Gatti scomparsi nel Bellunese, nuovi casi fuori Sedico: AIDAA chiede verifiche su morti e sparizioni
Dopo settimane di segnalazioni nel Sedicense, l’associazione parla di episodi in altri paesi e attende gli esami su un secondo animale trovato morto.
Il caso dei gatti domestici spariti nel Bellunese non si ferma a Sedico. Mentre nel comune dove l’allarme era esploso le segnalazioni sarebbero diminuite, l’attenzione ora si sposta anche su altri centri della provincia, dove sarebbero arrivate nuove comunicazioni di animali non più rientrati a casa.
A fare il punto è stato Lorenzo Croce, presidente dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, intervenuto in un’intervista dedicata alla vicenda. Il quadro richiamato resta quello di un fenomeno ancora da chiarire, con numeri che l’associazione continua a considerare preoccupanti.
La cifra indicata è di 51 animali scomparsi. Un dato che, secondo AIDAA, impone prudenza ma anche approfondimenti, perché accanto alla possibilità di predazioni naturali viene tenuta aperta pure l’ipotesi di episodi riconducibili all’uomo.
Segnalazioni in calo a Sedico, ma l’attenzione resta alta
Uno degli elementi nuovi riguarda proprio Sedico, il paese finito al centro della cronaca nelle ultime settimane. Croce ha spiegato che, dopo la forte esposizione mediatica del caso, le sparizioni in quell’area si sarebbero quasi fermate, salvo forse un numero molto limitato di episodi recenti.
Nello stesso aggiornamento è stato riferito anche il rientro a casa di due gatti. Un segnale che non basta a chiudere il caso, ma che modifica almeno in parte il quadro rispetto ai giorni in cui le denunce si stavano moltiplicando nella stessa zona.
Durante il collegamento è stato ricordato inoltre che una riduzione delle segnalazioni era stata osservata anche dopo l’esposto presentato dall’associazione. Resta però un dato di contesto: la coincidenza temporale non costituisce una prova sulle cause delle sparizioni.
Il nodo dei gatti trovati morti
Tra i passaggi più delicati c’è quello relativo agli animali rinvenuti senza vita. Croce ha parlato di una prima carcassa descritta da lui come “sezionata chirurgicamente”, precisando così quanto già sostenuto nelle precedenti dichiarazioni pubbliche.
Si tratta però di una valutazione riferita dall’intervistato: nel resoconto dell’intervista non vengono indicati esiti medico-veterinari che confermino in modo definitivo l’origine delle lesioni riscontrate su quell’animale.
Un secondo gatto morto, sempre secondo quanto riferito da AIDAA, è stato inviato all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. Saranno gli esami a offrire elementi utili per capire se ci siano cause naturali, tracce di aggressione o altri aspetti rilevanti per la ricostruzione dei fatti.
Perché l’associazione guarda anche alla pista umana
L’associazione non esclude che almeno una parte dei casi possa dipendere da predatori. Allo stesso tempo, il fatto che le prime scomparse si siano concentrate in una porzione circoscritta del territorio e che ora emergano segnalazioni da altre località viene letto da Croce come un elemento da non trascurare.
Secondo quanto ricostruito nell’intervista, i primi venti o ventuno gatti mancanti sarebbero spariti dalla stessa area residenziale, caratterizzata dalla presenza di villette. Da qui nasce il sospetto che qualcuno possa essersi mosso fra le abitazioni senza dare nell’occhio, anche se non vengono indicati nomi né persone individuate come responsabili.
La posizione espressa da AIDAA è che dietro i diversi episodi possano esserci spiegazioni non identiche tra loro. In altre parole, il fenomeno potrebbe non avere un’unica causa e richiede quindi verifiche puntuali caso per caso.
Accertamenti decisivi per capire cosa sta accadendo
Il punto centrale, al momento, resta quello delle prove. Le valutazioni dell’associazione rappresentano una sollecitazione a fare chiarezza, ma il compito di accertare fatti e responsabilità spetta agli organismi competenti e agli esami tecnici in corso.
Nel Bellunese resta così aperta una vicenda che continua a creare preoccupazione tra i proprietari di animali domestici. Solo i riscontri oggettivi sulle morti e sulle sparizioni potranno chiarire se si tratti di episodi distinti, di predazioni o di eventuali azioni deliberate ai danni dei gatti.