Farra di Soligo, il Bon Bozzolla rinnova il riconoscimento su assistenza e qualità della vita

L’IPAB trevigiana mantiene anche nel 2026 la qualifica di Benchmarker del percorso “Qualità e Benessere”, centrato su residenti, famiglie e operatori.

30 ottobre 2026 11:06
Farra di Soligo, il Bon Bozzolla rinnova il riconoscimento su assistenza e qualità della vita -
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Per una realtà come il Bon Bozzolla, che a Farra di Soligo rappresenta un punto di riferimento nell’assistenza agli anziani, la conferma arrivata per il 2026 ha un valore che va oltre il dato formale. L’IPAB trevigiana ha infatti mantenuto il marchio “Qualità e Benessere”, conservando per il secondo anno di seguito anche la qualifica di Benchmarker.

Si tratta di un esito che premia un lavoro organizzativo costruito attorno alla vita quotidiana dei residenti: non solo cura e presa in carico, ma attenzione alle relazioni, alle autonomie personali, alle preferenze individuali e alla qualità degli spazi in cui si vive ogni giorno.

Un risultato che riguarda da vicino il territorio

Nel panorama dei servizi sociosanitari della Marca, il riconoscimento ottenuto dalla struttura di Farra di Soligo segnala la continuità di un percorso avviato per rafforzare gli standard interni e misurare in modo concreto il benessere delle persone accolte.

La consegna ufficiale del marchio è avvenuta nei giorni scorsi durante il convegno “Ben-Fare”, ospitato a Castelnuovo del Garda, nel Veronese. Per il Bon Bozzolla non è una novità assoluta, ma una conferma che consolida il cammino già intrapreso nel 2025.

Come funziona il percorso “Qualità e Benessere”

Il progetto, nato nel 2005 e promosso dalla società “Qualità e Benessere” con sede a Trento, propone un sistema di valutazione pensato per le strutture sociosanitarie. Il modello prende in esame 104 indicatori e si richiama a dodici valori guida, tra cui rispetto della persona, salute, socialità, affettività, libertà e umanizzazione.

L’obiettivo non è soltanto assegnare un marchio, ma mettere a fuoco ciò che funziona e ciò che può essere corretto. In questo percorso vengono coinvolti non solo gli operatori, ma anche gli ospiti e i loro familiari, chiamati a contribuire con osservazioni e punti di vista utili a leggere la qualità della vita dentro la struttura.

Per l’istituto di Farra di Soligo il lavoro è partito all’inizio del 2025 con la creazione di un gruppo interno composto da dieci professionisti di ambiti diversi: coordinamento, area educativa, fisioterapia, psicologia e assistenza sociosanitaria. Dopo una fase di formazione, il team ha sviluppato momenti di confronto periodici, focus group, osservazioni degli ambienti e analisi documentali.

Dal primo riconoscimento alla conferma per il 2026

Quel percorso aveva portato alla stesura di un rapporto di autovalutazione, poi sottoposto a verifica esterna attraverso un audit che aveva riconosciuto il marchio per il 2025. Nel corso di quest’anno, il Bon Bozzolla ha proseguito con controlli interni e ulteriori occasioni di verifica, arrivando così alla conferma anche per il 2026.

La struttura legge questo passaggio come una tappa intermedia, non come un traguardo definitivo. L’intenzione dichiarata è infatti quella di proseguire anche nel 2027, consolidando le pratiche già messe a terra e cercando nuovi margini di miglioramento nell’organizzazione e nella qualità percepita dai residenti.

Le parole della direttrice

La direttrice Flavia Casetta ha sottolineato che il riconoscimento nasce da un impegno condiviso all’interno dell’ente. Secondo Casetta, la qualità dell’assistenza e il benessere degli ospiti dipendono dalla collaborazione quotidiana tra professionalità diverse e dalla capacità di mantenere l’attenzione sul valore della persona.

Nel suo intervento, la direttrice ha inoltre ringraziato il personale, i residenti e le famiglie per il contributo dato lungo tutto il percorso, ribadendo che la qualità non si esaurisce in una certificazione ma si costruisce giorno dopo giorno attraverso ascolto, confronto e lavoro di squadra.

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