Farmaci nelle Rsa, a Barbarano Mossano parte il progetto per dosi personalizzate e tracciate
Sostegno da 70 mila euro al Centro San Giovanni in Monte: coinvolte Fondazione OIC, ULSS 8 Berica e Banca delle Terre Venete.
Nel Vicentino prende forma un nuovo modello per la gestione delle terapie nelle residenze per anziani, con un intervento che guarda soprattutto a sicurezza, precisione e organizzazione del lavoro sanitario. Al Centro Residenziale San Giovanni in Monte di Barbarano Mossano arriveranno 70 mila euro per avviare un sistema dedicato alla preparazione automatizzata dei farmaci destinati agli ospiti.
L’iniziativa riguarda la struttura della Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS e nasce dalla collaborazione con ULSS 8 Berica e Banca delle Terre Venete. L’obiettivo è migliorare il percorso del medicinale in ogni passaggio, limitando errori, eccedenze e passaggi manuali non necessari.
Un investimento che parte dal territorio vicentino
La presentazione del progetto si è tenuta il 30 settembre 2026 nella sede amministrativa di Banca delle Terre Venete, a Vicenza. Erano presenti Gianfranco Sasso, presidente di Banca delle Terre Venete, Andrea Cavagnis, presidente di Fondazione OIC ETS, Eugenio Adamo, direttore generale di Banca delle Terre Venete, e Leopoldo Ciato, direttore dei Servizi Socio Sanitari ULSS 8 Berica.
All’incontro ha partecipato anche Margherita Andretta, direttore dell’Assistenza Farmaceutica Territoriale ULSS 8 Berica, figura coinvolta nella parte tecnica e organizzativa del percorso che accompagna la terapia dalla prescrizione all’utilizzo nella struttura.
Come cambia la preparazione delle terapie
Il contributo economico servirà per acquistare strumenti, materiali e dotazioni utili alla distribuzione di dosi costruite sulle esigenze del singolo ospite. Il cuore del modello, però, non sta soltanto nelle attrezzature: il progetto punta infatti a integrare il lavoro della struttura con quello della farmacia centrale dell’ULSS 8 Berica.
Qui entrano in funzione i macchinari già disponibili, utilizzati per predisporre confezioni personalizzate con i medicinali prescritti a ciascuna persona. Le informazioni sulle terapie vengono trasmesse in modo informatizzato dal centro residenziale, mentre la farmacia prepara quanto necessario in base alle prescrizioni e al fabbisogno reale.
In questo modo l’intera gestione del farmaco viene seguita con un criterio unico: dalla prescrizione medica alla preparazione delle dosi, fino alla consegna e alla somministrazione all’ospite.
Meno giacenze, più controllo
Tra i risultati attesi c’è una riduzione delle scorte superflue presenti nelle strutture. Avere dosi preparate in modo mirato significa infatti contenere il rischio di accumulare medicinali che poi non vengono impiegati e possono arrivare a scadenza.
Il sistema, nelle intenzioni dei promotori, aiuta anche a rendere più ordinato l’approvvigionamento, perché fa arrivare nelle Rsa solo ciò che è effettivamente necessario. Questo dovrebbe tradursi in maggiore appropriatezza delle terapie, più tutela per gli ospiti e un uso più razionale delle risorse disponibili.
La tracciabilità digitale e gli sviluppi possibili
Un altro aspetto centrale del progetto è la possibilità di seguire digitalmente il percorso di ogni terapia. La tracciabilità viene estesa a tutte le fasi, creando un controllo più puntuale su prescrizione, preparazione e somministrazione.
Nel tempo, i dati raccolti in forma aggregata potranno offrire una base utile anche per attività di analisi e ricerca. L’idea è quella di approfondire gli effetti dei trattamenti e mettere a disposizione informazioni più strutturate per costruire percorsi sempre più aderenti ai bisogni delle persone accolte nelle strutture residenziali.
Il ruolo del centro di San Giovanni in Monte
Il Centro Residenziale San Giovanni in Monte di Barbarano Mossano partecipa direttamente alla sperimentazione e avrà anche una funzione di riferimento sul piano tecnologico e del supporto operativo. Per questo la struttura vicentina viene indicata come uno dei punti chiave dell’iniziativa.
Il progetto, comunque, guarda oltre il singolo centro. L’esperienza potrà fornire elementi utili per valutare applicazioni future del modello insieme ai soggetti del sistema sanitario regionale. Per Fondazione OIC, attiva da settant’anni nell’assistenza alle persone fragili, l’uso della tecnologia nei processi di cura punta anche a liberare tempo da dedicare alla relazione e all’assistenza diretta.