Electrolux, il Veneto prepara il confronto con Roma: focus su Susegana e sull’impatto per il territorio
A Palazzo Balbi il punto tra Regione, parti sociali e imprese prima del tavolo al Mimit. I sindacati contestano il piano e chiedono di fermare gli esuberi.
La partita Electrolux entra in una fase decisiva anche per il Veneto, dove lo stabilimento di Susegana resta uno dei nodi centrali della discussione aperta con l’azienda. A Venezia, nella sede regionale di Palazzo Balbi, istituzioni, rappresentanze sindacali e sistema produttivo hanno fatto il punto in vista dell’incontro convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per lunedì 25 maggio 2026.
Per il territorio veneto il tema non riguarda soltanto l’organizzazione interna del gruppo, ma le possibili ricadute sull’occupazione, sulla filiera e sull’equilibrio industriale di un’area che da anni lega una parte importante della propria economia alla manifattura. Accanto a Susegana, nella discussione è rientrato anche il sito di Porcia, in Friuli Venezia Giulia.
Il vertice a Venezia prima del passaggio al ministero
Al confronto hanno preso parte l’assessore regionale Roberto Marcato? No, attenzione: nell’incontro era presente l’assessore Bitonci, insieme all’assessore del Friuli Venezia Giulia Sergio Bini, collegato da remoto. In collegamento anche l’europarlamentare Elena Donazzan, vicepresidente italiana della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento europeo.
Alla riunione hanno partecipato inoltre Confindustria Alto Adriatico e Confindustria VenetoEst, oltre alle sigle sindacali del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, comprese le rappresentanze dei territori di Treviso e Pordenone. Presenti anche le Rsu Fiom dei due stabilimenti di Porcia e Susegana.
Le contestazioni dei sindacati sul piano presentato l’11 maggio
Dal fronte sindacale è arrivata una richiesta netta: ritirare il piano di ristrutturazione illustrato l’11 maggio, cancellare gli esuberi indicati e fermare anche la chiusura prevista per lo stabilimento di Cerreto D’Esi. Secondo Fiom e Rsu, considerando pure i contratti a termine destinati a concludersi, le persone coinvolte supererebbero le 1900 unità.
Nella loro posizione le organizzazioni dei lavoratori respingono anche la lettura secondo cui produrre elettrodomestici in Italia non sarebbe più sostenibile. Fiom e Rsu sottolineano che il gruppo, negli ultimi anni, avrebbe registrato risultati economici rilevanti e ricordano inoltre il ricorso a contributi pubblici, ritenendo quindi non condivisibile l’impostazione scelta dall’azienda.
Le preoccupazioni per Susegana e per l’intera filiera veneta
Per il Veneto il punto più delicato riguarda le conseguenze industriali di medio periodo. Il timore espresso dai sindacati è che il progetto annunciato non sia solo una riorganizzazione limitata, ma il segnale di un ridimensionamento più ampio della presenza di Electrolux nel comparto del bianco nel nostro Paese.
Da qui la richiesta di un vero piano industriale che tenga insieme continuità produttiva e tutela dell’occupazione. Nelle valutazioni delle rappresentanze dei lavoratori, il patrimonio di competenze costruito negli stabilimenti e nell’indotto non può essere trattato come un elemento secondario, soprattutto in un’area come quella trevigiana dove il manifatturiero resta decisivo.
La mobilitazione nel Trevigiano e l’attesa per il 25 maggio
Sulla vertenza sono intervenute anche la segretaria generale della Cgil del Veneto e la segretaria generale della Cgil di Treviso, che hanno richiamato l’attenzione sugli effetti che una crisi di questo tipo potrebbe avere non solo sui dipendenti diretti, ma anche sulle aziende collegate alla produzione. La preoccupazione, in particolare, riguarda il possibile impatto sull’indotto e sull’intero settore.
Nel frattempo, a Susegana è stato annunciato uno sciopero di due ore per consentire a una delegazione di lavoratori e lavoratrici di prendere parte all’incontro con i 28 sindaci convocato nel comune trevigiano. Un passaggio che dà la misura di quanto la vertenza sia ormai diventata un tema che coinvolge direttamente il territorio.
Il prossimo snodo sarà dunque il tavolo romano del 25 maggio. Fiom e Rsu chiedono al governo un intervento sulla multinazionale svedese e sollecitano anche strumenti normativi capaci di contrastare la delocalizzazione delle imprese manifatturiere. Da quel confronto, per il Veneto, si attendono indicazioni concrete sul futuro di Susegana e sulla tenuta di una filiera industriale che resta strategica.