Festival Cristofori, a Padova arriva Ettore Pagano: il 25 settembre concerto con Massimo Spada
Alla Scuola della Carità una delle serate più attese del cartellone: in programma Stravinskij, Rachmaninov e una prima assoluta firmata Tommaso de Felice.
Il Festival Pianistico Internazionale Bartolomeo Cristofori mette in calendario a Padova uno degli appuntamenti più rilevanti della sua edizione 2026. Venerdì 25 settembre, alle 20.30, la Scuola della Carità ospiterà il violoncellista Ettore Pagano insieme al pianista Massimo Spada per il concerto intitolato “Ritorno alla luce”.
Per la città si tratta di una tappa di particolare interesse dentro la nona edizione della rassegna, che quest’anno ruota attorno al tema “Rinascita”. L’arrivo di Pagano aggiunge peso internazionale al programma settembrino, dopo mesi in cui il giovane musicista ha raccolto riconoscimenti di primo piano nel panorama classico europeo.
La serata si terrà nella sede di via San Francesco 61, spazio che continua a essere uno dei luoghi più riconoscibili del festival padovano. Il concerto unirà repertorio novecentesco, grande musica da camera e una novità assoluta affidata al pubblico del Cristofori.
Una serata tra classici del Novecento e nuova musica
Il programma partirà con la “Suite italienne” di Igor Stravinskij, pagina che riflette la stagione neoclassica del compositore e il suo dialogo con materiali della tradizione italiana. È un’apertura che dà subito il tono della serata, giocata sul confronto tra scritture diverse e sensibilità lontane nel tempo.
Nel cuore del concerto troverà posto una nuova composizione di Tommaso de Felice, commissionata dal festival e proposta in prima esecuzione assoluta. Un elemento che rafforza il profilo della manifestazione padovana, capace non solo di ospitare interpreti affermati, ma anche di investire su nuova produzione musicale.
A chiudere sarà la Sonata in sol minore op. 19 per violoncello e pianoforte di Sergej Rachmaninov, composta nel 1901 e considerata una delle pagine più significative del repertorio cameristico per questa formazione. Un brano che richiede intesa costante tra i due esecutori, tanto sul piano espressivo quanto in quello ritmico e sonoro.
Il momento di Ettore Pagano
La data padovana arriva in una fase molto intensa del percorso artistico di Ettore Pagano, nato a Roma nel 2003. Ha iniziato a studiare violoncello a nove anni, si è formato con Antonio Meneses e David Geringas e ha concluso gli studi al Conservatorio di Santa Cecilia con il massimo dei voti, lode e menzione. Oggi prosegue il perfezionamento a Berlino con Jens Peter Maintz.
Il suo nome è diventato ancora più centrale nel 2026 grazie alla vittoria del Queen Elisabeth Competition di Bruxelles nella sezione violoncello. Un risultato che si somma ai premi ottenuti nel 2025, tra cui il Premio Abbiati della Critica Musicale italiana come miglior solista e il Classeek Award agli International Classical Music Awards.
Nei giorni scorsi il festival aveva già portato a Padova anche Lucas Debargue, altro artista di richiamo inserito nella programmazione di settembre. L’appuntamento con Pagano conferma quindi la volontà della rassegna di tenere alto il profilo del cartellone cittadino.
Il pianoforte di Massimo Spada
Accanto a Pagano salirà sul palco Massimo Spada, pianista romano nato nel 1986. Si è diplomato con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio di Santa Cecilia, proseguendo poi gli studi all’Accademia Pianistica di Imola e all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Alla formazione da interprete affianca anche quella musicologica: nel 2009 ha conseguito con lode la laurea in Storia della Musica all’Università La Sapienza di Roma. Un profilo che accompagna da anni la sua attività concertistica e cameristica.
L’appuntamento è dunque fissato per venerdì 25 settembre alla Scuola della Carità. Per il pubblico padovano sarà un’occasione per ascoltare da vicino una delle figure emergenti più premiate del violoncello europeo, in dialogo con un pianista di solida esperienza, in un programma che attraversa Stravinskij, la contemporaneità e Rachmaninov.