Da Tribano all’India, HiRef accelera sulla crescita: ad Ahmedabad il nuovo hub produttivo
La società padovana apre in Gujarat uno stabilimento da 3.000 metri quadrati. Capacità potenziale fino a 45 milioni l’anno e investimento iniziale da 3 milioni di euro.
La spinta internazionale di HiRef parte ancora dal Padovano. L’azienda con sede a Tribano ha messo in funzione in India un nuovo sito produttivo ad Ahmedabad, scelta che rafforza la presenza del gruppo in un mercato considerato centrale per lo sviluppo dei data center e delle tecnologie collegate all’intelligenza artificiale.
Per il Veneto industriale si tratta di un passaggio significativo: la società nata nel 2001 amplia la propria impronta manifatturiera all’estero, ma continua a indicare in Italia il baricentro delle competenze tecnologiche e dell’identità industriale del gruppo.
Il nuovo impianto, inaugurato il 21 ottobre, si sviluppa su 3.000 metri quadrati. L’investimento dichiarato è di 3 milioni di euro e la capacità potenziale può arrivare fino a 45 milioni di euro di produzione annua.
Perché l’India pesa nelle strategie del gruppo
La decisione di insediarsi ad Ahmedabad, nello Stato del Gujarat, si inserisce in una fase di forte crescita della domanda di sistemi per il raffreddamento delle infrastrutture digitali. È un comparto che segue l’espansione del cloud, dei grandi centri di elaborazione dati e delle applicazioni di AI, tutti ambiti in cui continuità operativa ed efficienza energetica sono fattori decisivi.
Alberto Salmistraro, amministratore delegato di HiRef, definisce l’India un tassello strategico nel percorso dell’azienda, sia per le prospettive del Paese sia per la richiesta di tecnologie dedicate ai data center e all’intelligenza artificiale. L’obiettivo, nelle parole del manager, è costruire una capacità industriale vicina ai mercati in cui stanno crescendo le grandi infrastrutture digitali.
Le linee produttive e il piano di sviluppo
Il progetto indiano era stato avviato nel 2025 con la costituzione di HiRef In Pvt. Ltd. Dopo quella fase è arrivata la realizzazione dello stabilimento, mentre la produzione è partita già nel febbraio 2026. Il raggiungimento del pieno regime è previsto entro la fine dell’anno.
Nel sito sono state predisposte tre linee flessibili, pensate per realizzare differenti apparecchiature per il cooling dei data center: chiller, fanwall, sistemi di condizionamento di precisione e soluzioni per il raffreddamento diretto delle infrastrutture IT, comprese rear door cooler e CDU per il liquid cooling.
L’organico attuale è di 15 addetti, con una crescita programmata nei prossimi anni in parallelo all’aumento dei volumi. La flessibilità dell’impianto, secondo l’azienda, permetterà di adeguare la produzione all’evoluzione del mercato e alle trasformazioni tecnologiche del settore.
Un percorso che tocca anche il Messico
L’apertura in India non è un episodio isolato. A fine settembre HiRef aveva già compiuto un altro passaggio rilevante con la posa della prima pietra di un nuovo stabilimento nel Parque Industrial Platah, nello Stato di Hidalgo, in Messico.
In quel caso il piano annunciato supera i 20 milioni di dollari e prevede, nella fase iniziale, un impianto di circa 4.000 metri quadrati con tre linee produttive dedicate soprattutto alle tecnologie per il raffreddamento dei data center. L’avvio delle attività è atteso tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028, con una prospettiva occupazionale di circa 120 persone tra posti diretti e indiretti.
La linea strategica è chiara: avvicinare la manifattura ai mercati di destinazione in Asia e nelle Americhe, lasciando però in Italia il nucleo delle competenze distintive del gruppo.
Il legame con Padova e il premio dedicato a Mauro Mantovan
Accanto all’espansione all’estero, l’azienda mantiene un rapporto stretto con il territorio padovano e con il mondo universitario. A ottobre, a Padova, si è tenuta la terza edizione del Premio di laurea Mauro Mantovan, dedicato al fondatore scomparso nel 2022.
I riconoscimenti sono andati a Enrico Pacchin e Nicolò Pagiaro, entrambi laureati magistrali in Energy Engineering all’Università di Padova e oggi impegnati professionalmente in HiRef. Le loro tesi hanno affrontato temi collegati all’innovazione nella refrigerazione e alle tecnologie per il raffreddamento dei data center.
Con 412 dipendenti complessivi, HiRef continua così a muoversi su due assi: crescita internazionale e radicamento veneto. L’apertura di Ahmedabad racconta proprio questo equilibrio, con una società del Padovano che allarga la propria rete produttiva senza separare lo sviluppo globale dalle sue basi italiane.