Dalle Dolomiti alle grandi città: la corsa di Gruppo Stay spinge il Veneto dell’ospitalità
La società nata a Cortina chiude i primi sei mesi del 2026 a 9,6 milioni e allarga il raggio d’azione tra Cadore, Torino e Roma.
Non è solo una crescita di bilancio: per il Veneto del turismo, i numeri diffusi da Gruppo Stay raccontano anche l’allargamento di un modello imprenditoriale nato a Cortina e oggi capace di muoversi tra località di montagna e nuove aperture in ambito urbano.
La società, fondata da Andrea Franceschi e attiva nel management alberghiero, ha archiviato il primo semestre 2026 con ricavi pari a 9,6 milioni di euro. Il traguardo indicato per la fine dell’anno resta ambizioso ma dichiarato con chiarezza: andare oltre quota 18 milioni.
Il semestre conferma il passo del 2025
Il dato dei primi sei mesi si inserisce in una traiettoria già molto favorevole. Nel 2025 l’azienda ampezzana aveva superato i 14 milioni di giro d’affari, con un incremento del 40% rispetto all’anno precedente, e il 2026 sta proseguendo sulla stessa linea di espansione.
Nel bilancio al 30 giugno compare anche un ebitda di 2,4 milioni di euro, pari al 25%. Tra gli obiettivi indicati dal gruppo c’è quello di portare questo margine a un livello doppio entro la chiusura dell’esercizio.
Effetto Cortina e nuove leve di sviluppo
Tra i fattori che hanno sostenuto la prima parte dell’anno c’è il traino legato all’appuntamento olimpico, che continua a riflettersi sul comparto dell’accoglienza in area dolomitica. Per una realtà nata a Cortina d’Ampezzo, questo contesto ha rappresentato una spinta importante, ma non l’unica.
A incidere sono state anche le operazioni concluse negli ultimi mesi, che hanno rafforzato il posizionamento del gruppo e aperto nuove occasioni di collaborazione. La crescita, quindi, non arriva soltanto dal contesto favorevole, ma anche da una strategia che punta su marchi internazionali e progetti distribuiti in più territori.
Il fronte veneto resta centrale
Per il pubblico veneto, uno dei passaggi più significativi riguarda Auronzo di Cadore. Qui il celebre Hotel Auronzo ha riaperto all’inizio della stagione estiva come struttura “affiliated by Melià”, nell’ambito di uno dei tre accordi attivi tra Gruppo Stay e Melià Hotels International.
Il legame con il territorio dolomitico resta dunque uno degli assi portanti dell’azienda. Dalla base cortinese, la società continua a presidiare l’ospitalità di montagna mentre amplia il proprio raggio d’azione anche fuori regione.
Accordi internazionali e progetti tra Nord e capitale
Nel corso del 2026 il gruppo ha stretto intese con operatori di primo piano del settore alberghiero. Tra questi c’è IHG Hotels & Resorts, partner con cui è in corso la gestione della riapertura dello storico Hotel Astoria nel centro di Torino.
Con Melià Hotels International, invece, la collaborazione si articola su più dossier. Oltre ad Auronzo, riguarda l’Hotel Trento Dolomites di Pozza di Fassa, interessato da un riposizionamento che dovrebbe portarlo al debutto con la nuova insegna in prossimità delle festività natalizie.
Lo sviluppo guarda anche al 2027, anno in cui è prevista a Roma l’apertura di un nuovo quattro stelle vicino a Via Veneto, dotato di rooftop panoramico. In questo progetto Stay ha curato in particolare l’allestimento degli interni.
La lettura dell’azienda sul prossimo passaggio
Andrea Franceschi, fondatore e titolare di Gruppo Stay, definisce questi mesi un momento di svolta per la società. Nella sua valutazione, il contesto olimpico ha valorizzato l’ospitalità di montagna, ma il punto decisivo è stato soprattutto l’ingresso più strutturato nel segmento dell’hospitality cittadina, finora affrontato solo in modo marginale.
Secondo Franceschi, gli accordi legati a Torino e Roma segnano l’avvio di un’espansione nazionale anche fuori dalle destinazioni turistiche alpine. Il gruppo, aggiunge, sta già lavorando sui dossier del 2027 e conta di annunciare ulteriori novità nel prossimo futuro.
Una realtà nata a Cortina e cresciuta dopo la riorganizzazione
Fondata nel 2014 a Cortina d’Ampezzo, Gruppo Stay opera nelle soluzioni di management alberghiero e oggi gestisce formule diverse, dagli appartamenti in short rent agli hotel, fino alla ristorazione, in varie destinazioni italiane.
Dopo la riorganizzazione avviata nel 2020 nel periodo successivo all’emergenza Covid, l’azienda ha accelerato sul piano delle partnership e della presenza sul mercato. I dati del 2026 confermano che la spinta partita dalle Dolomiti continua a produrre effetti concreti anche oltre i confini veneti.