Costi in salita e ricavi giù, da Venezia a Roma la protesta di Cia: «Difendere campi e famiglie»

Delegazione veneziana al presidio davanti a Montecitorio: rincari su carburanti, fertilizzanti e bollette mentre i prezzi riconosciuti ai produttori arretrano.

14 ottobre 2026 16:49
Costi in salita e ricavi giù, da Venezia a Roma la protesta di Cia: «Difendere campi e famiglie» -
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Per molte aziende agricole il problema non è soltanto quanto costa produrre, ma quanto poco resta alla fine. È da questo squilibrio, sempre più evidente anche nel Veneziano, che è partita la partecipazione di Cia Venezia alla mobilitazione nazionale andata in scena mercoledì 14 ottobre davanti a Montecitorio.

La delegazione lagunare ha raggiunto Roma insieme all’organizzazione per chiedere misure capaci di intervenire su un doppio fronte: da una parte l’aumento delle spese necessarie a mandare avanti le imprese, dall’altra la riduzione dei prezzi incassati dagli agricoltori.

I numeri richiamati da Cia regionale, su elaborazioni basate su dati Istat e Ismea, descrivono un quadro pesante. In un anno i carburanti per uso agricolo sono cresciuti del 40%, la benzina verde del 16%, i fertilizzanti del 12% e le utenze di acqua, luce e gas del 9%.

Il nodo dei prezzi riconosciuti alle aziende

Se i costi aumentano, i ricavi seguono però la direzione opposta. Secondo lo studio citato dall’associazione, nell’arco di dodici mesi i valori pagati alla produzione hanno registrato forti flessioni: olio extravergine a -50%, susine a -30%, albicocche a -25%, latte spot a -24%, pesche e pere a -22%, mele a -15%.

Federica Senno, presidente di Cia Venezia, sottolinea un passaggio che per l’associazione resta centrale: mentre sugli scaffali i prezzi per i consumatori salgono, non aumenta in modo corrispondente il margine di chi coltiva e produce. Anzi, spiegano dall’organizzazione, i dati raccontano l’esatto contrario.

La richiesta di un patto con i cittadini

Nel presidio romano Cia ha voluto insistere su un messaggio politico e sociale: agricoltori e famiglie, secondo l’associazione, subiscono entrambi gli effetti di rincari e distorsioni del mercato. Da qui l’idea di un’alleanza che metta insieme tutela del lavoro nei campi, accesso a cibo sicuro e sostenibilità economica per i nuclei familiari.

Tra i temi portati all’attenzione del Parlamento c’è anche il peso degli scambi internazionali e della concorrenza con prodotti provenienti da Paesi extra Ue. Per Cia, la mancanza di reciprocità sugli standard ambientali, sociali e di sicurezza alimentare finisce per penalizzare le aziende italiane, chiamate a rispettare regole più stringenti.

Cia Venezia in presidio a Montecitorio: per l’agricoltura alleanza con i cittadini

Le misure chieste al governo

Tra le proposte consegnate a Roma c’è innanzitutto una maggiore trasparenza lungo la filiera. L’associazione chiede contratti tipo, accordi quadro e meccanismi di ripartizione del valore che riducano il divario tra costi sostenuti in azienda e compensi riconosciuti ai produttori.

Accanto a questo, Cia indica la necessità di strumenti di controllo in grado di segnalare rapidamente anomalie nei prezzi e pratiche sleali. Sul tavolo anche il sostegno al Made in Italy e alla filiera corta, ritenuti leve utili per rafforzare il legame tra territorio, produzione e consumo.

Le richieste riguardano poi voci molto concrete per le aziende: interventi sul gasolio agricolo, azioni sui fertilizzanti e una linea netta contro il consumo di suolo, con l’obiettivo di preservare i terreni fertili e limitare la cementificazione.

Un altro capitolo riguarda l’acqua, tema diventato ancora più urgente dopo l’estate. Cia sollecita un piano straordinario per realizzare e ammodernare bacini di accumulo, sia aziendali sia consortili, insieme alla diffusione dell’irrigazione di precisione, così da affrontare con più strumenti la crisi idrica.

Per Senno, il senso della mobilitazione resta quello di riportare l’agricoltura al centro delle scelte politiche. La richiesta partita anche da Venezia è che il settore primario non venga trattato come un tema marginale, perché dalla sua tenuta dipendono reddito delle imprese, qualità del cibo e equilibrio del territorio.

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