Corso San Felice, nuove telecamere al centro del confronto: FdI chiede garanzie per residenti e negozi
A Vicenza Alessandro Benigno critica l’avvio dei controlli e collega il tema alla viabilità del quartiere e ai disagi segnalati da chi vive e lavora nella zona.
La discussione sulla mobilità in uno dei punti più delicati di Vicenza si riaccende attorno a corso San Felice. Stavolta il focus è sulle telecamere appena introdotte, contestate da Alessandro Benigno, presidente cittadino di Fratelli d’Italia, che domanda spiegazioni sugli effetti concreti per chi abita, lavora o raggiunge ogni giorno l’area.
La presa di posizione arriva mentre nel quartiere continua il confronto sulle modifiche alla circolazione. Secondo Benigno, l’attivazione rapida dei dispositivi rischia di aggiungere nuove difficoltà in una zona già segnata dai cambiamenti della viabilità e dalla presenza del doppio senso per gli autobus.
Il punto critico: accessi e rischio sanzioni
Tra i temi messi sul tavolo c’è quello dei residenti che arrivano da viale Milano e devono oltrepassare la corsia riservata per entrare nelle proprie abitazioni o svoltare verso il proprio ingresso. Il nodo, per l’esponente di FdI, è capire se regole, deroghe ed eventuali esenzioni siano state spiegate in modo chiaro e senza lasciare spazio a interpretazioni.
Il timore espresso è che le telecamere possano tradursi, almeno in una prima fase, in una sequenza di multe per situazioni che riguardano la vita quotidiana del quartiere. Da qui la richiesta di una gestione più graduale e di indicazioni precise rivolte a chi utilizza quell’asse ogni giorno.
I riflessi sulle attività della zona
Un altro passaggio della critica riguarda il commercio di prossimità. Benigno sostiene che diversi operatori vedano con preoccupazione una stretta sugli accessi che potrebbe allontanare una parte della clientela, soprattutto le persone anziane o chi si muove con maggior difficoltà senza automobile.
Secondo questa lettura, un calo di accessibilità rischierebbe di pesare non solo sui negozi ma anche sui pubblici esercizi che vivono del passaggio nel quartiere. Il tema, quindi, non si limita alla disciplina del traffico ma tocca anche l’equilibrio economico di una porzione importante della città.
Le critiche politiche alla gestione del dossier
Nell’intervento del presidente cittadino di Fratelli d’Italia c’è anche un affondo diretto alla giunta. Benigno sostiene che sulla vicenda sia stato il sindaco Giacomo Possamai a esporsi in prima persona, mentre sarebbe rimasto più defilato l’assessore ai Lavori pubblici e alla Mobilità Cristiano Spiller.
Per l’esponente di opposizione, questa scelta sarebbe il segnale di una partita considerata particolarmente sensibile all’interno dell’amministrazione. Nelle sue dichiarazioni richiama anche Sara Baldinato, allargando la critica agli equilibri della maggioranza e alla gestione politica del tema.
Code, tempi più lunghi e quartiere sotto pressione
La contestazione non si ferma alle telecamere. Benigno lega infatti i nuovi controlli a una visione più ampia della mobilità in zona San Felice, sostenendo che nelle ore di punta percorrere meno di 500 metri possa richiedere anche un quarto d’ora.
Una situazione che, nella sua ricostruzione, incide sulla quotidianità dei residenti e rende più complicato raggiungere il quartiere. Il punto, quindi, non sarebbe soltanto come vengono comunicate le novità, ma il risultato complessivo prodotto dalle modifiche introdotte.
La posizione espressa il 30 settembre 2026 riporta così al centro del dibattito cittadino il futuro di corso San Felice: da una parte il controllo degli accessi, dall’altra le domande ancora aperte su sanzioni, vivibilità e tenuta delle attività della zona.