Fine vita, il voto del Veneto pesa nel dibattito del Nordest: Pellegrino indica Venezia come modello

Dopo l’approvazione a Palazzo Ferro Fini, la consigliera regionale di Avs in Friuli Venezia Giulia sollecita anche Trieste a discutere regole e tempi certi.

03 settembre 2026 07:53
Fine vita, il voto del Veneto pesa nel dibattito del Nordest: Pellegrino indica Venezia come modello -
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Il passaggio approvato in Veneto sul fine vita non resta confinato a Venezia. La decisione del Consiglio regionale ha già aperto un nuovo fronte politico nel Nordest, con riflessi immediati anche oltre i confini regionali.

A riportare il tema al centro del confronto è Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra in Friuli Venezia Giulia, che legge il risultato di Palazzo Ferro Fini come un segnale destinato a incidere nel dibattito nazionale e interregionale.

Il passaggio approvato a Venezia

Nell’aula veneta il provvedimento è stato licenziato con 32 voti a favore, 14 contrari e 5 astensioni. Per Pellegrino si tratta di un dato politico rilevante anche perché arriva da una Regione amministrata dal centrodestra, elemento che a suo giudizio rompe uno schema finora rimasto rigido su una materia così divisiva.

La consigliera sottolinea che il testo veneto interviene soprattutto sull’organizzazione delle procedure, fissando tempi e percorsi per l’accesso al suicidio medicalmente assistito nel perimetro già delineato dalla Corte costituzionale.

Perché il Veneto diventa un riferimento

Nella lettura proposta da Pellegrino, l’aspetto centrale della scelta compiuta a Venezia è il tentativo di tradurre in regole amministrative un tema che da anni resta sospeso tra decisioni giudiziarie, vuoti normativi e scontri politici.

Viene inoltre richiamato l’equilibrio individuato dal Consiglio regionale del Veneto tra cure palliative e tutela della libertà di coscienza del personale sanitario. Un punto che, sempre secondo la consigliera, avrebbe consentito di trovare una mediazione istituzionale su una questione molto sensibile.

Il messaggio rivolto al Friuli Venezia Giulia

Il commento di Pellegrino guarda però soprattutto a Trieste. La consigliera sostiene infatti che quanto avvenuto in Veneto metta in risalto il ritardo del Friuli Venezia Giulia, dove la discussione, a suo avviso, non è stata ancora affrontata con decisione dalla maggioranza regionale.

Nel suo intervento indica l’esperienza veneta come possibile traccia anche per il Fvg, insistendo sulla necessità di garantire ai malati terminali percorsi chiari e tempi definiti. Per Pellegrino, su questo terreno il bisogno di dignità delle persone dovrebbe prevalere sulle appartenenze politiche.

Un confronto che supera i confini regionali

La consigliera di Avs inserisce il voto di Palazzo Ferro Fini in un quadro più ampio, osservando che il Parlamento e il Governo non hanno ancora colmato il vuoto normativo nazionale. In questo scenario, alcune Regioni stanno provando a dare risposte sul piano operativo.

Oltre al Veneto, Pellegrino richiama anche Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna come territori che hanno già affrontato la materia. Il punto politico, nella sua valutazione, è che l’iniziativa maturata in Veneto rende ancora più difficile rinviare il confronto nelle assemblee che non hanno ancora aperto una discussione concreta.

Da qui l’auspicio finale: che il voto veneziano diventi una spinta anche per le altre Regioni del Nordest e non solo, portando il tema del fine vita fuori dalla sola contrapposizione ideologica e dentro un percorso istituzionale con regole trasparenti per i cittadini.

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