «Non chi comincia, ma quel che persevera». È un motto che richiama costanza, disciplina e capacità di affrontare il tempo lungo dell’esperienza in mare, elementi che ben si intrecciano con la missione formativa della nave scuola.

Nel contesto veneziano, questo ritorno assume un significato particolare. La laguna e il Vespucci si incontrano infatti su un terreno comune fatto di cultura marinaresca, memoria e identità. Non a caso il Comune ha voluto sottolineare il valore pubblico di questa presenza in città.

Il ringraziamento alle realtà coinvolte

In chiusura, Venturini ha rivolto un ringraziamento alla Marina Militare, al Ministero della Difesa e alle realtà veneziane impegnate nell’accoglienza del veliero. L’arrivo dell’Amerigo Vespucci viene letto dall’amministrazione come un momento capace di coinvolgere la città e il suo rapporto storico con l’acqua.

Per Venezia, il passaggio della nave non è soltanto una tappa cerimoniale: è anche l’occasione per rinnovare il dialogo con una tradizione che continua a essere parte della sua identità più profonda.

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