Chioggia mette a fuoco i punti critici dell’accessibilità: ora il PEBA entra nella fase operativa
Dopo laboratori, sopralluoghi e questionari, il Comune prepara il Piano con le priorità da inserire tra ottobre e dicembre 2026.
Non più soltanto segnalazioni sparse, ma una mappa di criticità e collegamenti da sistemare in modo organico. A Chioggia si è chiuso il percorso partecipativo legato al PEBA, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, passaggio che apre ora alla definizione concreta degli interventi ritenuti più urgenti per migliorare la fruibilità della città.
Per il territorio clodiense il lavoro ha un peso particolare: l’amministrazione comunale sottolinea infatti che, pur essendo previsto da tempo dalla normativa, questo strumento non era mai stato avviato prima in città. Il percorso è stato sviluppato con il supporto tecnico di Agenda 21 Consulting srl e ha messo insieme laboratori, rilevazioni sul campo, interviste, attività scolastiche e una consultazione online.
Tra i dati emersi c’è quello delle 134 risposte arrivate attraverso il questionario sul web, alle quali si aggiungono i contributi raccolti da 14 associazioni e realtà locali coinvolte direttamente. Dalle indicazioni ricevute è emersa l’esigenza di guardare non solo ai singoli ostacoli fisici, ma anche alla continuità degli spostamenti verso uffici, servizi e luoghi centrali della vita cittadina.
I collegamenti urbani finiti sotto osservazione
Una delle chiavi del Piano riguarda infatti la possibilità di muoversi senza interruzioni lungo tragitti essenziali. L’analisi prenderà in considerazione, tra gli altri, il collegamento tra l’approdo ACTV di Vigo e il Municipio, quello tra il Municipio e il parcheggio del Lusenzo, il percorso tra piazza Todaro e il lungomare Adriatico, oltre agli spostamenti che interessano ospedale, distretto sociosanitario, Borgo San Giovanni e i poli scolastici.
Accanto alla rete dei percorsi, restano i problemi puntuali segnalati da cittadini e partecipanti. Nell’indagine sono comparsi soprattutto tratti di marciapiede con pavimentazione irregolare e ostacoli lungo i camminamenti pedonali. Tra le aree citate figurano anche calle Duomo e fondamenta Canal Lombardo.
L’idea alla base del PEBA, quindi, non è limitarsi a un elenco di barriere da rimuovere una alla volta, ma costruire un quadro complessivo delle priorità. In questa impostazione l’accessibilità viene letta come sistema urbano, con attenzione ai collegamenti quotidiani e non solo ai singoli edifici.
Il lavoro con associazioni, cittadini e scuole
Il percorso partecipativo era partito a maggio e ha coinvolto soggetti diversi del tessuto cittadino. Oltre ai residenti, hanno preso parte alle attività associazioni impegnate sui temi della disabilità, dell’inclusione e del benessere sociale, chiamate a portare osservazioni ed esperienze utili alla stesura del documento.
Un ruolo è stato affidato anche alle scuole. In questi giorni sono in corso laboratori dedicati alla realizzazione di una rampa dimostrativa con mattoncini LEGO donati dagli studenti: un’attività pensata per introdurre i più giovani al tema dell’accessibilità attraverso un’esperienza pratica.
Il sindaco Mauro Armelao ha definito conclusa questa prima fase come un passaggio utile a trasformare le segnalazioni raccolte in una programmazione vera e propria. Lo stesso primo cittadino ha ricordato di aver voluto avviare il PEBA a Chioggia per dare applicazione a uno strumento mai attivato prima sul territorio comunale.
Tra ottobre e dicembre la stesura del Piano
La prossima tappa è già fissata: tra ottobre e dicembre 2026 gli uffici comunali, insieme alla società incaricata, lavoreranno alla redazione del Piano vero e proprio, indicando interventi e ordine di priorità sulla base degli elementi emersi fin qui.
Secondo quanto comunicato dal Comune, il documento sarà poi portato in Giunta per l’adozione formale. In seguito si aprirà una finestra di 30 giorni per la consultazione pubblica degli elaborati e per l’eventuale presentazione di osservazioni, prima del passaggio conclusivo in Consiglio comunale.
Per l’amministrazione, il PEBA dovrà diventare un riferimento anche per i futuri lavori pubblici, così da orientare nel tempo gli interventi su spazi e servizi cittadini. La fase appena chiusa consegna intanto una base condivisa da cui partire per rendere più semplice l’autonomia delle persone e l’uso quotidiano della città.
La partita, insomma, si sposta adesso dalla raccolta delle indicazioni alla loro traduzione in scelte concrete: sarà quello il banco di prova per capire come Chioggia intenderà ridisegnare i propri percorsi urbani in chiave più accessibile.