Fine vita, il voto del Veneto entra nel dibattito politico del Fvg: Bullian chiama in causa la maggioranza
Dopo il via libera a Venezia, il consigliere regionale di Casa civica indica la scelta veneta come passaggio politico da non ignorare in Friuli Venezia Giulia.
La scelta compiuta dal Consiglio regionale del Veneto sul fine vita non resta confinata oltre il Tagliamento e produce subito effetti nel confronto politico del Nordest. A richiamarla è Enrico Bullian, consigliere regionale di Casa civica in Friuli Venezia Giulia, che usa il via libera arrivato da Venezia per riaprire il tema anche nell’aula di Trieste.
Nel suo intervento, Bullian sostiene che quanto accaduto in Veneto mostri come una legge regionale potesse essere discussa anche in Friuli Venezia Giulia senza fermarsi, a suo giudizio, davanti ai rilievi sollevati nei mesi scorsi sul piano costituzionale. La critica è diretta alla maggioranza regionale, accusata di avere scelto una linea attendista su un tema che invece, secondo l’esponente di opposizione, chiedeva una risposta politica.
Il passaggio veneto diventa un riferimento nel Nordest
Per Bullian il dato più significativo è anche quello politico: il Veneto, amministrato dal Centrodestra, diventa la prima Regione di quell’area a intervenire con una norma sul fine vita, dopo precedenti esperienze maturate in territori guidati dal Centrosinistra. Un elemento che, nella sua lettura, cambia il quadro e rende più difficile archiviare il confronto come una battaglia di parte.
Il consigliere rivolge inoltre un riconoscimento al presidente del Veneto Luca Zaia, ritenendo che abbia sostenuto l’approvazione di una legge definita di civiltà. Nella stessa valutazione richiama anche il voto favorevole di una parte del Centrodestra veneto e il contributo dell’opposizione di Centrosinistra, indicato come rilevante per l’esito finale.
Che cosa contesta Bullian alla maggioranza friulana
Nel mirino del consigliere finisce il comportamento tenuto in Friuli Venezia Giulia. Bullian parla di un’occasione mancata e afferma che il precedente veneto smentirebbe le obiezioni utilizzate per bloccare un percorso analogo nella regione confinante.
La sua presa di posizione investe anche i vertici istituzionali del Fvg, descritti come ancora legati a impostazioni che considera superate. Secondo Bullian, la decisione maturata in Veneto finirà per pesare nel dibattito regionale e potrebbe accelerare una revisione delle resistenze emerse finora.
Il nodo delle regole e l’effetto per i cittadini
Nel merito della norma, Bullian osserva che il nuovo assetto dovrebbe rendere più agevole l’accesso a una possibilità già esistente sul piano giuridico per chi presenti requisiti precisi e rigorosi. Il riferimento è allo spazio aperto dalla sentenza della Corte Costituzionale del 2019, richiamata come base già definita entro cui le Regioni possono muoversi.
Da qui la sua conclusione politica: il passaggio veneto, oltre a incidere nel confronto tra Venezia e Trieste, può diventare un segnale anche per altre assemblee regionali e per il Parlamento. Per l’esponente di Casa civica, il voto arrivato in Veneto segna infatti un precedente destinato a pesare ben oltre i confini regionali.
Il dibattito, quindi, non riguarda soltanto una scelta compiuta a Venezia, ma anche le conseguenze che quella decisione può avere nel resto del Nordest. Ed è proprio su questo terreno che Bullian prova ora a riportare la discussione in Friuli Venezia Giulia.