Cinema e intelligenza artificiale, a Venezia cinque giorni di festival gratuito alla Querini Stampalia
Dal 13 al 17 ottobre 2026 il BAIFF porta in città più di 100 opere, incontri e laboratori con accesso libero per tutta la rassegna.
Venezia si prepara ad accogliere in autunno una rassegna dedicata a uno dei temi più discussi nel mondo della cultura e dell’audiovisivo: il rapporto tra cinema e intelligenza artificiale. Dal 13 al 17 ottobre 2026 negli spazi della Fondazione Querini Stampalia è in calendario il BAIFF 2026, festival che mette insieme proiezioni, ospiti e momenti di approfondimento.
L’elemento più interessante per il pubblico è la formula di accesso: è previsto un ticket gratuito unico, valido per l’intera manifestazione. Chi partecipa non dovrà quindi richiedere un ingresso diverso per ogni giornata, anche se il titolo resta personale.
Il programma complessivo supera le 100 opere e costruisce un percorso internazionale tra film, animazione, documentari, sperimentazione visiva e nuovi linguaggi narrativi. Accanto alle visioni sono previsti anche incontri e conversazioni con professionisti della comunicazione, della ricerca e della produzione culturale.
Una formula pensata per seguire tutto il festival
La scelta organizzativa punta a rendere più semplice la partecipazione. Il pass gratuito copre infatti tutte le giornate della rassegna, da martedì 13 a sabato 17 ottobre, evitando il sistema di prenotazioni separate per ciascuna sessione.
Le proiezioni saranno distribuite in due fasce quotidiane nell’arco dei cinque giorni. Il calendario viene aggiornato progressivamente con informazioni su titoli, orari, durata, registi e Paesi di provenienza delle opere selezionate.
Oltre i film, incontri su creatività e innovazione
Il festival non si limita allo schermo. L’idea è quella di aprire uno spazio di confronto su come gli strumenti generativi stiano modificando i processi creativi e il modo di raccontare immagini e storie. Un tema che attraversa oggi non solo il cinema, ma più in generale il dibattito culturale e tecnologico.
Tra gli ospiti già indicati figurano Vincenzo Piscopo, oggi alla guida di The Jackal, Chiara Spinelli dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR e coordinatrice di Internet Festival 2026, Maria G. Mattei, giornalista e critica d’arte, e il professor Nicola Donti dell’Università degli Studi di Perugia.
Nel cartellone compare anche Manuel Macadamia, regista e art director, che guiderà un workshop dedicato alla creatività generativa. La presenza di laboratori e appuntamenti collaterali rafforza il profilo del BAIFF come luogo di discussione, oltre che di visione.
L’appuntamento nel cuore di Castello
La sede scelta per il festival è la Fondazione Querini Stampalia, in Campo Santa Maria Formosa, nel sestiere di Castello. Un contesto centrale della città che ospiterà l’intera manifestazione per cinque giornate consecutive.
Il BAIFF 2026 conferma così a Venezia un appuntamento dedicato all’incrocio tra settima arte e tecnologie emergenti, con una proposta che guarda a produzioni internazionali e a forme audiovisive in evoluzione. Per il pubblico veneziano e per chi arriverà in città, la rassegna si presenta come un’occasione accessibile per seguire da vicino uno dei fronti più attuali del cinema contemporaneo.
Secondo quanto reso noto dagli organizzatori, la selezione supera il centinaio di film e include lavori provenienti da diversi Paesi, con attenzione anche al documentario, all’animazione e alla ricerca visiva. Un programma ampio che punta a fare della settimana veneziana un osservatorio sul modo in cui l’intelligenza artificiale sta entrando nella produzione e nell’immaginario audiovisivo.