Dall’area di servizio del Vicentino al Passante di Mestre: arrestato l’uomo ricercato per la fuga violenta verso Est

L’indagine della Polizia Stradale di Venezia e Padova ricostruisce una scia di rapine e aggressioni partita da Milano e passata anche per l’A4 veneta.

02 ottobre 2026 10:49
Dall’area di servizio del Vicentino al Passante di Mestre: arrestato l’uomo ricercato per la fuga violenta verso Est -
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La parte veneta della fuga è quella che segna i passaggi più gravi dell’inchiesta: prima il contatto con una pattuglia nell’area di servizio Tesina, poi l’inseguimento sul Passante di Mestre, quindi gli episodi successivi tra il Veneziano orientale e Portogruaro. Su questa sequenza la Polizia Stradale di Venezia e Padova ha eseguito una misura cautelare in carcere nei confronti di un cittadino romeno già conosciuto alle forze dell’ordine.

Il provvedimento è stato disposto dal tribunale di Venezia nell’ambito di accertamenti su rapine e aggressioni che, secondo la ricostruzione investigativa, risalgono al settembre 2025 e si sviluppano tra Milano, l’autostrada A4, il territorio veneziano e il Friuli fino al confine di Stato.

Il tratto veneto della fuga

Uno degli snodi centrali dell’indagine riguarda quanto sarebbe avvenuto in provincia di Vicenza, lungo l’A4. La vettura segnalata, una Bmw sottratta poco prima a Milano, era stata individuata durante la notte da una pattuglia della Polizia Stradale di Padova mentre si trovava ferma al distributore dell’area di servizio Tesina.

Nel tentativo di fermare il conducente, uno degli agenti sarebbe stato colpito dall’auto e trascinato per alcuni metri. L’uomo avrebbe poi ripreso la marcia puntando verso Trieste.

Il passaggio nel Veneziano e la corsa verso Portogruaro

La stessa Bmw è stata successivamente intercettata dalla Polizia Stradale di Venezia sul Passante di Mestre. Da lì sarebbe partito un inseguimento, interrotto quando il conducente ha lasciato il mezzo riuscendo momentaneamente a dileguarsi.

Il giorno seguente, sempre secondo quanto contestato, la fuga sarebbe continuata con un’altra rapina ai danni di un impresario edile a Santa Maria di Sala, altro passaggio che sposta l’attenzione direttamente sul territorio veneziano.

Poco dopo, al casello di Portogruaro, l’indagato avrebbe urtato una seconda Bmw, aggredito la proprietaria e preso l’auto per allontanarsi ancora. La corsa però si sarebbe complicata per la foratura di uno pneumatico, circostanza che lo avrebbe costretto a lasciare anche quel veicolo.

La ricostruzione parte da Milano

L’intera vicenda, in base agli elementi raccolti dagli investigatori, avrebbe avuto inizio la sera del 12 settembre 2025 nel centro di Milano. Qui l’uomo avrebbe assalito un automobilista impossessandosi della sua Bmw, mezzo poi usato per dirigersi verso Est.

Dopo l’abbandono della seconda auto, ci sarebbe stato anche un ulteriore tentativo di sottrarre un altro veicolo con violenza ai danni di una donna, senza però riuscire a completare l’azione.

Il furgone e il confine di Stato

La fuga sarebbe proseguita nelle campagne friulane. In serata, sempre secondo l’impianto accusatorio, l’uomo si sarebbe impossessato di un furgone riuscendo infine ad arrivare fino al confine di Stato.

L’attività investigativa della Polizia Stradale ha poi consentito di identificarlo e rintracciarlo, fino all’esecuzione della misura cautelare disposta dall’autorità giudiziaria veneziana.

La misura in carcere riguarda i reati contestati in questa sequenza di episodi, compreso l’investimento dell’agente durante il controllo in A4. Come previsto, il provvedimento cautelare non equivale a una condanna e le eventuali responsabilità dovranno essere verificate nel corso del procedimento.

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