Comuni del Portogruarese verso il Fvg, in Commissione il nodo identità oltre ai servizi

In Consiglio regionale a Trieste l’audizione sulle richieste di alcuni territori del Veneto orientale. Costanza: tema da valutare senza semplificazioni.

A cura di Web Team Web Team
22 ottobre 2026 15:29
Comuni del Portogruarese verso il Fvg, in Commissione il nodo identità oltre ai servizi -
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Non solo risorse, confini o competenze amministrative. Nel confronto aperto a Trieste sulle richieste di alcuni Comuni del Veneto orientale interessati a un passaggio al Friuli Venezia Giulia, il punto politico sollevato durante l’audizione è stato anche quello dell’appartenenza storica e culturale di territori che guardano da tempo oltre l’attuale linea regionale.

Il tema è emerso nel corso dei lavori della V Commissione consiliare del Fvg, dove sono state ascoltate le motivazioni dei rappresentanti locali. A intervenire sul significato dell’incontro è stata la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Orsola Costanza, che ha definito l’audizione un passaggio utile per inquadrare sul piano istituzionale una discussione presente da anni nelle aree di confine.

Un dibattito che tocca da vicino il Veneto orientale

Per il Veneto orientale, e in particolare per i territori più vicini al Friuli occidentale, la questione non riguarda soltanto l’eventuale accesso a un diverso sistema regionale. Secondo Costanza, dagli interventi ascoltati in Commissione è emersa una trama più ampia fatta di storia condivisa, relazioni territoriali consolidate, tradizioni comuni e, in alcune realtà, anche della presenza della lingua friulana.

Proprio questo aspetto, nella lettura della consigliera, impedisce di ridurre tutto a una valutazione economica. Le comunità che hanno manifestato interesse verso il Friuli Venezia Giulia, ha osservato, portano con sé legami che precedono gli attuali assetti amministrativi e che continuano a essere percepiti come parte della propria identità.

Costanza: confronto serio, non sfida tra Regioni

La stessa esponente di FdI ha però invitato a non trasformare il tema in una contrapposizione politica tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Un eventuale cambio di appartenenza regionale, ha sottolineato, richiederebbe verifiche complesse sotto il profilo territoriale, amministrativo, finanziario e istituzionale.

Nel suo intervento, Costanza ha richiamato anche il valore dei rapporti tra le due Regioni, evidenziando che la cooperazione interregionale può offrire risposte concrete ai bisogni delle zone di confine. Allo stesso tempo, ha aggiunto, non si può ignorare la posizione espressa dai rappresentanti dei Comuni che chiedono di entrare nel Fvg.

Il passaggio in Commissione e il peso delle richieste

L’audizione, nelle parole della consigliera, ha avuto il merito di portare dentro una sede formale un confronto rimasto a lungo sullo sfondo del dibattito pubblico. L’obiettivo, ha spiegato, deve essere quello di ascoltare le istanze arrivate dai territori e valutarle con equilibrio, senza promesse facili ma neppure con superficialità.

Resta così aperta una questione che per il Veneto orientale ha un riflesso politico e simbolico insieme. Per chi sostiene queste domande di aggregazione, i confini regionali non bastano a cancellare relazioni storiche, consuetudini e senso di appartenenza che continuano a legare alcune comunità all’area friulana.

Il confronto, almeno per ora, resta sul terreno istituzionale. Ma l’audizione di Trieste conferma che nelle aree di confine il tema non è solo tecnico: riguarda il modo in cui i territori leggono la propria storia e immaginano il proprio futuro.

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