Escursionista disperso nel Cadore, trovato senza vita sugli Spalti di Toro

Luigi De Silvestro, 79 anni, era uscito sabato per un'escursione in quota. Decisivo un avvistamento dall'alto nella zona della Cima del Ciadin degli Elmi.

16 agosto 2026 17:13
Escursionista disperso nel Cadore, trovato senza vita sugli Spalti di Toro -
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Si è chiusa con un ritrovamento tragico la mobilitazione scattata tra sabato sera e domenica sulle montagne del Cadore per Luigi De Silvestro, 79 anni, residente a Domegge. L'uomo, esperto frequentatore dell'ambiente alpino, era partito per una camminata e non aveva più fatto rientro.

Il corpo è stato individuato domenica 16 agosto, poco prima delle 13, nell'area degli Spalti di Toro, vicino alla Cima del Ciadin degli Elmi. A individuarlo durante un sorvolo è stato l'equipaggio dell'elicottero dei Vigili del Fuoco con a bordo anche due tecnici del Soccorso Alpino del Centro Cadore.

La ricerca si è concentrata sul percorso verso il Gervasutti

L'allarme era stato dato dal fratello intorno alle 22 di sabato, quando il 79enne non era ancora rientrato. L'auto era stata lasciata sotto il Rifugio Padova, elemento che ha indirizzato i primi controlli lungo i sentieri della zona.

Nel corso della notte e poi nelle ore successive, un passaggio importante per ricostruire gli spostamenti è arrivato dal registro del Bivacco Gervasutti, a Forcella Spe. La firma presente, lasciata sabato, è stata riconosciuta dai familiari e ha permesso di restringere il campo delle ricerche sul tratto successivo dell'itinerario.

L'ipotesi della caduta nel rientro

Secondo quanto ricostruito dai soccorritori, De Silvestro avrebbe perso l'equilibrio mentre tornava dal bivacco, in un punto elevato del sentiero di cresta. La caduta, stimata in circa quaranta metri, lo avrebbe fatto finire dentro una spaccatura della roccia, rendendo particolarmente difficile l'individuazione da terra.

Il ritrovamento dall'alto ha chiarito il punto in cui si sarebbe verificato l'incidente, in una porzione molto impervia della montagna. Dopo il nulla osta, è stato avviato il recupero della salma.

Una macchina dei soccorsi estesa tra Bellunese e Friuli

Per tutta la notte e nella giornata di domenica è stata attivata una ricerca ampia, con oltre cinquanta persone coinvolte. Hanno operato il Soccorso Alpino del Centro Cadore, di Pieve di Cadore e di Auronzo, insieme a personale arrivato anche dal Friuli Venezia Giulia.

Alle operazioni hanno preso parte inoltre Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali, Guardia di Finanza e Soccorso Alpino della Guardia di Finanza. Dall'alto sono stati impiegati gli elicotteri della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco e dell'Air Service Center, mentre a terra hanno lavorato anche unità cinofile e droni.

Il coinvolgimento del versante friulano è stato legato proprio alla posizione del Bivacco Gervasutti, in un'area vicina al confine tra i due territori. Per ore le squadre hanno controllato percorsi principali e tracce in quota nel tentativo di seguire con precisione il cammino dell'escursionista.

Il rientro a Domegge

Concluso il recupero, la salma è stata trasportata al campo sportivo di Domegge di Cadore e affidata al carro funebre. Per la comunità cadorina si chiude così una giornata segnata da una ricerca complessa e da un epilogo doloroso.

La vicenda riporta ancora una volta l'attenzione sulla difficoltà degli itinerari in alta quota, anche per chi conosce bene questi ambienti e li frequenta da anni.

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