Concordia Sagittaria, la Fiera di Santo Stefano guarda al futuro dei campi: spazio a droni, giovani imprese e vini del territorio
Dal 31 luglio al 4 agosto 2026 torna a Concordia Sagittaria la rassegna agricola nazionale: oltre 40mila metri quadrati, circa 100 espositori e focus su innovazione e costi.
L’agricoltura del Veneto orientale si prepara a ritrovare uno dei suoi appuntamenti più riconoscibili dell’estate. A Concordia Sagittaria, dal 31 luglio al 4 agosto 2026, torna la Fiera Nazionale dell’Agricoltura di Santo Stefano, manifestazione che unisce esposizione, confronto sul settore e iniziative pensate per il pubblico.
Per la cittadina veneziana si tratta di un evento che va oltre la semplice vetrina commerciale: richiama operatori e visitatori da varie aree del Nordest e mette al centro questioni molto concrete per chi lavora in campagna, dall’innovazione tecnica alla sostenibilità economica delle aziende.
L’edizione numero 47 si svilupperà su più di 40mila metri quadrati e punta ad accogliere circa cento espositori. Attese aziende agricole, artigiani, produttori, realtà specializzate nella tecnologia applicata ai campi, oltre a mezzi agricoli e sistemi di nuova generazione, compresi i droni destinati al lavoro sulle colture.
Il peso dei costi e la corsa all’innovazione
Tra i temi che accompagneranno la rassegna c’è la fase delicata vissuta dal comparto. Denis Vendrametto, responsabile agricolo della Fiera di Santo Stefano, richiama un quadro segnato da spese di produzione cresciute tra il 50 e il 100%, mentre diverse quotazioni di riferimento, dal vino al mais fino a soia e frumento, restano ferme o in calo.
In questo scenario, la tecnologia viene letta come una leva sempre più importante. L’impiego dei droni nelle grandi superfici agricole sarà infatti uno degli argomenti di maggiore interesse, insieme ai macchinari pensati per migliorare gestione, precisione e resa del lavoro. Resta poi il nodo climatico, indicato dagli organizzatori come il banco di prova decisivo per gli anni a venire.
Il filo conduttore scelto per il 2026 è “L’identità che lascia l’impronta”, una formula che punta a collegare il lavoro della terra alla storia delle comunità locali e al ruolo che l’agricoltura continua ad avere nel paesaggio e nell’economia del territorio.
Cinque giorni tra incontri, dimostrazioni e serate a tema
Il via è previsto venerdì 31 luglio alle 19 con l’inaugurazione ufficiale e i saluti delle autorità. È annunciata anche la presenza dell’assessore regionale del Veneto all’Agricoltura Dario Bond.
Sabato 1 agosto il programma si aprirà già al mattino con “Trattori in Campo”, iniziativa promossa con Veneto Agricoltura e Associazione Fiera di Santo Stefano, dedicata all’evoluzione del settore e al tema delle cover crops. In serata spazio anche a una visita guidata sulla Serenissima con arrivo alla Loggia del Comune, dove è previsto uno spettacolo della compagnia teatrale “La Bottega” e la premiazione dello chef Elia Calcinotto.
Domenica 2 agosto l’attenzione si sposterà sulle realtà guidate da giovani agricoltori, con la collaborazione di CIA, Coldiretti e Confagricoltura. Nello stesso contesto interverrà anche la content creator Giulia Tonello, chiamata a proporre uno sguardo attuale sul racconto dell’agricoltura e del territorio. La serata proseguirà poi tra musica e proposte gastronomiche.
Lunedì 3 agosto è in agenda un confronto con l’onorevole Carlo De Luca, presidente della Commissione della ricerca delle TEA, le Tecnologie di Evoluzione Assistita, insieme ai tecnici del Crea. La chiusura di martedì 4 agosto sarà invece costruita attorno alle identità del Veneto orientale, con una serata organizzata con le Pro Loco del territorio e il Consorzio Vini Venezia. A concludere la manifestazione sarà lo spettacolo pirotecnico.
Non solo macchine agricole: storia locale e sapori
Accanto alla parte espositiva, la fiera manterrà anche un forte legame con il profilo storico di Concordia Sagittaria. Il richiamo alla Serenissima passerà attraverso le esibizioni dell’Associazione 16º Reggimento Treviso 1797 e una visita guidata curata da Mariangela Flaborea, dedicata alla memoria culturale della città.
Ci sarà inoltre spazio per la cucina tradizionale, con piatti tipici e una presenza simbolica ben riconoscibile: la polenta, che continua a rappresentare uno degli elementi più identitari della manifestazione.
Una tradizione che accompagna l’estate concordiese
La Fiera di Santo Stefano affonda le sue radici molto indietro nel tempo. La sua presenza è documentata già nel Settecento all’interno del calendario della Serenissima, a conferma di un legame storico con l’antica Iulia Concordia e con il suo comprensorio agricolo.
Negli ultimi anni l’evento ha rafforzato il proprio profilo fino al riconoscimento di Fiera Nazionale ottenuto dalla Regione Veneto nel 2022. Oggi resta uno dei momenti più attesi per Concordia Sagittaria anche perché coincide con i giorni del Santo Patrono della città e della Diocesi di Concordia-Pordenone, un aspetto che, come sottolinea il sindaco Claudio Odorico, contribuisce a coinvolgere in modo diretto la comunità locale e le nuove generazioni.
Per il Veneto orientale, la rassegna si conferma così un punto di incontro tra impresa agricola, identità locale e trasformazioni del settore, in una fase in cui innovare senza perdere il legame con il territorio è diventata una delle sfide più sentite.