Fine vita, il Veneto vara le regole regionali: passa in Consiglio con una maggioranza trasversale

Via libera a Palazzo Ferro Fini alla norma che organizza tempi e procedure per le richieste previste dalla Consulta: 32 favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti.

03 settembre 2026 08:45
Fine vita, il Veneto vara le regole regionali: passa in Consiglio con una maggioranza trasversale -
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Il Veneto si dota di una cornice regionale sul fine vita e lo fa al termine di una seduta che ha mostrato divisioni politiche ben oltre i confini tra maggioranza e opposizione. A Palazzo Ferro Fini il provvedimento è stato approvato con 32 voti a favore, 14 contrari e 5 astensioni.

La legge riguarda l'organizzazione del servizio sanitario regionale davanti alle richieste di suicidio medicalmente assistito nei casi già individuati dalla Corte costituzionale. Non introduce quindi un nuovo diritto, ma fissa un percorso amministrativo e sanitario per gestire queste domande con criteri definiti.

Per il Veneto si tratta di un passaggio destinato a pesare anche nel dibattito nazionale: la regione è infatti la quarta in Italia a scegliere una disciplina propria su questo terreno, dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, ed è la prima guidata dal centrodestra.

Un voto che attraversa gli schieramenti

L'esito dell'Aula arriva dopo settimane di confronto serrato, con posizioni differenti emerse in quasi tutti i gruppi. Il tema, per la sua natura, non si è lasciato leggere secondo le tradizionali appartenenze politiche e il voto finale lo ha confermato.

Dentro la Lega-Liga Veneta, in particolare, ai consiglieri è stata concessa libertà di scelta. Una decisione che ha messo in evidenza sensibilità diverse anche all'interno della stessa area di maggioranza.

Nei giorni precedenti non erano mancate critiche molto nette. Tra le voci contrarie si era distinta quella di Elena Donazzan, intervenuta pubblicamente contro l'impostazione del testo e favorevole a uno stop del provvedimento.

Cosa cambia per la sanità regionale

Il cuore della norma è di tipo procedurale. Il testo stabilisce modalità operative e tempi entro i quali la sanità veneta dovrà esaminare e seguire le richieste che rientrano nei criteri già fissati dalla giurisprudenza costituzionale.

Su questo punto si è concentrata una parte consistente della discussione in Consiglio. L'obiettivo dichiarato è dare uniformità a percorsi che toccano insieme aspetti clinici, giuridici ed etici, evitando risposte disomogenee all'interno del sistema regionale.

Il via libera consente quindi al Veneto di avere una disciplina organizzativa propria su una materia che, in assenza di una legge nazionale, continua a essere al centro del confronto politico e istituzionale.

Il peso politico della decisione veneta

Oltre al contenuto della legge, a colpire è il significato politico del voto. Il Veneto entra nel gruppo delle regioni che hanno già approvato una normativa sul fine vita, ma lo fa da amministrazione di centrodestra, un elemento che distingue questo passaggio rispetto ai precedenti.

Il risultato di Palazzo Ferro Fini riapre così anche una questione più ampia, quella di una possibile disciplina valida in tutto il Paese. Intanto, sul piano regionale, il Consiglio ha scelto di fissare regole e tempi su un tema che continua a dividere opinione pubblica e partiti, ma che ora in Veneto ha un quadro procedurale definito.

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