Fine vita, dal Veneto un segnale politico: Conficoni incalza il Friuli Venezia Giulia
Dopo il via libera veneto alla legge sulle procedure di fine vita, il consigliere Pd Nicola Conficoni chiede a Fedriga una scelta analoga anche in Fvg.
La legge approvata in Veneto sul fine vita allarga subito il suo raggio oltre i confini regionali e diventa un riferimento nel confronto politico del Nordest. A richiamarla è il consigliere regionale del Pd Nicola Conficoni, che guarda a quanto deciso a Venezia per sollecitare una presa di posizione anche in Friuli Venezia Giulia.
Nel suo intervento, Conficoni presenta il provvedimento veneto come un avanzamento sul piano dei diritti e dell'autodeterminazione, sostenendo che da Trieste finora non sia arrivata una scelta altrettanto netta. Il punto, per l'esponente dem, è dare una cornice chiara a questioni che riguardano la fase finale della vita.
Il Veneto entra nel dibattito del Nordest
Per Veneto Today, il dato politico è soprattutto questo: la decisione presa dal Consiglio regionale veneto diventa ora un precedente richiamato anche da altre assemblee. Conficoni inserisce il Veneto tra le Regioni che hanno già legiferato sul tema, dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna.
Nel ragionamento del consigliere, il passaggio veneto non è un episodio isolato ma una tappa dentro un percorso più ampio, maturato negli anni attraverso vicende che hanno segnato il dibattito nazionale. Tra i riferimenti citati compaiono il caso di Eluana Englaro e la sentenza Cappato, indicati come momenti decisivi nella definizione del quadro sui diritti di fine vita.
La richiesta rivolta alla giunta Fedriga
Il bersaglio politico dell'intervento è il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Conficoni gli chiede di non lasciare il tema senza una risposta legislativa regionale, ricordando che proprio il Fvg è stato toccato in modo diretto da una delle vicende simbolo di questo confronto pubblico.
Secondo il consigliere del Pd, servirebbe un approdo concreto capace di offrire riferimenti certi alle persone che affrontano condizioni di sofferenza e alle loro famiglie. Da qui la richiesta di seguire la strada già imboccata da altre amministrazioni regionali, con il Veneto ora al centro dell'attenzione.
Il richiamo agli equilibri del centrodestra
Nella parte finale del suo affondo, Conficoni sottolinea anche un altro aspetto: il via libera veneto, osserva, ha avuto il sostegno di figure appartenenti all'area politica di centrodestra. Per questo invita Fedriga a guardare anche a quell'esperienza, citando i nomi del presidente Stefani e di Luca Zaia.
Il messaggio è chiaramente politico: se in Veneto il tema ha trovato spazio anche dentro uno schieramento non omogeneo alla tradizionale impostazione del centrosinistra, allora per il Friuli Venezia Giulia non ci sarebbero alibi nel rinviare ancora il confronto.
L'intervento di Conficoni, diffuso il 2 settembre 2026, riporta così il fine vita al centro della discussione regionale del Nordest. E il Veneto, con la legge appena approvata, diventa il termine di paragone più immediato per chi chiede che anche altrove si arrivi a una disciplina specifica.