A Fiume Veneto la cucina sociale cresce: nuovi macchinari per formazione e lavoro inclusivo

Il 28 maggio la presentazione delle attrezzature acquistate con il sostegno della Fondazione Friuli: rafforzati i percorsi per persone fragili e la produzione dei pasti.

28 maggio 2026 01:29
A Fiume Veneto la cucina sociale cresce: nuovi macchinari per formazione e lavoro inclusivo -
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Non è soltanto un aggiornamento tecnico: per la Cucina delle Fratte di Fiume Veneto l'arrivo di nuove attrezzature significa ampliare un servizio che unisce ristorazione collettiva e inclusione lavorativa. La presentazione ufficiale è fissata per giovedì 28 maggio alle 15.

La struttura, gestita dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe, utilizza la cucina come spazio concreto di formazione per persone con disabilità, persone nello spettro autistico e cittadini con fragilità di tipo psichico. I nuovi strumenti sono stati acquistati grazie al contributo della Fondazione Friuli, nell'ambito del bando Welfare.

Un investimento che cambia il lavoro quotidiano

Il potenziamento riguarda dotazioni professionali che incidono direttamente sull'organizzazione del servizio: sono arrivati frigoriferi, una cappa aspirante, un abbattitore, un cuocipasta professionale, oltre a carrelli portateglie e sistemi per il mantenimento termico.

Secondo la cooperativa, l'effetto è duplice: da una parte migliorano sicurezza ed efficienza, dall'altra si crea un ambiente più vicino a quello che i partecipanti possono trovare in una mensa strutturata o nella ristorazione professionale. In questo modo il percorso formativo diventa più aderente alle richieste del mercato del lavoro.

L'iniziativa rientra nel progetto “Taste Your Job! Spazi, strumenti e interventi per l'inclusione lavorativa”, pensato per costruire occasioni di inserimento graduale e competenze spendibili, calibrate sui tempi e sulle capacità delle singole persone coinvolte.

Una realtà che serve il territorio tra Pordenonese e Veneto

La Cucina delle Fratte è attiva dal 2013 in un immobile comunale nato da un lascito del Conte Ricchieri destinato a finalità sociali. Nel tempo il servizio ha consolidato il proprio ruolo anche sul piano produttivo.

La crescita emerge dai numeri: negli ultimi tre anni i pasti preparati ogni giorno sono passati da 250 a oltre 400. Una parte del lavoro riguarda la fornitura ai centri diurni attraverso una co-progettazione con l'Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, ma la distribuzione raggiunge anche quindici aziende del territorio, tra la provincia di Pordenone e l'area veneta più vicina.

Per un'area di confine come quella tra Friuli occidentale e Veneto orientale, il dato racconta una rete di servizi che supera i limiti amministrativi e si misura con bisogni concreti di imprese, enti e comunità locali.

I risultati dei percorsi di inclusione

Dietro l'attività della cucina c'è un progetto sociale che nell'ultimo anno ha coinvolto 44 persone seguite dai servizi socio-sanitari. La cooperativa affianca alla ristorazione anche laboratori in altri settori, come informatica e agricoltura sociale, ma è proprio alle Fratte che si concentra la parte più consistente dell'inserimento pratico.

Qui si sono svolti 10 dei 15 tirocini complessivi attivati nel progetto. Il percorso professionalizzante di cucina, della durata di 100 ore e rivolto a 6 allievi, è stato organizzato con Soform e Cefap e guidato da una chef con esperienza nella ristorazione collettiva.

Il passaggio più significativo è arrivato a inizio maggio, con l'assunzione a tempo determinato di una persona con disabilità direttamente nella struttura. Attualmente la cucina occupa 15 addetti tra cuochi, aiuti cucina, autisti e personale per il lavaggio; di questi, 5 rientrano nelle categorie protette.

L'appuntamento del 28 maggio

L'inaugurazione dei nuovi macchinari sarà anche un momento pubblico per fare il punto sui prossimi sviluppi. La cooperativa ha già indicato ulteriori passaggi di crescita formativa per il triennio 2026-2028, segno di una progettualità che non si ferma al solo ampliamento degli spazi di lavoro.

Alla presentazione sono attesi, tra gli altri, il presidente della Fondazione Friuli Bruno Malattia, la sindaca Jessica Canton, la direttrice del dipartimento delle dipendenze e della salute mentale dell'Asfo Cristina Meneguzzi, Chiara Schifilitti per l'area salute mentale, Carlo Francescutti per i servizi sociosanitari dell'Asfo, Stefano Franzin del Servizio Sociale dei Comuni Sile e Meduna e il presidente di Confcooperative Pordenone Fabio Dubolino.

Per Fiume Veneto, e più in generale per il territorio che dialoga ogni giorno con il vicino Veneto, l'intervento rappresenta un tassello concreto: più capacità produttiva, più strumenti per imparare un mestiere e una struttura più attrezzata per trasformare l'inclusione in lavoro vero.

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