Tre giorni tra culture, parole e spettacoli: il GiaveraFestival 2026 allarga il raggio fino a Vittorio Veneto

Dal 3 al 5 luglio la rassegna torna tra Villa Wassermann e area Fenderl: al centro il tema “Io rifiuto”, con incontri, mostre, musica e attività per famiglie.

25 giugno 2026 19:29
Tre giorni tra culture, parole e spettacoli: il GiaveraFestival 2026 allarga il raggio fino a Vittorio Veneto -
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Non resta confinato a un solo comune uno degli appuntamenti più riconoscibili dell’estate trevigiana. Il GiaveraFestival 2026 si prepara a riaccendere il dialogo tra culture dal 3 al 5 luglio, distribuendo il suo programma tra Giavera del Montello e Vittorio Veneto e confermando una formula che unisce riflessione pubblica, spettacoli e momenti pensati anche per i più piccoli.

La 32ª edizione sceglie come parola guida “Io rifiuto”, un’espressione che orienta incontri e proposte artistiche verso i temi dei conflitti, delle relazioni tra popoli e della possibilità di costruire spazi di confronto in un tempo segnato da crisi internazionali e squilibri sempre più evidenti.

La presentazione dell’edizione 2026 si è svolta a Treviso, negli spazi di Talking Hands, laboratorio dedicato al design e all’innovazione sociale. Erano presenti, tra gli altri, don Bruno Baratto, presidente del festival, Danut Saboanu dell’associazione rumena Decebal Traian, l’artista palestinese Mosab Abusal e i referenti del progetto ospitante.

Il centro del festival a Giavera del Montello

La parte più intensa del cartellone si svilupperà a Villa Wassermann. Venerdì 3 luglio, alle 20.30, l’apertura sarà affidata a un confronto sulle tensioni geopolitiche e sulle conseguenze che i cambiamenti globali stanno producendo nella vita quotidiana e negli equilibri internazionali.

Per questo primo appuntamento sono annunciati Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale, Pietro Del Soldà, filosofo e voce radiofonica di “Tutta la città ne parla”, e Renzo Guolo, sociologo ed editorialista del quotidiano Domani. Nella stessa serata troverà spazio anche la presentazione della mostra di Fabio Magnasciutti, illustratore e vignettista noto per le collaborazioni con la stampa e con la televisione.

Sabato 4 luglio, sempre nella sede di Giavera, alle 18 è previsto l’incontro con Ferruccio De Bortoli, già alla guida del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore. Più tardi, alle 21, il programma entrerà nel vivo con “Io rifiuto”, serata costruita attorno alla narrazione e alla parola con Stefano Massini.

Tra gli ospiti inseriti nel programma compaiono inoltre il giornalista turco Murat Cinar, lo scrittore e chef libanese Maradona Youssef e la narratrice armena Sonia Orfalyan, a conferma di una linea culturale che mette al centro voci, provenienze ed esperienze differenti.

GiaveraFestival 2026, dal 3 al 5 luglio incontri e spettacoli tra Giavera e Vittorio
GiaveraFestival 2026, dal 3 al 5 luglio incontri e spettacoli tra Giavera e Vittorio

Mostre, musica e spazi che da anni definiscono la rassegna

Accanto agli incontri, Villa Wassermann ospiterà anche la mostra fotografica “Or Dur” di Mattia Alberani e l’esposizione di illustrazioni firmata da Fabio Magnasciutti. Il festival manterrà così quella dimensione diffusa che alterna dibattito, arti visive e partecipazione del pubblico.

Nel calendario sono inseriti anche momenti musicali e performance con i TriOblique per il bal folk, Leggermente a Sud di Paride Zita, il coro itinerante Stelle Mattutinae e l’ensemble Decebal Traian, che porterà una proposta teatrale dalla Romania.

Ritroveranno spazio anche alcune presenze ormai abituali e riconoscibili per chi frequenta la manifestazione: l’area libri, il piccolo Bazar del Mondo e le cucine con proposte internazionali, elementi che contribuiscono a fare del festival non solo una rassegna culturale ma anche un luogo di incontro.

La chiusura a Vittorio Veneto con una giornata per bambini e famiglie

Domenica 5 luglio il programma si trasferirà a Vittorio Veneto, nell’area Fenderl, dove il festival lavorerà in collaborazione con l’associazione senegalese Djamoral. Qui la giornata conclusiva avrà un taglio particolarmente aperto alla partecipazione di famiglie e bambini.

Il pomeriggio sarà dedicato ai giochi dal mondo e all’incontro tra culture diverse, con un’impostazione che punta a tradurre i temi della rassegna in un’esperienza concreta e accessibile, capace di coinvolgere il territorio anche oltre il pubblico abituale degli incontri serali.

Un percorso che continua anche ad agosto

Il calendario legato al GiaveraFestival non si esaurirà con il fine settimana di luglio. Dal 5 al 12 agosto 2026 è infatti previsto anche un viaggio in Romania, iniziativa che nasce dal rapporto costruito negli anni con la comunità rumena, indicata dagli organizzatori come la più numerosa sia in Italia sia in Veneto.

Per chi segue da vicino il festival, si tratta di un’estensione coerente del progetto: non soltanto eventi sul territorio, ma occasioni per conoscere direttamente storie, Paesi e culture che da tempo fanno parte anche della realtà veneta. Per informazioni è disponibile il numero 349 3000242.

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