Comuni veneti verso il Friuli, il nodo resta sul territorio: Capozzi chiede verifiche su sanità e servizi

Nel confronto in Commissione a Trieste, la consigliera M5S richiama il peso della scelta dei residenti e invita a valutare effetti concreti per Veneto e Fvg.

A cura di Web Team Web Team
22 ottobre 2026 17:21
Comuni veneti verso il Friuli, il nodo resta sul territorio: Capozzi chiede verifiche su sanità e servizi -
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Il possibile cambio di Regione per alcuni Comuni veneti confinanti con il Friuli Venezia Giulia torna al centro del dibattito politico, ma il punto, per chi vive in queste aree, non è solo amministrativo. A pesare sono soprattutto le conseguenze pratiche: assistenza sanitaria, organizzazione dei servizi e tenuta degli equilibri tra due sistemi regionali diversi.

Il tema è emerso a Trieste, durante i lavori della V Commissione, dove sono stati ascoltati i sindaci di diversi centri interessati dall'ipotesi di passaggio al Friuli Venezia Giulia. Al termine della seduta, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosaria Capozzi ha invitato a non affrontare il dossier in modo superficiale, sottolineando la necessità di una valutazione ampia e concreta.

Una scelta che riguarda prima di tutto i residenti

Secondo Capozzi, la decisione finale non può che dipendere dalle comunità coinvolte. La consigliera ha ribadito che un passaggio di questo tipo tocca aspetti profondi della vita locale e non può essere ridotto a un semplice ridisegno dei confini.

Nel suo intervento ha richiamato il valore dell'autodeterminazione, osservando che i sindaci ascoltati in Commissione hanno a loro volta evidenziato quanto il percorso sarebbe delicato. In gioco, ha spiegato, ci sono identità locali, tradizioni e appartenenze che vanno oltre il piano burocratico.

Il caso dei territori veneti di confine

Per il Veneto orientale, e in particolare per i Comuni che guardano da vicino al Friuli, il tema ha un significato particolare. Capozzi ha ricordato che alcune realtà si sentono storicamente e culturalmente legate al territorio friulano e ritengono di poter trovare nell'altra Regione risposte più vicine alle proprie esigenze.

Tra gli esempi citati c'è San Michele al Tagliamento, indicato come comunità in cui restano forti elementi di contatto con il Friuli anche sul piano linguistico e culturale. Un aspetto che, nella lettura della consigliera, merita attenzione ma non autorizza scorciatoie o conclusioni già scritte.

Servizi pubblici e sanità al centro del confronto

Accanto ai richiami identitari, il nodo più concreto riguarda però gli effetti di un eventuale trasferimento sui servizi essenziali. Capozzi ha chiesto di esaminare con precisione l'impatto che una modifica di questo tipo potrebbe avere sul sistema sanitario regionale, sull'organizzazione amministrativa e sugli equilibri economici tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

La consigliera M5S ha posto l'accento anche sulle criticità già presenti nei territori confinanti, richiamando in particolare la situazione di molti cittadini del Pordenonese che risultano ancora privi del medico di medicina generale. Un elemento, questo, che per Capozzi dimostra quanto sia necessario misurare bene effetti e sostenibilità di ogni scelta.

Il confronto, quindi, resta aperto e per i Comuni veneti coinvolti la discussione si annuncia tutt'altro che formale. Prima di qualsiasi approdo politico, il tema dovrà passare da una verifica puntuale delle ricadute reali sulla vita quotidiana delle comunità interessate.

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