Corteo a Treviso, la polemica politica dopo le scritte: Borgia attacca gli imbrattamenti

Dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia una condanna per quanto accaduto durante la manifestazione studentesca in città.

30 ottobre 2026 15:20
Corteo a Treviso, la polemica politica dopo le scritte: Borgia attacca gli imbrattamenti -
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Le scritte comparse durante il corteo studentesco a Treviso spostano il dibattito oltre la manifestazione e aprono un fronte politico sul limite tra protesta e danneggiamento degli spazi pubblici. A intervenire è Claudio Borgia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Veneto, che punta l’attenzione sugli episodi avvenuti in città nel corso della mattinata.

Per l’esponente regionale, quanto successo non può essere ridotto a un gesto marginale. Nel suo intervento richiama il tema della tutela del patrimonio urbano e osserva che monumenti, palazzi e luoghi comuni della città non possono diventare il bersaglio di azioni legate alla rabbia o alla contestazione.

Il richiamo al rispetto della città

Borgia ribadisce che il diritto a manifestare resta pienamente legittimo, ma sostiene che questo non possa tradursi in comportamenti che lasciano segni su muri e beni pubblici. Nella sua lettura, il passaggio dagli slogan agli imbrattamenti segna una rottura con il terreno del confronto democratico.

Il riferimento è in particolare al patrimonio storico e artistico di Treviso, che secondo il capogruppo di FdI appartiene alla comunità nel suo insieme e non a una singola amministrazione o a uno schieramento politico. Da qui la condanna verso chi, durante la mobilitazione, avrebbe superato il confine della protesta per entrare in quello del vandalismo.

La critica al messaggio lanciato dai più giovani

Nelle dichiarazioni diffuse in giornata, Borgia sottolinea anche quella che considera una contraddizione di fondo: chiedere attenzione per il futuro e per i diritti, ma allo stesso tempo non avere cura degli spazi della propria città. Un comportamento che, aggiunge, finisce per produrre costi e interventi di ripristino destinati a ricadere sulla collettività.

Il ragionamento politico è netto: il dissenso, per essere efficace e credibile, dovrebbe restare dentro il perimetro delle idee, della partecipazione e del confronto pubblico, senza trasformarsi in un danno materiale ai beni comuni.

La posizione espressa anche dai consiglieri comunali

Sulla stessa linea si collocano anche i consiglieri comunali trevigiani Carlo Alberto Correale, Davide Acampora e Alberto Ciamini. Nella loro presa di posizione chiedono di separare con chiarezza chi ha partecipato pacificamente alla manifestazione da chi avrebbe sfruttato il corteo per compiere gesti di danneggiamento.

Il punto, secondo i tre consiglieri, è evitare sia la generalizzazione nei confronti degli studenti sia il rischio opposto di sminuire episodi che, se confermati, meritano una censura netta. La loro richiesta è quella di non confondere il diritto di espressione con condotte che colpiscono il decoro urbano.

La vicenda, intanto, riaccende a Treviso un confronto ricorrente ogni volta che una protesta di piazza lascia dietro di sé polemiche sul rispetto degli spazi pubblici: da una parte la tutela della libertà di manifestare, dall’altra la necessità di preservare luoghi e beni che fanno parte della vita quotidiana della città.

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