Da Portogruaro a Montecitorio, premio nazionale a Le Crede per il progetto agricolo al femminile
L’agriturismo del Veneziano ottiene a Roma la Bandiera Verde Agricoltura, sezione Agri-woman: riconosciuto un percorso tra biodiversità, vino e turismo lento.
Un riconoscimento nazionale arriva nel Veneto orientale e mette Portogruaro al centro di una storia di impresa agricola costruita ai margini della città. A Roma, l’agriturismo Le Crede ha ricevuto la Bandiera Verde Agricoltura nella categoria Agri-woman, premio assegnato da Cia-Agricoltori Italiani.
La consegna si è svolta il 5 novembre nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, nell’ambito della 24esima edizione dell’iniziativa che ogni anno seleziona realtà capaci di dare valore al patrimonio rurale italiano, dall’ambiente al paesaggio fino alle produzioni di qualità.
Un riconoscimento che parla anche al Veneto orientale
Per il territorio veneziano si tratta di un segnale significativo: tra le aziende premiate a livello nazionale compare infatti una realtà nata a pochi chilometri da Portogruaro e cresciuta attorno a un’idea precisa di rigenerazione del paesaggio agricolo.
Nel caso di Le Crede, la menzione Agri-woman valorizza il ruolo di Cecilia Irene Massaggia. Nella motivazione del premio viene sottolineata la capacità di trasformare un fondo rustico in una cellula agroecologica orientata alla sostenibilità, alla tutela della biodiversità e a una produzione alimentare di qualità.
Come nasce Le Crede
La società agricola è stata avviata con l’obiettivo di recuperare una proprietà rurale risalente al periodo tra il 1924 e il 1930, estesa per quasi quattro ettari. Per decenni quel complesso, con casa colonica e campi, era rimasto legato alla tradizione mezzadrile fino agli anni Ottanta.
La svolta prende forma attorno al 2016, anche nel contesto dei cambiamenti portati dall’allargamento dell’autostrada A4 Torino-Trieste, che corre accanto alla tenuta. Da lì, Cecilia Irene Massaggia e Filippo Baracchi hanno impostato un progetto capace di tenere insieme rilancio agricolo, produzione vinicola con etichetta propria e attenzione al turismo lento.
L’apertura ufficiale dell’agriturismo arriva nel 2018. L’idea è quella di costruire uno spazio in cui agricoltura, ecologia e accoglienza possano convivere, proprio in un’area dove le infrastrutture hanno progressivamente ridisegnato il confine del paesaggio rurale.
Un cambio di vita partito dalla cultura
I due soci arrivano da percorsi professionali lontani dai campi: formazione ed esperienze nel mondo culturale, creativo e cinematografico. Da quell’ambiente hanno scelto di spostarsi verso la terra, trasformando l’attività agricola in un progetto di vita e in una riflessione concreta sul rapporto tra periferia urbana e campagna.
Al centro c’è anche il recupero di quello che viene definito “terzo paesaggio”, cioè le aree di margine vicine ai centri abitati. Un’esperienza che è stata raccontata pure in un libro pubblicato nel 2022 da Altreconomia, Maledetta zappa – Due millennial prestati all'agricoltura, dove gli autori ripercorrono con tono ironico il loro avvicinamento al lavoro agricolo e ai suoi nodi ambientali, sociali e culturali.
Il commento da Venezia
Sul premio è intervenuta anche la presidente di Cia Venezia, Federica Senno, che ha definito il riconoscimento "meritatissimo", evidenziando come l’esperienza di Cecilia e Filippo dimostri che lavoro, passione e impegno possano tradursi in un equilibrio concreto con la natura.
Per Portogruaro e per il Veneto orientale, la Bandiera Verde assegnata a Le Crede rappresenta così anche il riconoscimento di un modello che prova a far convivere agricoltura, accoglienza e tutela del territorio in una delle zone più esposte alla pressione delle grandi infrastrutture.