Pecore travolte a Casale sul Sile, a giudizio un 36enne: dibattimento fissato nel 2028

Casale sul Sile, tre pecore investite da un furgone: 36enne a processo per uccisione di animali e minaccia. Dibattimento nel 2028.

24 settembre 2026 11:58
Pecore travolte a Casale sul Sile, a giudizio un 36enne: dibattimento fissato nel 2028 - Immagine di repertorio
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CASALE SUL SILE (TREVISO) – Un gregge in transito, la strada momentaneamente occupata dagli animali e un furgone che, secondo l’accusa, sarebbe ripartito travolgendo tre pecore. Due morirono sul posto; la terza, rimasta gravemente ferita, venne abbattuta alcune ore dopo.

Per l’episodio, avvenuto il 25 aprile 2023 in via Belvedere, un 36enne macedone, indicato con le iniziali E.C., è a processo con le accuse di uccisione di animali altrui e minaccia nei confronti del proprietario del gregge.

Il procedimento ha già superato l’udienza filtro. L’inizio della fase dibattimentale è fissato a giugno 2028.

Il passaggio del gregge e le presunte minacce

La vicenda si sarebbe consumata lungo una strada secondaria vicina alla campagna, che conduceva all’abitazione dell’imputato.

Il 36enne, assistito dall’avvocato Mattea Macagnani, si sarebbe trovato al volante di un Volkswagen Caddy, impossibilitato a proseguire per il passaggio delle pecore. Il proprietario degli animali era presente e ne stava seguendo lo spostamento.

Secondo la ricostruzione riportata, il conducente avrebbe reagito rivolgendosi a lui con espressioni offensive e minacciose. Avrebbe preteso che il gregge fosse spostato, sostenendo di dover passare e di non aver autorizzato il transito degli animali lungo quella strada.

Tra le frasi che gli vengono attribuite figurano «Io devo passare» e «Ammazzo tutti». Parole che rientrano nella ricostruzione accusatoria e dovranno essere valutate nel processo.

L’investimento e la morte delle tre pecore

Poco dopo la discussione, il furgoncino sarebbe ripartito, urtando tre animali appartenenti al gregge.

Due pecore sarebbero morte immediatamente a causa dell’impatto. Una terza avrebbe riportato ferite tanto gravi da rendere necessario l’abbattimento qualche ora più tardi.

Il conducente, sempre secondo quanto contestato, si sarebbe quindi allontanato a forte velocità senza fermarsi.

La targa annotata dal proprietario

Nonostante quanto accaduto, il proprietario degli ovini era riuscito a prendere nota della targa del Volkswagen.

Quel numero ha consentito alle forze dell’ordine di risalire all’intestatario del mezzo e avviare gli accertamenti per ricostruire chi fosse alla guida al momento dell’investimento.

Il veicolo risultava intestato a un parente di 26 anni, A.C., inizialmente coinvolto anch’egli nel procedimento.

La posizione del parente e il dibattimento nel 2028

Il 26enne, difeso dall’avvocato Alessandra Brunetta, durante l’udienza filtro è riuscito, secondo quanto riportato da TrevisoToday, a dimostrare di non essere presente al momento dei fatti.

Per il 36enne, invece, il procedimento proseguirà con il dibattimento previsto per giugno 2028, durante il quale saranno esaminate le contestazioni relative all’investimento degli animali e alle presunte minacce.

Sul tema della tutela degli animali, Nordest24 ha raccontato anche l’appello alle segnalazioni dei cittadini dopo l’operazione antibracconaggio a Caneva, una vicenda distinta nella quale le associazioni hanno sottolineato il ruolo degli accertamenti delle autorità competenti. (Nordest24)

Le accuse rivolte al conducente del furgone restano da accertare in sede giudiziaria: l’imputato deve essere considerato innocente fino a una sentenza definitiva di condanna.

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