Fisi, da Verona parte la transizione: Roda si ferma, nuova assemblea entro tre mesi

L’assemblea elettiva in città non conferma il presidente uscente: Noris è il nome più forte dell’alternativa. Per la Federazione degli sport invernali si apre una fase nuova.

11 ottobre 2026 18:57
Fisi, da Verona parte la transizione: Roda si ferma, nuova assemblea entro tre mesi - Da sinistra Elena Sandulli,  Stefano Maldifassi, Enzo Sima, Antonio Noris e Silvio Fauner
Da sinistra Elena Sandulli, Stefano Maldifassi, Enzo Sima, Antonio Noris e Silvio Fauner
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Da Verona esce una Federazione senza un nuovo presidente ma con un quadro politico ormai cambiato. L’assemblea elettiva della FISI, riunita sabato 10 ottobre, ha infatti bloccato la riconferma di Flavio Roda e aperto una fase di passaggio che peserà sui prossimi mesi degli sport invernali italiani.

Il dato centrale è questo: Roda, alla guida federale dal 2012, ha ottenuto 48.015 voti, pari al 57,88 per cento, una soglia insufficiente per conquistare il quarto mandato, che richiedeva la maggioranza dei due terzi. Antonio Noris si è fermato a 29.838 preferenze, cioè il 35,97 per cento, mentre Roberto Bortoluzzi ha raccolto 2.087 voti, il 2,52 per cento.

Il risultato maturato a Verona non assegna ancora la presidenza, ma chiude di fatto una lunga stagione. Dopo quattordici anni di continuità, il movimento federale ha mostrato una spinta significativa verso un cambio di impostazione, proprio nel momento successivo all’onda lunga di Milano Cortina 2026.

Il voto veronese cambia gli equilibri

Per una città che ha ospitato il passaggio elettorale, il segnale è netto: l’assemblea non ha certificato soltanto un conteggio, ha messo in evidenza una Federazione divisa tra continuità e rinnovamento. Il consenso raccolto dal presidente uscente resta ampio, ma non abbastanza da consentirgli di restare al vertice.

La conseguenza più immediata è che la FISI dovrà tornare al voto entro 90 giorni. Roda, non avendo raggiunto il quorum richiesto, non potrà ripresentarsi. Si apre quindi una partita del tutto nuova, nella quale i gruppi emersi a Verona proveranno a trasformare il risultato dell’assemblea in una proposta di governo federale.

Noris diventa il riferimento del fronte alternativo

In questa fase il nome che esce rafforzato è quello di Antonio Noris, dirigente bergamasco ed ex vicepresidente vicario della Federazione. Pur senza vittoria, il suo risultato lo colloca come principale punto di riferimento per chi chiede una svolta nella gestione della FISI.

Attorno alla sua candidatura si è mosso un gruppo che comprende Silvio Fauner, Stefano Maldifassi ed Enzo Sima, candidati al Consiglio federale in rappresentanza degli affiliati. L’impostazione proposta guarda al rapporto con società sportive, territori, tecnici e giovani, cioè ai soggetti che tengono in piedi il movimento nella pratica quotidiana.

Tra i volti più riconoscibili c’è Fauner, campione olimpico e figura di primo piano nello sci di fondo italiano. La sua presenza, insieme a quella di Maldifassi e Sima, ha dato alla candidatura di Noris il profilo di una squadra, più che di una semplice alternativa personale.

I risultati sportivi non bastano a blindare la guida federale

Il voto di Verona arriva dopo anni in cui l’Italia degli sport invernali ha raccolto risultati di rilievo, tra titoli mondiali, successi in Coppa del Mondo e medaglie olimpiche. Anche per questo il passaggio assembleare assume un significato particolare: i traguardi agonistici ottenuti nel periodo Roda non sono bastati a garantire la continuità al vertice.

Non si tratta quindi di una bocciatura dei risultati sportivi, ma della richiesta di un diverso assetto nella conduzione della Federazione. È su questo terreno che si giocherà il confronto delle prossime settimane, con l’esigenza di tenere insieme quanto costruito e la domanda di nuovi equilibri interni.

Una stagione delicata per la FISI

La transizione si apre mentre la stagione invernale è pronta a entrare nel vivo, e questo rende ancora più sensibile il passaggio. La Federazione dovrà gestire il confronto politico senza perdere stabilità, in un momento in cui servono interlocuzione con i comitati, ascolto delle società e una guida capace di unire componenti diverse.

Dal voto ospitato a Verona esce dunque una domanda precisa sul futuro della FISI: quale modello di Federazione vogliono club, tecnici, atleti e dirigenti nei prossimi anni? La risposta non è arrivata in un solo giorno, ma l’assemblea veneta ha già segnato la fine di un ciclo e l’inizio di una nuova corsa per la guida degli sport invernali italiani.

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