Combai, un mese di festa tra bosco e tavola: 70 mila presenze per i Marroni IGP
Bilancio positivo per la rassegna nel Trevigiano: weekend affollati, passeggiate molto seguite e una nuova scultura di BoscAR-T tra gli alberi di Colmellere.
Combai archivia un’edizione molto partecipata della Festa dei Marroni IGP, appuntamento autunnale tra i più riconoscibili delle colline trevigiane. Il dato finale parla di circa 70 mila presenze nell’arco di quattro settimane, con una risposta particolarmente forte nei fine settimana e una notevole affluenza lungo tutto il programma della manifestazione.
La rassegna si è conclusa domenica 1° novembre, al termine di un mese che ha intrecciato gastronomia, iniziative all’aria aperta e proposte per famiglie. A favorire l’afflusso, secondo gli organizzatori, hanno contribuito anche le condizioni meteo favorevoli e le temperature miti, che hanno reso più agevole la partecipazione alle attività diffuse tra il paese e il bosco.
Il bilancio della Pro Loco
A tirare le somme è la presidente della Pro Loco, Erika Follador, che sottolinea il buon andamento complessivo dell’82ª edizione. I momenti più frequentati si sono concentrati soprattutto nei giorni festivi, con una larga adesione alle camminate nel verde e agli appuntamenti musicali ospitati sulla terrazza panoramica di Col Ronch.
Molto apprezzata anche l’offerta gastronomica, costruita attorno ai sapori veneti e al prodotto simbolo della manifestazione. In evidenza i piatti a base di marroni e le tradizionali caldarroste, preparate senza sosta nelle grandi rostidore, elemento ormai identitario della festa di Combai.
Famiglie, laboratori e il richiamo del bosco
Il calendario ha proposto iniziative per pubblici diversi, dai percorsi dedicati ai più piccoli agli spettacoli in piazza, passando per laboratori e passeggiate tematiche. Tra gli appuntamenti più seguiti c’è stata anche la “Fantastica via”, inserita in un programma pensato per tenere insieme intrattenimento e valorizzazione del territorio.
La chiusura ha lasciato spazio anche al filone artistico di BoscAR-T, che negli anni ha trasformato una parte del bosco in un itinerario di opere ispirate alla tradizione locale. Un tassello che rafforza il legame tra evento, paesaggio e memoria popolare.
Nel bosco di Colmellere arriva il Rumit
L’ultima installazione comparsa tra gli alberi è il Rumit, figura legata all’immaginario alpino. L’opera è stata realizzata utilizzando legna di risulta proveniente dalla pulizia del bosco e si inserisce nel percorso che già comprende altre presenze simboliche nate nelle precedenti edizioni del progetto.
A firmarla, in due giornate di lavoro, sono stati gli scultori Pietro Colmellere, Dario Bordin e Alberto Boschetti. Il personaggio richiama l’eremita dei racconti popolari montanari: una presenza leggendaria, vicina alla natura, descritta come benevola e custode del bosco, con il suo caratteristico bastone sormontato dal pungitopo.
Per Combai, la conclusione della festa coincide così con un doppio risultato: da una parte i numeri di una manifestazione capace di richiamare visitatori da tutto il Veneto e oltre, dall’altra un nuovo segno lasciato nel paesaggio, destinato a restare come richiamo per chi continuerà a percorrere i sentieri del Colmellere anche dopo la chiusura dell’evento.