Cortina guarda alla neve con il turismo già in moto: prenotazioni sopra il 40% tra dicembre e gennaio
Dopo un’estate chiusa in forte crescita, la località ampezzana vede segnali incoraggianti per l’inverno. Bene le richieste per feste, Immacolata e Coppa del Mondo.
L’inverno a Cortina parte con un vantaggio già consistente: a meno di due mesi dall’avvio della stagione, le strutture ricettive della Conca registrano prenotazioni oltre quota 40% nel periodo che va dall’inizio di dicembre alla fine di gennaio. Un dato che, per la località bellunese, rafforza le attese su una stagione che si annuncia positiva anche per l’intero indotto turistico veneto legato alla montagna.
Le stime elaborate da HBenchmark per l’Associazione degli Albergatori di Cortina indicano un livello di occupazione già acquisito superiore a quello rilevato nello stesso momento del 2025, quando ci si era fermati al 33,4%. L’aumento è dunque rilevante e trova i suoi punti di forza soprattutto nelle settimane più richieste del calendario invernale.
Le date che stanno spingendo di più
Tra i periodi che stanno raccogliendo il maggior numero di richieste ci sono il Ponte dell’Immacolata, che viaggia attorno al 45%, il Capodanno, già al 61%, e il fine settimana della Coppa del Mondo di sci di metà gennaio, che tocca il 50%. Anche il confronto mensile conferma il trend: dicembre risulta avanti dell’8% sull’anno precedente, mentre gennaio mostra una progressione ancora più marcata, con un +41% rispetto al 2025.
Più indietro, per ora, febbraio e marzo. Si tratta però di una dinamica considerata fisiologica dagli operatori, perché quei mesi tendono tradizionalmente a riempirsi più a ridosso delle partenze.
Non solo fascia alta: crescono anche le soluzioni medie
Un elemento osservato con attenzione riguarda il tipo di ospitalità scelto dai visitatori. Le strutture di livello più alto restano davanti, con un tasso di prenotazioni del 43%, mentre il segmento medio si attesta al 38,2%. A distinguersi, però, è soprattutto la velocità di crescita di quest’ultimo, che nel lungo periodo segna un incremento del 31,7%, superiore al +15,9% registrato nell’alta gamma.
Anche nelle vacanze natalizie, già sopra una media del 52% di prenotato e in crescita del 20,2% rispetto allo scorso anno, il comparto premium conserva il primato, con percentuali vicine al 60%. Ma il dato delle strutture di fascia media, al 45,7%, conferma un allargamento della domanda che interessa un pubblico più ampio.
Secondo Joseph Ejarque, destination manager di Cortina Marketing, questa risposta del mercato conferma il percorso di riposizionamento della località sia come destinazione premium sia come meta di montagna frequentabile durante tutto l’anno, oltre la parentesi dei Giochi e con una prospettiva più duratura.
L’estate chiusa in crescita e l’effetto della visibilità olimpica
Alla base dell’ottimismo per la stagione sulla neve ci sono anche i numeri dei mesi estivi. Cortina ha archiviato infatti un’occupazione media consolidata dell’84%, in aumento del 10,8% sul 2025 e del 15,2% sul 2024. Un risultato che gli operatori collegano anche al lavoro di promozione costruito attorno alla prospettiva olimpica e alla capacità del territorio di trasformare quella esposizione in attrattività stabile.
La presidente dell’Associazione degli Albergatori di Cortina, Sandra Ruatti, sottolinea che la località non viene più percepita soltanto come meta dello sci e del glamour invernale, ma anche come destinazione legata a trekking, outdoor, benessere e gastronomia durante gran parte dell’anno. Per Ruatti, il fatto che stiano aumentando le richieste pure nel segmento medio è un passaggio significativo, perché mostra un’immagine meno stereotipata della località ampezzana.
Visitatori italiani e stranieri: quadro equilibrato per la stagione fredda
Sul fronte dei mercati di provenienza, per l’inverno il quadro appare piuttosto bilanciato. Al momento prevale la clientela straniera con il 53%, mentre gli italiani rappresentano il 47%. In estate il divario era stato più ampio, con oltre l’80% di presenze internazionali complessive, in particolare da Stati Uniti, Regno Unito, Corea del Sud, Australia e Francia.
Per l’amministrazione comunale, questi numeri indicano che l’eredità lasciata dal percorso verso i Giochi sta producendo effetti concreti. La vicesindaca Roberta Alverà lega infatti l’andamento delle prenotazioni al lavoro condiviso tra istituzioni, operatori e associazioni di categoria, con l’obiettivo di consolidare una Cortina capace di attrarre flussi turistici per molti mesi all’anno e di offrire proposte diverse a pubblici differenti.
Nel frattempo, il comparto alberghiero guarda anche alle riaperture annunciate dell’ex hotel Venezia, destinato a diventare The First, e dell’ex Hotel Italia, ora di proprietà di Lvg Real Estate Seconda Srl. Due segnali che accompagnano una fase di rilancio in cui la montagna bellunese prova a trasformare la spinta di questi anni in una crescita più strutturale.